Se stai per avviare una nuova produzione, ecco 2 numeri che ti faranno risparmiare a lungo termine

Stai per avviare una nuova produzione e, come sempre, sai di dover partire dallo step più ostico ma importante: la definizione del budget.

Hai già un disegno bello pronto… e quindi cosa fai? 

Per prima cosa, lo presenti al tuo fornitore di fiducia e gli domandi un preventivo, è ovvio. Essendo una commessa su richiesta, sai già, probabilmente, che le spese di cui dovrai tener conto comprendono:

  • i costi in fase di preventivo;
  • i costi di attività: progettazione e lavorazione;
  • i costi di acquisto: materiali e lavorazioni esterne.

Tra tutte queste voci, quella che forse ti preoccupa di più è proprio la produzione di uno stampo. In effetti, si tratta dell’importo più elevato, che fa spaventare la maggior parte dei committenti.

Perché produrre uno stampo è tanto costoso?

Quando si va a creare un nuovo stampo, subentrano tutta una serie di fattori che influenzano la realizzazione.

Sto parlando in particolare di:

  • Costi di progettazione
    Sono i costi legati al lavoro del personale dell’ufficio tecnico e dell’ufficio commerciale.
    Di solito, si calcolano moltiplicando le ore dedicate alla commessa per la tariffa oraria delle persone che seguono il progetto.
  • Costi di ammortamento dei macchinari e delle strumentazioni
    Si tratta delle spese legate all’utilizzo e all’usura della strumentazione necessaria per l’intera produzione.
    Oltre ai costi di manutenzione delle macchine stesse.
  • Costi dei materiali di consumo diretto
    È l’importo destinato all’acquisto di tutti i materiali necessari per quella particolare commessa (ad esempio: acciaio per produrre lo stampo) ed i materiali consumabili (utensileria, lubrificanti, ecc.)
  • Costi di lavorazione
    In questo caso si devono calcolare le ore impiegate dal personale per la creazione dello stampo. Tieni presente che i professionisti coinvolti nel processo sono diversi, poiché le fasi di lavorazione di uno stampo possono essere molte e, in alcuni casi, complesse.
    Eccole riassunte in modo schematico:
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    Progettazione in 3 D con l’ausilio del modellatore solido CAD.
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    Fase di rielaborazione dei modelli tridimensionali e del progetto su carta: studio ed ottimizzazione del progetto tramite il nostro sistema unico ZINCode.
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    Divisione delle figure e loro disposizione nello stampo.
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    Progettazione dello stampo completo, compresa la scelta del portastampo, posizionamento degli espulsori e dei carrelli se necessari, ingegnerizzazione dei circuiti di raffreddamento, ecc.
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    Creazione di tutta la documentazione necessaria per le fasi successive, ovvero tavole 2D dei singoli componenti e distinta base necessaria alla pianificazione e monitoraggio delle lavorazioni successive.
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    Calcolo dei percorsi utensili di fresatura: scelta delle procedure ed utensili da utilizzare, calcolo vero e proprio ed ottimizzazione dello stesso; fase di post-processo.
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    Fresatura CNC, che consiste nella vera e propria produzione dei componenti che serviranno poi per comporre lo stampo.
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    Fresatura dei portastampi, che servono per contenere le matrici dello stampo stesso.
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    Trattamenti termici, necessari per aumentare la durezza del materiale delle parti stampanti, incrementandone la longevità.
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    Rettifica, che consiste nell’asportazione del materiale in sovrametallo dai pezzi in modo minuzioso. Si tratta, infatti, di un’operazione di finitura con precisione centesimale.
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    Elettroerosione a filo, utilizzata per creare profili e sagome tanto articolati, permettendo di innalzare di molto la complessità dello stampo.
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    Fresatura elettrodi. Nella costruzione di uno stampo gran parte delle ore lavoro sono dedicate alla progettazione e fresatura degli elettrodi. Si tratta di utensili che vengono utilizzati nelle successive fasi di incisione con l’elettroerosione a tuffo.
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    Incisione delle figure: mediante l’elettroerosione a tuffo si ottiene un’incisione al negativo perfettamente fedele all’elettrodo utilizzato. Si viene a creare, quindi, la cavità che poi verrà riempita dal materiale fuso durante la fase di stampaggio.
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    Assembramento dei componenti ed aggiustaggio: si testano cioè le chiusure, si lucidano le figure, si fanno eventuali aggiustamenti e ritocchi ai componenti e in più si verificano anche tutti gli scorrimenti.
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    Prova stampo: è la fase in cui lo stampo viene montato in macchina per la prima volta. Comprende un mini-rodaggio, per far assestare i componenti, più la vera e propria prova (circa 50 stampate, da accordare col cliente).
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    Collaudo campioni: consiste in una serie di procedure per validare i pezzi. Questi vengono misurati in tutte le loro dimensioni e si verifica che siano conformi al disegno.
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    Terminati i rilievi si procede con la preparazione e imballaggio dei campioni da consegnare al cliente per l’approvazione.
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    Prima di avviare la produzione, se necessarie, saranno fatte le messe a punto ed eventualmente anche una seconda prova stampo.
  • Costi delle lavorazioni esterne
    Se vengono coinvolti dei terzisti, per delle lavorazioni extra non eseguibili internamente, bisogna metter in conto anche le fatture rilasciate da questi.
  • Costi indiretti
    Si tratta di tutte quelle spese, che non ti vengono in mente subito ma che alla fine vanno ad influire sull’intero preventivo. Sono costi indiretti ad esempio l’affitto del locale, le spese di amministrazione, le fatture delle consulenze, la sicurezza, la gestione del sistema qualità, le imposte locali, ecc.

Tutto ciò può farti comprendere solo una cosa: più pezzi produrrai all’anno, meno ti costerà in proporzione.
Da questo si può dedurre che i fattori utili per configurare correttamente lo stampo e, di conseguenza, diminuire il costo del tuo singolo pezzo sono essenzialmente 2:

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    La durata in anni del progetto.
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    La produzione totale annua dei componenti.

Ovvero da quando viene immesso sul mercato a quando viene sostituito da quello successivo.

Perché sono proprio questi due numeri ad influenzare così tanto la tua produzione?

Più di tutto, servono per dimensionare lo stampo e quindi stabilire quante impronte sono necessarie per avvicinarsi al budget richiesto. E determinano, di conseguenza, anche il tipo di pressa necessaria, con i relativi dati di produzione e costi orari.

Inoltre, a seconda di quanto dovrà durare lo stampo, ci saranno tutta una serie di attenzioni che andranno adottate di conseguenza.

E che costano.

Uno stampo destinato a durare poco, infatti, può essere anche semplificato, se il budget lo richiede.

Se invece lo si vuol far durare anche un paio di decenni, bisogna scegliere dei materiali più resistenti e longevi, oltre a tutta una serie di accorgimenti costruttivi più raffinati.

Infatti, dovendo produrre molto, questo stampo necessiterà di una costante manutenzione. E per far si che questa risulti più facile possibile, alcune parti andranno costruite in modo tale da poterle sostituirle con facilità.

Ovviamente manutenzione e ricambi vanno pagati…

e tutto questo influenza l’importo finale.

Facciamo un esempio, per comprendere meglio.

Molti clienti non stimano esattamente il numero di pezzi da produrre, né tanto meno si chiedono a priori, nello specifico, quanto durerà questo loro progetto.

Come Andrea, che l’altro giorno è venuto da me dicendomi:

Alberto, ho per le mani un disegno che è una bomba, così per qualche anno sono a posto.

Fammi un buon preventivo, considerando che ti darò lavoro per i prossimi 10 anni almeno, e preparami uno stampo a 4 impronte.


La richiesta di uno stampo a più impronte viene fatta con lo scopo di risparmiare sulla manodopera e sulle tempistiche di lavorazione in produzione.

Devi capire, però, che uno stampo del genere è più costoso ed impegnativo da realizzare rispetto ad uno con meno impronte.

Quindi, se pensi che valga la pena investire all’inizio per poi recuperare sulle commissioni successive, si tratta di un’ottima scelta.

Altrimenti il rischio è quello di commettere un grosso errore e di spendere molti più soldi del necessario.

Se vuoi capire meglio di cosa sto parlando, leggi anche il mio articolo dedicato agli stampi multi impronte: "Lo stampo a famiglia è più conveniente?" .

Quando ho chiesto ad Andrea di portarmi un po’ di numeri, non ha saputo rispondermi esattamente.

Un migliaio” e “parecchi anni”, possono significare “molto” o “poco”, a seconda del tipo di investimento che decidi di fare.

Se Andrea con il suo “progetto bomba” andrà a consumare 100.000 pezzi all' anno, allora ha perfettamente ragione nel chiedermi uno stampo a più impronte: riduce i tempi ed i costi in corso d’opera.

Ma se invece si limita ad ordinare 1000 pezzi per volta, perché il mercato ha preso una piega differente o perché non ha fatto i calcoli nel modo corretto, si ritroverà ad aver acquistato uno stampo a 4 impronte che dovrà fare solo 250 stampate per ottenere i famosi 1000 pezzi.

Quindi avrà buttato via dei soldi per uno stampo più performante e grosso del necessario.

È un po’ come utilizzare un autoarticolato per andare a consegnare una busta. Non ha molto senso!

Anche a livello di spesa di produzione, non ne trarrà alcun vantaggio, perché è vero che si possono anche fare micro lotti con 250 stampate, ma il prezzo non potrà essere lo stesso della mass production.

Identico problema si verifica se Andrea va a “barare” in prima battuta sparando numeri in eccesso, nella speranza di farsi fare condizioni migliori.

Andrea magari non ne è al corrente, ma non gli conviene farlo, perché i tempi di avviamento commessa sono più lunghi della lavorazione stessa e non ha senso ricaricare ogni volta anche i costi dedicati…

Quindi, il mio consiglio è quello di non fare come Andrea.

Prima di partire in quarta e testare alla cieca tutte le soluzioni che potrebbero darti un risparmio, cerca di essere onesto con te stesso e chiaro nelle richieste al fornitore.

Ma, soprattutto, raccogli più informazioni possibili sul progetto che vuoi realizzare e ragiona con le cifre alla mano.

E, perché no, chiedi anche al tuo fornitore di fare una simulazione di costo del progetto nell’intera sua vita.

In ogni caso, due saranno i numeri da conoscere in assoluto: produzione annua e durata del progetto.

Ovviamente nessuno può sapere come andranno realmente le cose, perciò possiamo parlare anche di “previsioni numeriche”: purché siano accurate, precise e il più veritiere possibili.

Altrimenti, sarai il primo a rimetterci.

Se in futuro vuoi veramente riuscire a risparmiare, spalmando a dovere i costi tra tutti i pezzi prodotti ed evitando di incappare in errori, come il produrre uno stampo poco sfruttato e troppo costoso per quello che ti serve, l’unica cosa che devi fare è rivolgerti ad un vero professionista.

E se stai cercando un fornitore per la tua prossima produzione in serie, io posso aiutarti! 

Con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle leghe di zinco, sono ultra-specializzato in tutte le fasi del processo di pressofusione a camera calda della zama.

Inoltre lavoro utilizzando

l’unico metodo scientifico capace di ottimizzare il tuo pezzo fin dal progetto,
facendoti risparmiare tempo e denaro.

Inoltre ti invito a condividere questo articolo con tutti i tuoi amici e colleghi, in modo da contribuire a diffondere la conoscenza sulla zama.

"Maneggio la Zama sin da bambino e me ne occupo professionalmente a tempo pieno a partire dal lontano 1992. Amo aiutare aziende, tecnici e progettisti a trasformare le loro idee ed i loro progetti in componenti pressofusi in zama." 

Alberto Giretti