Come evitare le insidie nascoste dietro alla creazione di uno stampo per i tuoi componenti di zama

Condividi l'articolo su:

Uno stampo per la pressofusione della zama può essere fonte di grosse preoccupazioni.  

Se già produci componenti in serie, probabilmente sai di cosa sto parlando.

Lo stampo per la zama è uno strumento di lavoro fondamentale durante il processo della pressofusione

Si tratta di un oggetto che prende anche il nome di “forma”, dal momento che all’interno dello stampo viene colato il metallo fuso ed è pertanto proprio lo stampo a determinare la forma del componente. Da qui la sua rilevanza nell’intero processo.

È composto da due metà, che una volta unite, formano lo stampo vero e proprio.  

La suddivisione in due parti separabili facilita l’estrazione del componente e accelera il processo di raffreddamento.

Poiché viene a contatto con il materiale fuso, deve essere progettato per sostenere alte temperature e pressioni di fusione. Per questo motivo viene realizzato con acciai di alta qualità e alla fine risulta costoso da produrre. 
Da qui, la speranza, da parte di chi lo commissiona, che duri nel tempo e che resista a più stampate possibili, proprio per ammortizzare la spesa iniziale. 

Detto questo, ti riporto di seguito i timori caratteristici di chi soffre di “ansia da stampo per la pressofusione”:

  1. Se si rompe senza che riesco a sfruttarlo abbastanza da recuperare la spesa per produrlo, sono “fregato”.
  1. Se non viene costruito correttamente, otterrò dei componenti non funzionali. 

Questo vuol dire che va a monte l’intero ciclo di pressofusione, e mi ritrovo senza materia prima e senza componenti. 

Di conseguenza senza soldi.

  1. Devo farlo durare più a lungo possibile, per non dover sostenere ulteriori costi di riparazione o di creazione di un nuovo stampo per zama.
  1. Lo stampo deve restare funzionale negli anni, perché se succede qualche “intoppo” causato dalla forma, la produzione rischia di fermarsi e, prima che in fonderia mi trovino la soluzione, le tempistiche potrebbero diventare infinite. 

Questi, almeno, sono i principali timori che mi riportano i clienti la prima volta che vengono da me a farsi costruire uno stampo da pressofusione.

Eppure, nel giro di poco tempo, riescono a dimenticarsi (quasi) di averne uno.

Ti sembra impossibile? Eppure è così: vedono come lavoro, e si fidano della mia specializzazione ed esperienza. 

E in aggiunta, sanno di poter dormire sonni tranquilli grazie alla mia “garanzia MoldCare”.Ovvero garantisco 5 anni di funzionamento o 500.000 stampate sicure, altrimenti riparo lo stampo a mie spese!

Anche tu vorresti goderti in serenità le giornate, senza fartele rovinare dai problemi causati dal tuo stampo per la pressofusione di zama?

Ecco 5 aspetti di cui devi tener conto per eliminare le tue preoccupazioni e poterti quasi “dimenticare” di avere uno stampo per la zama:

  • Progettarlo in modo corretto.

    La progettazione e costruzione di uno stampo per la pressofusione della zama è un passaggio fondamentale per la creazione dei tuoi componenti.
    Nella progettazione di uno stampo bisogna essere in grado di bilanciare tutti gli aspetti: funzionali, realizzativi ed estetici.
    Perciò, per disegnare uno stampo per la zama sono necessari strumenti tecnologici all’avanguardia, quali macchinari di precisione estrema e computer dotati di particolari programmi e software.
    Nella mia azienda, gli strumenti utilizzati per una corretta progettazione si sono evoluti molto nel corso del tempo: dal disegno manuale degli anni ‘80 siamo passati a quello CAD 2D negli anni ‘90, fino al CAD 3D di oggi.

    Grazie ai nostri software di modellazione tridimensionale, la progettazione dei componenti è fatta fin dalle prime fasi, pensando continuamente allo stampaggio.
    I modelli saranno quindi ottimizzati in modo nativo per quanto riguarda ad esempio sottosquadri e sformi.
    Inoltre, per massimizzare il processo costruttivo, abbiamo procedurizzato molte fasi della loro realizzazione.
    Questo grazie anche al metodo ZINCode, sviluppato e sistematizzato in modo da poter costruire e portare in produzione uno stampo che offra elevate precisioni e garanzie totali sulla conformità dei componenti prodotti.
    Una buona progettazione dello stampo deve far sì che risulti: 
  • il più semplice possibile;
  • affidabile e longevo;
  • versatile;
  • capace di produrre particolari conformi per tutta la sua vita produttiva.

  • Evitare i generalisti

    Per realizzare uno stampo per la pressofusione della zama che sia funzionale e di alta qualità, bisogna affidarsi ad uno specialista: non mi stancherò mai di ripeterlo.
    Ogni materia prima ha le sue peculiarità e per costruire uno stampo bisogna avere ben chiare tutte le caratteristiche del materiale e del processo di lavorazione.
    Il mondo degli stampi è così vasto che è impossibile conoscere a fondo ogni tecnologia necessaria per la loro realizzazione se non ci si concentra su un materiale soltanto.
    Inoltre il tempo che il cliente mette a disposizione è poco e le variabili differiscono in continuazione, perché ogni stampo è diverso dall’altro.
    Perciò è impensabile riuscire ad ottenere un risultato eccellente partendo da zero e senza l’esperienza, gli studi e la tecnologia adeguata.
    Se non ci si affida ad un esperto del settore, il rischio che si corre è quello di ottenere uno stampo per la zama sul quale si dovrà poi intervenire con una messa a punto invasiva.
    O, nei casi peggiori, uno stampo pronto da buttare, che dovrà essere riprogettato completamente, sperperando ore e ore di lavoro e tanti – troppi – soldi.
    Sono talmente convinto di questo, che io stesso ho deciso di specializzarmi in un unico settore: le leghe di zinco.
    La mia azienda – Zama Solutions – si è concentrata per 40 anni, sulla progettazione e realizzazione di oltre 1500 stampi specifici per la produzione di componenti tecnici di precisione pressofusi in zama.
    Oltre a questo ci occupiamo anche dello stampaggio dei componenti in serie: quindi, abbiamo ben chiaro l’intero processo che un pezzo pressofuso deve attraversare, dalla progettazione al completamento dello stesso.
    Avendo esperienza diretta sia nella progettazione/costruzione dello stampo, sia nella produzione, abbiamo di fatto la padronanza dell’intero ciclo produttivo.

  • Utilizzare materiali di alta qualità

    Il materiale che dev’essere scelto per la creazione di uno stampo, nel caso della pressofusione della zama, è l’acciaio.
    L’acciaio legato viene utilizzato per la costruzione delle matrici e di tutti gli inserti a diretto contatto con la zama fusa.
    Deve essere, però, trattato termicamente, per incrementare su queste parti “a rischio” la durezza e la resistenza all’usura. In questo modo si possono preservare e mantenere longeve nel tempo quelle parti stampanti che, sottoposte a ripetuti shock termici, rischierebbero di rovinarsi e, peggio ancora, rompersi.
    Il tutto è studiato in modo tale che le caratteristiche acquisite dall’acciaio, durante il trattamento termico, perdurino senza alterarsi minimamente, grazie al fatto che la temperatura di fusione della zama risulta inferiore a quella di rinvenimento dell’acciaio utilizzato per le matrici.
    Anche se si fa il possibile per preservare la longevità di ciascuno stampo, si tenga comunque presente che gli stampi vengono strutturati in modo tale da poter sostituire agevolmente i componenti più soggetti ad usura o a rottura.

Vuoi creare uno stampo ottimizzato e lasciarlo in mani sicure? Io posso aiutarti! Contattami subito! Lo progetteremo insieme e io mi prenderò cura di lui CHIAMAMI ORA 0121 342.599

  • Ottenere lo stampo giusto per te

A seconda del componente che vuoi produrre, devi avere ben chiaro qual è lo stampo per lavorare la zama che farà al caso tuo. Il progettista ti aiuterà nella distinzione tra le diverse tipologie:

  1. Normale (mono o multi impronta): è uno stampo che produce solo un tipo di componente, sempre uguale
  2. A famiglia: in questo caso, lo stesso stampo produce più componenti diversi. È una soluzione molto utilizzata nel caso di produzioni ridotte e serve per limitare il costo dello stampo
  3. Trasformabile: si utilizza quando devi produrre più varianti di un componente, mantenendo la stessa struttura centrale. Ad esempio serve a creare dei pezzi tra loro uguali ma che si differenziano solo per la lunghezza: in questo caso si va ad accorciare o ad allungare la figura prodotta, inserendo piccole variazioni nello stampo stesso. 
  4. Con tre piastre: è un particolare tipo di stampo che serve nel caso si vogliano effettuare movimenti in apertura di alcune zone in tempi differenziati rispetto al resto dello stampo. 
  • Mantenerlo nel tempo

Una volta che sei riuscito a realizzare uno stampo funzionale e su misura per il tuo componente da produrre, potresti iniziare a preoccuparti di come riuscire a mantenerlo in condizioni ottimali, per rovinarlo il meno possibile.
Prendersi cura di uno stampo non è un gioco da ragazzi: purtroppo molte aziende scelgono di lavorare fuori parametri, pur di risparmiare anche solo un secondo sull’intero ciclo. 
Questo vuol dire che il tuo prezioso stampo viene sottoposto ad un’usura accelerata, dovuta a violenti shock termici e pressioni eccessive e senza controllo.
È un pensiero che mi mette i brividi.
Per me lo stampo è il “cuore” della pressofusione e lo rispetto in maniera maniacale. 
Se viene sottoposto ad uno stress eccessivo, può rovinarsi prima del tempo.
Se lo stampo si rovina, il componente ottenuto non funzionerà correttamente. 
Se si rompe è ancora peggio, perché il ciclo può considerarsi concluso fino alla creazione di un nuovo stampo.
Se questo pensiero a me mette i brividi, a molti clienti fa proprio perdere ore di sonno.
Un ciclo interrotto si traduce in perdita di tempo e denaro. 
Uno stampo da riparare sono soldi che escono dalle tasche del cliente. 
Per non parlare di uno stampo da ricostruire da capo, per la seconda volta. Quello sì che rappresenta una “doppia” uscita di soldi dalle tasche del cliente.

Io ho sempre pensato che colui che acquista uno stampo dovrebbe sentirsi libero di “parcheggiarlo” in fonderia a fare il suo dovere e dimenticarsi letteralmente di lui. 

E per questo che ho ideato la mia garanzia “MoldCare”: per rassicurare tutti i miei clienti che, dal momento che il loro stampo entra in produzione, saremo noi in fonderia a prenderci cura di lui.

Come?

Facendo le giuste manutenzioni ordinarie, rispettando i parametri di processo ed utilizzando un apposito sistema salva stampo.

E assicurandoti almeno 500.000 stampate nel tempo oppure 5 anni di funzionamento ottimale.

Così ogni notte non dovrai più preoccuparti del tuo stampo e metterti a contare le pecore per addormentarti. 
O peggio, metterti a contare le stampate che devi ancora effettuare prima di rientrare del costo di produzione, senza riuscire a prendere sonno. 
Potrai rilassarti e goderti il meritato riposo, perché sai che il tuo stampo è finito in mani sicure.

Vuoi avere la certezza che il tuo stampo duri almeno 5 anni? Io posso aiutarti! Contattami subito! Grazie alla mia garanzia MoldCare non dovrai preoccuparti di nulla per almeno i prossimi 5 anni! CHIAMAMI ORA 0121 342.599

I 5 luoghi comuni che ti hanno (erroneamente) convinto a non tenere delle scorte a magazzino

Nel corso della mia attività come produttore di pezzi in zama ho sentito molti pretesti, da parte degli imprenditori (e anche dei loro collaboratori e manager) per non tenere delle scorte di pezzi a magazzino.

 

Si tratta di ragioni più o meno valide che molto spesso, però, si rivelano infondate, causando addirittura un aumento dei costi ed un calo delle vendite.

 

Diamo allora un’occhiata alle scuse più utilizzate che le persone utilizzano per non tenere abbastanza inventario e che comunque si rivelano puntualmente molto deboli o sbagliate se vengono esaminate più da vicino, nel dettaglio.

 

I 5 luoghi comuni più diffusi per non “fare magazzino”

 

1 – “È più economico”

 

Uno dei più grandi errori che commettono gli imprenditori è pensare che l’inventario rappresenti soltanto una spesa da evitare.

 

Si tratta forse della credenza più difficile da sfatare.

 

Infatti, se monitorate e gestite correttamente, le scorte a magazzino ti danno la possibilità di ridurre i costi ed accelerare il profitto.

 

2 – “Non mi serve perché posso comprarlo direttamente dai fornitori”

 

Questo è vero, ma tieni conto che i fornitori vendono direttamente dalla fabbrica e proprio per questo possono venirti incontro con una riduzione del prezzo, in caso di ordini superiori.

 

Maggiore sarà la quantità di pezzi acquistata, più ampio sarà il loro margine di manovra, perché andranno ad ammortizzare i costi di set up e tutte le spese fisse che contribuiscono a determinare l’importo finale.

 

3 – “Rischio di avere uno stock fermo per un lungo periodo”

 

Se si tratta di pezzi che ti serviranno prima o poi, averli parcheggiati in magazzino anche per periodi più lunghi del previsto non rappresenta un grosso problema.

 

È da preoccuparsi solo nel caso – piuttosto raro – in cui il tuo cliente decida di cambiare il progetto in fase di produzione avanzata, il che li renderebbe praticamente inutilizzabili.

 

4 – “Non ho posto per immagazzinarlo”

 

Questa è una scusa piuttosto debole.

 

Innanzitutto, perché non devi tenere dei quantitativi di scorte esagerate, che possono invece venir proporzionate in base allo spazio disponibile.

 

E poi, se scegli un fornitore ben organizzato puoi accordarti con lui per conservare i pezzi extra che ti produce nel suo stesso magazzino.

 

Noi di Zama Solutions ci siamo attrezzati con soluzioni tecnologiche specifiche al fine di poter gestire delle scorte concordate, facendo ruotare il magazzino in base alle esigenze dei nostri clienti.

 

Lo abbiamo reso possibile grazie alla recente installazione del magazzino verticale di generose dimensioni: si tratta di una macchina nella quale i contenitori vengono caricati in cassetti, riposti poi, in modo automatico, su dei ripiani all’ interno della struttura della macchina stessa.

Se stai cercando un fornitore specializzato in componenti in zama che ti aiuti a gestire le scorte, contattaci!

 

Grazie alle soluzioni che abbiamo adottato, nel nostro magazzino c’è spazio anche per i tuoi prodotti!
Desidero saperne di più! Clicca qui
5 – “Sto vendendo su richiesta, quindi ho bisogno solo di pochi pezzi per volta”

 

Perché non provare a ragionare al contrario? Ovvero iniziare ad aumentare il numero di pezzi prodotti, per essere sempre pronti a soddisfare eventuali richieste extra dei clienti? È così che si incrementa il proprio giro di affari…

 

A questo punto, dopo aver valutato da vicino tutti i luoghi comuni, viene spontaneo domandarsi:

 

Conviene o no produrre delle scorte da tenere a magazzino?

 

In linea di massima conviene. Subentrano però così tante variabili, in questo discorso, che ogni situazione e a sé.

 

L’unico modo per capire se davvero nel tuo caso non convenga fare magazzino è di valutare i pro e contro di questa soluzione, che adesso andremo a vedere.

 

E poi, come consiglio sempre, discutere le tue esigenze con un fornitore professionista, che saprà senz’altro aiutarti grazie alla sua esperienza e alle sue competenze.

 

I vantaggi di non avere scorte a magazzino

 

  • Diminuzione dello spazio occupato

Meno scorte equivale a più spazio.  Come abbiamo già visto, il problema sussiste se effettivamente lo spazio a disposizione è davvero minimo e non c’è allora altro da fare. Ma a volte potrebbero essere sufficienti anche solo delle scaffalature ben studiate per ottimizzare gli spazi.

 

Ricorda, inoltre, che puoi sempre trovare un fornitore capace di custodire i tuoi pezzi nel suo stesso magazzino.

 

Questo ovviamente comporta un piccolo aumento dei costi – giusto per contribuire a pagare le spese dello spazio occupato – ma ti offre il grande vantaggio di avere i tuoi componenti sempre pronti e disponibili in pochissimo tempo.

 

  • Diminuzione del capitale immobilizzato

Anche se gli inventari sono di solito considerati un bene, averne uno troppo grande può risultare dannoso per l’azienda. Questo perché vincola il capitale e occupa spazio che potrebbe essere usato per altri scopi.

 

  • Diminuzione del rischio di obsolescenza

In effetti, abbassare le scorte può ridurre la possibilità che un articolo diventi vecchio e superato prima ancora di essere venduto.

 

Gli svantaggi di NON avere un magazzino

 

Mentre la riduzione dell’inventario può sembrare una soluzione facile e veloce per non spendere subito dei soldi, al tempo stesso potrebbe rivelarsi una mossa azzardata. Bisogna stare attenti a non esaurire le scorte e a non ritrovarsi con ordini non evasi, altrimenti si potrebbe finire per perdere alcuni clienti non soddisfatti del tuo servizio.

 

Infatti, non avere delle scorte in magazzino porta inevitabilmente a degli svantaggi:

 

  • Acquisto a prezzi più alti

Spesso l’ufficio acquisti si fa carico di più pezzi per riuscire a pagarli ad un costo inferiore.

 

Per un’azienda, in realtà, è importante determinare il così detto “lotto economico”, ovvero il quantitativo conveniente da produrre.

 

(Leggi anche “Perché è importante calcolare il lotto economico d’acquisto?” 🡪 LINK Art. 56)

 

Il lotto economico permette di bilanciare i costi di magazzino con quelli di emissione degli ordini: è dato, in pratica, dalla quantità di pezzi che conviene farsi produrre in un singolo ordine, per riuscire a minimizzare i costi complessivi di commissione e di gestione delle scorte di quello specifico componente.

 

  • Si vive sempre nell’ urgenza

Se i pezzi che si tengono in magazzino sono definiti “Scorta di sicurezza” è per un motivo ben preciso: ordinando solo lo stretto necessario, si rischia di non poter soddisfare eventuali richieste improvvise, perdendo la sicurezza di evadere l’ordine del cliente nei tempi e modi stabiliti.

 

  • Si perde tempo (e quindi soldi)

La mancanza di un pezzo determina un vero e proprio blocco delle attività e ogni minuto di produzione persa si traduce in una riduzione del fatturato.

 

  • Si rischia un danno d’immagine

Dire di no ad un cliente o consegnare in ritardo i prodotti non è mai positivo.

Eppure, è proprio ciò che potrebbe accadere se, per qualche motivo, i pezzi a disposizione non fossero sufficienti restando in pratica a zero.

 

Come evitare questi disastri?

 

Per evitare le problematiche che abbiamo appena visto, nel caso in cui si decidesse di non fare magazzino è bene tenere conto del “Punto di Riordino”

 

Si tratta del livello di scorte che, una volta raggiunto, indica la necessità di emettere immediatamente un nuovo ordine di acquisto, pari al lotto economico.

 

Il Punto di Riordino è molto importante per prevenire l’esaurimento delle scorte a magazzino, evitando tutte le conseguenze negative che potrebbero derivare, come la paralisi della produzione ed il blocco delle vendite.

 

Quando puoi, cerca di fare sempre un po’ di magazzino: se calcoli correttamente il tuo lotto economico puoi capire subito se si tratta della soluzione più conveniente e legata ad un maggior risparmio.

Vuoi conoscere il valore del tuo lotto economico d’acquisto, per farti un’idea di come procedere?

 

Scoprilo subito: ti offro il mio calcolatore speciale IN OMAGGIO!
Desidero calcolare…

Stampare i tuoi componenti in zama presso un terzista: pro e contro

“Conviene farsi stampare i componenti in zama da un terzista?”Non è la prima volta che sento qualche cliente porre questa…

Stampare da solo i tuoi componenti in zama è davvero la scelta migliore?

Magari stai già impostando la struttura per lo stampaggio “fai da te”o stai iniziando semplicemente ad informarti su come procedere…