Stampare i tuoi componenti in zama presso un terzista: pro e contro

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Conviene farsi stampare i componenti in zama da un terzista?”
Non è la prima volta che sento qualche cliente porre questa domanda. 
L’idea del “fai da te” sembra essere diventata di moda anche nel mio settore, sebbene la maggior parte delle volte resti soltanto un’idea e difficilmente si concretizza. 
Dopo dubbi, indecisioni e calcoli non sempre corretti, soltanto un numero esiguo di professionisti della zama intraprende alla fine la coraggiosa strada dello stampaggio in proprio, salvo poi pentirsene quasi subito.

(Per approfondimenti ti invito a leggere anche “Stampare in proprio i tuoi componenti in zama è davvero la scelta migliore?”)

Infatti, basta fare due conti per rendersi conto che: 
Sì, farsi stampare i componenti da un terzista conviene”.
 
(Se vuoi iniziare a calcolare i costi legati alla stampa fai da te per compararli al preventivo di un terzista, ti consiglio di leggere il post “10 costi imprevisti che devi conoscere prima di metterti a stampare in proprio i tuoi componenti in zama”).
Sappi, comunque, che ogni scelta effettuata ti porterà dei vantaggi e degli svantaggi. 
Spetta poi a te, metterli sul piatto della bilancia e valutare l’alternativa migliore nel tuo caso specifico.
Vediamo ora, in dettaglio, quali sono i pro e i contro che si ottengono collaborando con un terzista, per lo stampaggio dei propri componenti in zama.


Perché conviene rivolgersi ad un terzista: ecco tutti i vantaggi

Compri solo quello che ti serve.

È sempre bene fare un po’ di magazzino, ma comprando da un terzista puoi concordare lotti più piccoli o dilazionati nel tempo, con un bel vantaggio nel flusso di cassa.

Hai solo spese variabili.

Questo è un grosso vantaggio. Non devi accollarti costi fissi che pesano come macigni quando il lavoro cala. 
Se ti appoggi ad un terzista, puoi approfittare di lui come logistica. 

Perciò:

  • Se ti servono i pezzi li ordini, altrimenti no.
  • Non hai una struttura da pagare.
  • Non hai macchinari fermi sui quali fare manutenzione.

Hai dei benefici di cassa.

Se stampi in proprio, devi sostenere diversi costi, indipendentemente dalle vendite: il materiale lo devi acquistare in anticipo, e i collaboratori li devi comunque pagare a fine mese. 
Allo stesso modo ti trovi ad affrontare delle spese fisse, come ad esempio le bollette energetiche (e la fonderia non consuma poco). 
A conti fatti è come se pagassi la tua produzione con largo anticipo, facendo uscire i tuoi soldi dalle tasche ancora prima di avere i pezzi finiti in mano.
Se stampi da un terzista, invece, il pagamento lo puoi effettuare sempre in un secondo momento, dopo un termine stabilito e comunque dopo la consegna dei pezzi.
A tal proposito, vorrei fare una precisazione, per correttezza di informazioni.
Il discorso del pagamento posticipato a 30- 60- 90 giorni è una concessione alla quale puoi accedere solo se acquisti in Italia. 
In realtà è una forma di “supporto” che il fornitore concede alla tua azienda per aiutarti a sostenere i costi. Questo significa che, finché non avviene il pagamento, sarà il fornitore stesso ad accollarsi non solo il mancato guadagno, ma anche le spese già affrontate tra materiali e produzione.
All’estero una soluzione di questo tipo non viene nemmeno contemplata.
Fuori dal nostro Paese lavorano diversamente e nel 99% dei casi ti ritrovi a dover pagare in anticipo, senza possibilità di trattativa.
Uno dei tanti buoni motivi per comprare made in Italy!

Hai un costo definito.

Durante il processo di produzione dei tuoi componenti in serie, gli imprevisti, si sa, non mancano mai. 

Però se capitano al tuo fornitore, non devi preoccuparti più di tanto delle conseguenze economiche: il tuo portafoglio non viene intaccato e il prezzo pattuito per ogni articolo resta sempre lo stesso.
Se invece produci in proprio, ciascun singolo imprevisto genera dei costi aggiuntivi, che ti ritrovi a pagare in prima persona.

Hai sempre a disposizione la migliore tecnologia sul mercato.

Se ti affidi a dei fornitori seri e qualificati, potrai usufruire di sistemi innovativi e di costanti aggiornamenti professionali per quanto riguarda i macchinari, le procedure, la formazione del personale, ecc. 
Questo significa che anche i tuoi pezzi saranno tecnologicamente più avanzati e al massimo della loro efficienza.
Facendo tutto da solo, è molto difficile che tu riesca – con le risorse limitate che hai a disposizione – a raggiungere livelli così elevati di innovazione tecnologica.
E rischi di ritrovarti con un reparto di soli macchinari usati, stanchi e dalle prestazioni poco soddisfacenti.

Se vuoi ottenere un componente al massimo della sua efficienza, noi abbiamo la soluzione che fa per te: ZINCode, un innovativo sistema di analisi che scannerizza il tuo progetto, evidenzia le problematiche e le risolve sistematicamente, grazie alle più innovative conoscenze nel mondo della zama.

Hai sempre a disposizione i migliori specialisti del mercato.

Collaborare con un terzista specializzato è come scegliere di lavorare assieme ad un socio con alte qualifiche.
Se ti appoggi ad una figura preparata, ti assicuri un concentrato di esperienza estremamente focalizzata, che puoi sfruttare a tuo vantaggio.
Ricorda, a tal proposito, che pressofondere un pezzo in zama è un mestiere vero e proprio, e non ci si deve improvvisare da un giorno all’altro. 
Se vuoi risparmiare davvero tempo e denaro, la cosa migliore che puoi fare è rivolgerti a qualcuno che possieda le competenze giuste per risolvere i tuoi problemi.
Per farti capire meglio il concetto, la tua produzione di componenti è un complesso organismo che ha bisogno di una persona qualificata e competente, capace di prendersene cura al bisogno. 
Un po’ come quando tu stesso non ti senti bene: non fai un corso accelerato di medicina on-line, per cercare di curarti da solo e risparmiare. Scegli un bravo dottore, paghi quello che gli spetta e ti affidi completamente a lui, affinché trovi la soluzione giusta per la tua problematica. Ecco, pensa che anche i tuoi componenti abbiano bisogno di un “dottore” qualificato per aumentare le loro performance.

Affidarsi ad un terzista ha anche qualche svantaggio: vediamo quali sono

  1. Se tu e il fornitore iniziate ad avere continue discussioni per ogni cosa, il rapporto di fiducia reciproca potrebbe guastarsi.
    In realtà non è un grande problema, bensì uno scoglio facilmente sormontabile.
    Se non vai d’accordo con il terzista a cui ti sei rivolto, ti sarà sufficiente cercarne un altro magari anche più bravo o impegnarti per trovare un compromesso tra entrambi le parti.
    Per venirsi incontro, a volte, potrebbe bastare veramente poco: il terzista deve continuare a fare bene il suo lavoro, realizzando i pezzi richiesti con competenza e professionalità. E tu, per tutta risposta, gli puoi dimostrare di rimanere corretto e puntuale con i pagamenti.
    Se dovessero presentarsi nuove esigenze che comportano una maggiorazione dei costi, il fornitore dovrebbe offrire la sua flessibilità e la sua competenza per soddisfare le tue richieste. E tu, magari, potresti ricompensare la sua professionalità con un piccolo extra, in modo da mantenerlo contento di servire la tua azienda
  1. Se il fornitore ha dei problemi imprevisti che fa fatica a risolvere, anche tu potresti risentirne ed avere dei rallentamenti nelle consegne dei lotti.
    Per questo è importante scegliere un professionista con esperienza, capace di risolvere le problematiche nel minor tempo possibile, limitando le conseguenze.

Lavoro con la zama da ormai quasi 30 anni e seguo la produzione di oltre 10 milioni di pezzi pressofusi ogni anno. Se hai bisogno di consigli su come sviluppare i tuoi componenti in serie, prenota una consulenza con me!

Chiamami ora 0121 342.599 o compila il modulo

10 buoni motivi per scegliere la zama nella produzione di gioielli

La zama è una lega metallica molto apprezzata nel campo della gioielleria fin dal 1930.

Viene utilizzata per la realizzazione di collane, bracciali, forcine e altri accessori di moda. Si tratta di gioielli molto diffusi, perché poco costosi da produrre ma comunque belli per essere indossati tutti i giorni.

 

La zama, come abbiamo già visto, è una lega metallica composta prevalentemente da Zinco abbinato ad altri elementi, come l’Alluminio e il Rame.


Questa lega è nata con lo scopo di rendere un ottimo materiale, come lo Zinco, 
più duro e resistente, ma al tempo stesso anche più duttile per essere lavorato.

 

Nell’ambito della bigiotteria, il suo successo è collegato proprio a queste caratteristiche.

Infatti, le leghe di zinco sono facili da lavorare, non anneriscono e garantiscono una buona durata nel tempo.

 

Perché la zama è un ottimo materiale per produrre gioielli

 

La zama presenta delle proprietà che offrono molti vantaggi in fase di lavorazione.

Inoltre, possiede delle caratteristiche che soddisfano tutti requisiti richiesti nel campo della bigiotteria:

 
1 – Ha un aspetto attuale e moderno.

Si presta molto bene ad un design contemporaneo e leggero e quindi può essere utilizzata con versatilità per accessori da sfruttare in più occasioni.

 
2 – È economica rispetto a metalli comunemente utilizzati in gioielleria.

Se paragonate all’oro o all’argento, le leghe di zinco costano molto meno in fase di produzione e quindi il prezzo degli accessori sul mercato risulterà inevitabilmente più basso.

 
3 – È dura e resistente, come l’acciaio, ma è più leggera.
 
4 – Non tende a rovinarsi con il tempo.

Può perdere un po’ di lucentezza ma non si deteriora o invecchia con l’uso. Come qualsiasi materiale tende però ad ossidarsi e questo effetto aumenta se lo tocchiamo. Questo perché l’umidità presente sulle mani ha un pH tendenzialmente acido, compreso tra 4,5 – 6.

 

Per ovviare a questo problema, è necessario sovrapporre uno strato di vernice trasparente a quello galvanico o decorativo. Solo così si potrà preservare nel tempo l’aspetto del colore originale.

 

Per la manutenzione dei pezzi già anneriti, si sconsiglia l’utilizzo di materiali abrasivi, in quanto c’è il serio rischio che venga asportato anche lo strato galvanico decorativo assieme alla superficie ossidata.

 

Si può provare a lavare i pezzi con una soluzione di acqua e aceto di mele, tenendo conto di sciacquare abbondantemente alla fine del lavaggio, in modo che non si inneschino effetti corrosivi irreversibili.

 
5 – Esteticamente è molto versatile.
Ha un’eccellente placcatura, per cui si adatta a molte tipologie di realizzazioni. Inoltre, l’aspetto finale può essere vario e piacevole, sia al naturale, sia scegliendo la cromatura o la verniciatura. Si adatta, poi, molto bene alla bigiotteria femminile ma anche a quella maschile.
 
6 – Può essere lavorata con finiture di precisione.

Questo lo rende un materiale particolarmente adatto per la produzione di bigiotteria ricca di dettagli e di ottima manifattura.

 
7 – Ha una facile manutenzione.

Non si sporca come l’argento e non annerisce se protetta con gli opportuni trattamenti superficiali, prolungando quindi la durata del suo bell’aspetto anche con il passare del tempo.

 
8 – Non causa allergie.

È un materiale ipoallergenico e non provoca irritazione sul corpo, neanche se indossato direttamente e per lunghi periodi.

 
9 – Lascia la pelle pulita 

non crea quell’antiestetico alone sulla pelle tipico di altri metalli che si ossidano a contatto con il sudore.

 
10 – È riciclabile e non inquina
quindi aiuta al benessere dell’ambiente.

Come vedi, la zama si presta perfettamente al settore degli accessori di bigiotteria. Essendo un materiale molto versatile, è ottima però anche per molti altri utilizzi.

 

Se vuoi conoscere più a fondo il mondo della zama e le caratteristiche delle leghe di zinco, puoi trovare tutte le informazioni che cerchi nella guida:

 

“Leghe di zinco: scopri perché utilizzarle per produrre i tuoi componenti”.

 

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È meglio la Zama o l’Ottone per i tuoi componenti in serie?

Oggi vorrei continuare il filone “Zama vs altri materiali” confrontando due leghe che contengono entrambe dello zinco: la zama, ovviamente, e l’ottone.

Tempo fa avevo confrontato la zama con un altro materiale molto utilizzato, l’alluminio. 

Se ti sei perso i miei post sull’argomento e vorresti approfondirlo, li puoi trovare cliccando sui seguenti link:

È meglio la zama o l’alluminio per i tuoi componenti in serie?

Vantaggi che la zama offre rispetto all’alluminio

Zama o Ottone: quando preferire l’uno o l’altro materiale?


L’ottone è una lega formata da rame
– in prevalenza – unito ad una percentuale variabile di zinco e altri componenti . 

Le proprietà che caratterizzano l’ottone sono influenzate non soltanto dalla composizione chimica, ma anche dal metodo di lavorazione impiegato.

Mentre nel caso della zama il materiale viene trattato sempre attraverso la pressofusione a camera calda, l’ottone può essere plasmato sia per pressofusione a camera fredda che mediante lavorazione da barra (come la tornitura o in generale tutte le tecnologie per asportazioni da truciolo).

Tecniche di lavorazione dell’ottone a confronto con la lavorazione della zama.

 

Abbiamo già visto in passato come funziona la pressofusione a camera calda utilizzata per la produzione di componenti in zama

Se non conosci ancora questo processo, puoi approfondirlo leggendo qui: 

La pressofusione a camera calda in 8 semplici step

La lavorazione dell’ottone, invece, sfrutta due tecniche diverse a seconda delle esigenze. Queste sono “la pressofusione a camera fredda” e la lavorazione a barra.

La pressofusione a camera fredda dell’ottone.


La pressofusione a camera fredda
differisce dalla camera calda per il metodo di fusione del metallo da iniettare. 
In questo caso, il metallo viene sciolto in un forno esterno all’impianto di pressofusione e caricato – ciclo per ciclo – all’interno di una camera fredda, che prende banalmente il nome di “contenitore”. Da qui, poi, viene iniettato all’interno dello stampo. 
L’ottone lavorato attraverso questo processo viene definito “pressofuso”.

Questa tecnologia “a camera fredda” viene preferita rispetto a quella a “camera calda” per i materiali con alte temperature di fusione, come appunto nel caso dell’ottone.  

La pressofusione a camera fredda offre la possibilità di ottenere spessori abbastanza ridotti e componenti complessi, con una buona rifinitura della superficie. 

Lo svantaggio principale è che un tale impianto richiede degli investimenti molto elevati, e a questi va aggiunto il costo dello stampo

La lavorazione a barra dell’ottone

 

L’ottone viene trafilato in barre e poi lavorato alle macchine utensili (solitamente torni o transfert). 

È particolarmente adatto per le minuterie in ottone ed, in generale, per tutti quei pezzi molto piccoli, che non sono realizzabili con la fusione a camera fredda. 

La distinzione tra i due metodi di lavorazione è utile per comprendere le differenze attribuibili ad un componente in ottone pressofuso rispetto ad uno lavorato a barra.
Andiamo allora a conoscere nel dettaglio quali sono le caratteristiche della zama in confronto alle caratteristiche dell’ottone

Densità


La zama, si sa, è un materiale con densità abbastanza elevata.
Come abbiamo visto in passato, questo aspetto può conferire maggior qualità percepita del materiale, ma può rappresentare talvolta uno svantaggio, perché appesantisce il componente.
Come si vede anche dal grafico, l’ottone è però un materiale ancora più denso, e quindi pesante, rispetto alla zama.
Questo vuol dire che la zama diventa vantaggiosa rispetto all’ottone se nei requisiti di progetto bisogna prestare attenzione al peso del componente.

Allungamento % a rottura

Se vogliamo analizzare l’allungamento a rottura del materiale ottone, dobbiamo partire da una distinzione effettuata sulla base del tipo di lavorazione utilizzato. Sarà questo ad influenzare la percentuale di resistenza del componente.

I pezzi pressofusi, infatti, presentano valori molto bassi di allungamento, sia nel caso della zama che dell’ ottone. 

Con la tornitura, invece, si ottiene un pezzo di ottone che potrà subire un allungamento percentuale molto elevato (fino al 30% circa) prima di spezzarsi. Questo perché la lega lavorata a barra è più morbida e malleabile rispetto a quella sottoposta a pressofusione.

Resistenza allo snervamento

 

Anche in questo caso, la tecnica di lavorazione dell’ottone ne influenza le proprietà.

La resistenza allo snervamento di un pezzo in zama risulta pertanto:
comparabile a quella dell’ottone estruso;
superiore a quella del pressofuso in lega di ottone.

Sei curioso di confrontare le caratteristiche degli altri…

È meglio la Zama o la Plastica per i tuoi componenti in serie?

La plastica è al terzo posto tra i materiali più prodotti dall’uomo. 
Dal 1950 è stata introdotta nell’industria in larga scala ed è stata per lungo tempo tra i materiali preferiti nelle fabbricazioni in serie degli articoli più svariati.

Ad oggi, molte aziende stanno riconvertendo la loro produzione, abbandonando le sostanze plastiche a favore di altre materie prime più ecosostenibili.

Infatti, uno dei problemi principali legati a questo composto è l’elevato tasso di inquinamento che causa.

Ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica invadono i nostri mari e si stima che negli oceani siano già stati accumulati oltre 150 milioni di tonnellate di questo materiale. 
Se non si limita la produzione di oggetti realizzati con questa sostanza, nel 2050 potremmo ritrovarci con più plastica che pesci in mare (valori calcolati in base peso).

Secondo un rapporto dell’Ocse sul mercato della plastica, solo il 15% di questo materiale viene davvero riciclato. Il 25% viene incenerito, mentre il restante 60% finisce in discarica. Una volta lì o viene bruciato all’aperto – rilasciando sostanze inquinanti- o resta disperso nell’ambiente.

Se stai pensando di avviare una produzione di componenti in plastica, non puoi non tenere conto di questo aspetto, che ha sensibilizzato ormai sempre più aziende.

Tra le alternative dei materiali che potresti valutare c’è la zama: un’alternativa più ecologica e al 100% riciclabile.

(Scopri di più nell’articolo “Sicurezza e rispetto ambientale: perché la zama è meglio della plastica”)

In realtà, la zama non si può considerare come una vera e propria alternativa diretta della plastica. Le caratteristiche dei due materiali sono talmente differenti che il risultato del prodotto finale non è esattamente lo stesso.
A tal proposito ti invito a leggere anche il post di approfondimento: “Scegli la zama, anziché la plastica, per migliorare la qualità dimensionale e percepita dei tuoi componenti” 

Perciò, realizzare un articolo in zama anziché in plastica potrebbe essere percepito come un’evoluzione della qualità del tuo prodotto. 
Sempre che le esigenze del componente siano tali da permettere una sostituzione tra i due materiali.

Se la plastica è una soluzione più leggera ed economica, la zama è un’alternativa più prestigiosa e destinata a durare nel tempo.

Immagina, infatti, di avere davanti a te lo stesso pezzo, ma realizzato in due versioni differenti: la prima interamente in zama, la seconda in plastica.

Ti basterà guardarli per percepire la differenza, ma sarà toccandoli e maneggiandoli che capirai davvero quale dei due pezzi risponde meglio alle tue esigenze.

La zama, infatti, appare subito robusta e più fredda. 
Trasmette anche una sensazione di solidità ed efficacia strutturale
Un prodotto in lega di zinco si presenta, pertanto, come un componente massiccio, sinonimo di resistenza e sicurezza, in termini di qualità.

La plastica, invece, si mostra più leggera, pratica e veloce.
La ritroviamo quotidianamente proposta in prodotti “usa e getta” o comunque destinati a durare non troppo a lungo.

Se dopo aver effettuato una prima analisi superficiale, decidi di studiare le singole caratteristiche del materiale a livello tecnico, allora puoi notare come tali proprietà influenzino non solo la resa del prodotto finale, ma anche il processo di lavorazione (con annessi i tempi di produzione e gli aspetti economici, per niente secondari).

(Se hai sempre pensato che lavorare la plastica fosse conveniente, leggi anche: Lo stampaggio ad iniezione plastica è davvero la tecnologia più economica per i tuoi componenti?)

Faremo ora un confronto dettagliato tra la famiglia delle leghe di zinco e le materie plastiche. 
Lo scopo del mio articolo è quello di renderti più semplice e comprensibile quale materiale sia più indicato alla tua produzione in serie.

Di seguito, ti mostrerò anche dei grafici utili a darti subito un’idea visiva del paragone tra le diverse materie prime. 

Ovviamente, mi sono limitato a prendere in esame – e a rappresentare nei grafici – solo alcuni dei materiali tra quelli più utilizzati.

Solo per le materie plastiche, infatti, potremmo considerare migliaia di composti differenti, tra famiglie ed ulteriori divisioni in sottofamiglie.
Discorso analogo per la zama: non ho preso in esame tutte le leghe esistenti, ma ho voluto limitarmi a quelle più impiegate nelle produzioni di componenti, ovvero la zama 2, 3, 5, 8.

Densità

La zama risulta essere circa 6 volte più densa della plastica.

La densità influenza ovviamente il peso del materiale, e questo può rappresentare uno svantaggio o una qualità ricercata, a seconda del componente da realizzare. 

Se ai tuoi prodotti desideri conferire leggerezza, allora dovrai preferire la plastica. 

Ma se vuoi invece attribuire loro la consistenza e la sensazione di robustezza, unita ad un’alta qualità percepita, allora la zama è la scelta giusta per te.

Allungamento % a rottura 

L’allungamento percentuale a rottura della zama è del 4 – 8 %, inferiore a quello possibile con le materie plastiche in generale.  

Trattandosi di una caratteristica inversamente proporzionale alla durezza, è naturale che materiali morbidi come le plastiche si prestino meglio all’allungamento. 

La zama, pertanto, sarà indicata nelle produzioni in cui si cerca la rigidità, accompagnata da una maggior precisione.

La plastica, in generale, andrà bene per pezzi che dovranno risultare più malleabili.

A questo proposito però va fatta un’osservazione: il valore di allungamento percentuale può variare di molto in base alla tipologia di plastica presa in esame. 
Un esempio lo hai subito osservando il grafico e facendo un confronto tra il poliossimetilene (POM-resina acetalica) e il policarbonato.

Un discorso a parte andrebbe fatto anche per le resine caricate a vetro
In questo caso, maggiore è la quantità di fibra di vetro presente all’interno, minore sarà l’elasticità conferita al componente.

Resistenza allo snervamento 

 

Anche qui notiamo delle differenze importanti. 

Di fatto, un metallo come la zama offre delle caratteristiche migliori per un uso strutturale.
Tra queste caratteristiche c’è proprio la resistenza allo snervamento che risulta di molto superiore a quella delle plastiche.

Di conseguenza, il maggior carico di snervamento rende la zama molto più resistente nel sopportare: 

  • sforzi a taglio;
  • torsioni;
  • piegature;
  • compressioni.
Vorresti confrontare la zama e le sue proprietà…