Vantaggi che offre la zama rispetto all’alluminio

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Dopo aver risposto alla domanda: “È meglio la zama o l’alluminio per i tuoi componenti in serie?con alcune considerazioni di carattere tecnico, in questo post vorrei riprendere l’argomento da un punto di vista più pratico.
Andiamo ad analizzare cioè i vantaggi che offre la zama rispetto all’alluminio.
Non è raro che qualche cliente venga da me chiedendomi i pro ed i contro di passare dalla produzione in alluminio a quella con le leghe di zinco. Questo perché magari, in passato, ha scelto l’alluminio influenzato da argomentazioni che ormai risultano datate e prive di fondamento. 
Anche le leghe di alluminio vengono lavorate con il metodo della pressofusione, ma in maniera differente rispetto alla zama, come vedremo tra poco. Questo perché la temperatura di fusione dell’alluminio è più alta di quella delle leghe di zinco.
Prima di inoltrarmi nella spiegazione di cosa offre la zama di diverso rispetto all’alluminio, vorrei brevemente spiegarti come mai la zama sia storicamente meno conosciuta rispetto all’alluminio.
Il motivo è che, in passato, l’alluminio era considerato una materia prima più nobile rispetto alla zama. Inoltre si tendeva a credere che, grazie alla sua leggerezza, fosse anche più versatile.
Oggi, invece, ci si è resi conto che le possibilità di lavorazione che offre la zama coprono un ben più ampio ventaglio di prospettive.
In fondo, la zama non è nient’altro che una lega di zinco e alluminio, più altri componenti in piccole percentuali.

Cosa vuol dire questo?

Che, scegliendo la zama, puoi ottenere i vantaggi dell’alluminio, le proprietà dello zinco, i benefici del rame e del magnesio – quando presenti – e sommarli tra loro.

È proprio questo l’obiettivo con il quale sono state create le leghe dello zinco: unire le caratteristiche di diversi metalli e dar vita ad una materia prima versatile e vantaggiosa sotto più punti di vista.
Andiamo allora a scoprire quali sono i benefici per i tuoi componenti in serie, che otterrai scegliendo la zama anziché l’alluminio.

Metodo di produzione più economico


Se la zama viene lavorata mediante la tecnica della pressofusione a camera calda, per l’alluminio si utilizza, invece, la pressofusione a camera fredda.

Qual è la differenza?

In sostanza, varia il metodo di fusione del metallo da iniettare.

Se vuoi sapere nel dettaglio come funziona il ciclo di pressofusione a camera calda, leggi il post La pressofusione a camera calda in 8 semplici step.

Nella pressofusione a camera fredda, il metallo viene sciolto in un forno esterno e caricato – ciclo per ciclo – nell’ impianto di pressofusione utilizzando dei robot appositi. 
A questo punto, potrebbe giungere spontanea la domanda: perché l’alluminio richiede un ciclo a camera fredda, piuttosto che a camera calda?
La risposta è: a causa delle sue caratteristiche intrinseche.
Generalmente la pressofusione a camera fredda si utilizza per materiali con più alte temperature di fusione, come appunto l’alluminio. 
Questa tecnica, però, risulta più costosa e meno precisa di quella della zama, perché i forni lavorano a 700 °C contro i 430 °C richiesti dalle leghe di zinco.
Inoltre, l’intervallo di solidificazione dell’alluminio è di 57 °C contro i 6 °C della zama: questo rende molto più rapido il tempo di solidificazione delle leghe di zinco.

Vuoi saperne di più sulla zama e conoscere tutte le sue caratteristiche? Ti interessa scoprire gli altri dettagli dei vantaggi che offre ai tuoi componenti? Allora non perderti la mia guida GRATUITA:

Leghe di Zinco: La guida che ti svela tutte le potenzialità della zama e come applicarle a tuo vantaggio

Risparmio energetico


La temperatura di fusione dell’alluminio è più alta di quella della zama (che invece è relativamente bassa).  
Lavorare con le leghe di zinco permette quindi di ridurre il fabbisogno energetico richiesto.
Ne risulta un risparmio di energia – fino al 50% – rispetto all’alluminio. 
E il tutto si traduce in un bel po’ di soldini che possono rimanere nelle casse della tua azienda.

Velocità di produzione


I ritmi produttivi
, si sa, sono molto importanti quando si parla di produzione in serie. 
Ogni ciclo in più, a parità di tempo, rappresenta un maggior guadagno ed una maggior soddisfazione del cliente finale, in termini di tempistiche di consegna.
Non è semplice riuscire ad aumentare la produzione oraria senza alterare quei parametri di processo che, se modificati, porterebbero però ad un’usura accelerata della strumentazione (con il rischio di guadagnare da una parte e rimetterci dall’altra).
Per questo, ogni singola scelta effettuata in un ciclo produttivo va ponderata attentamente, a partire dalla decisione di quale materia prima utilizzare nella lavorazione.  
La zama ha un tempo di raffreddamento molto ridotto se paragonato all’alluminio.
Questo comporta una produttività oraria di pezzi in zama decisamente più alta, che può arrivare a raddoppiare i tempi richiesti per la pressofusione di leghe di alluminio.

Pezzi stampati con forma definitiva


La velocità di un processo produttivo dipende anche da altri fattori, come la facilità di estrazione dallo stampo e le lavorazioni successive richieste.
Nel caso della zama, la lega può garantire un’elevata accuratezza e stabilità dimensionale e questo, al contrario dell’alluminio, comporta pochissimo sformo nello stampo.
A ciò va associata la facilità di ottenere pezzi stampati dimensionalmente finiti

Sicurezza


A differenza dell’alluminio,
la zama non presenta alcun rischio di incendio con il fenomeno dello scintillio, sia in fase di lavorazione, sia durante il successivo utilizzo della fusione. 

Tale caratteristica ha reso possibile l’approvazione per l’uso delle leghe di zinco per uno spettro molto più ampio di applicazioni. Si pensi, ad esempio, a tutti quegli ambienti pericolosi e sotterranei, come nel settore petrolchimico e in quello minerario. 

Proprietà antivibrante e di smorzamento del rumore


La zama ha una capacità di smorzamento a temperatura ambiente compresa tra il 2% ed il 4%. Si tratta di
un valore superiore dello 0,5% rispetto all’alluminio. 
Anche la capacità di assorbimento del rumore premia la zama nei confronti dell’alluminio.

Finiture superficiali


L’alluminio viene sottoposto ad anodizzazione, ma per il resto non dispone di coperture decorative o funzionali interessanti. 
Per contro, la zama può essere sottoposta ad una moltitudine di finiture estetiche di grande effetto

  • puramente protettive: come i trattamenti galvanici di zincatura;
  • protettive e decorative allo stesso tempo: come l’argentatura della zama, la cromatura, la nichelatura, la doratura, l’ottonatura e la verniciatura.  

Attrezzature più economiche


Non solo la tecnica di lavorazione dell’alluminio è più costosa, ma anche
l’investimento necessario per attrezzare la produzione di un componente in alluminio pressofuso è generalmente molto più elevato, rispetto a quella per la pressofusione in zama. 

Questo per due motivi:

  1. Durata inferiore dello stampo: la pressofusione in alluminio è fatta a temperature molto più elevate, rispetto a quella per la zama, e questo accelera l’usura dello stampo.
  1. Oltre allo stampo, nella lavorazione dell’alluminio sono spesso necessarie ulteriori attrezzature, per effettuare le riprese meccaniche post stampaggio. 

Quella che abbiamo visto è una panoramica generale.
Dovremmo poi aggiungere molte altre considerazioni più dettagliate, a seconda del componente da realizzare. 
I vantaggi che si possono ottenere con l’uno o l’altro materiale devono essere studiati a tavolino con un tecnico esperto e qualificato, che possa modellare il risultato ottenibile a seconda delle singole esigenze.

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Se stai per avviare una nuova produzione ecco 2 numeri che ti faranno risparmiare a lungo termine

Stai per avviare una nuova produzione e, come sempre, sai di dover partire dallo step più ostico ma importante: la definizione del budget.
Hai già un disegno bello pronto…e quindi cosa fai?
Per prima cosa, lo presenti al tuo fornitore di fiducia e gli domandi un preventivo, è ovvio.
Essendo una commessa su richiesta, sai già, probabilmente, che le spese di cui dovrai tener conto comprendono:

i costi in fase di preventivo;
i costi di attività: progettazione e lavorazione;
i costi di acquisto: materiali e lavorazioni esterne.

Tra tutte queste voci, quella che forse ti preoccupa di più è proprio la produzione di uno stampo.
In effetti, si tratta dell’importo più elevato, che fa spaventare la maggior parte dei committenti.

Perché produrre uno stampo è tanto costoso?

Quando si va a creare un nuovo stampo, subentrano tutta una serie di fattori che influenzano la realizzazione.

(Ti consiglio di leggere a proposito anche “Come evitare le insidie nascoste dietro alla creazione di uno stampo per i tuoi componenti di zama”)

Sto parlando in particolare di:

Costi di progettazione

 

Sono i costi legati al lavoro del personale dell’ufficio tecnico e dell’ufficio commerciale.

Di solito, si calcolano moltiplicando le ore dedicate alla commessa per la tariffa oraria delle persone che seguono il progetto.

Costi di ammortamento dei macchinari e delle strumentazioni


Si tratta delle spese legate all’utilizzo e all’usura della strumentazione necessaria per l’intera produzione.
Oltre ai costi di manutenzione delle macchine stesse.

Costi dei materiali di consumo diretto

È l’importo destinato all’acquisto di tutti i materiali necessari per quella particolare commessa (ad esempio: acciaio per produrre lo stampo) ed i materiali consumabili (utensileria, lubrificanti, ecc.).

Costi di lavorazione

 

In questo caso si devono calcolare le ore impiegate dal personale per la creazione dello stampo. 
Tieni presente che i professionisti coinvolti nel processo sono diversi, poiché le fasi di lavorazione di uno stampo possono essere molte e, in alcuni casi, complesse.
Eccole riassunte in modo schematico:

  1. Progettazione in 3 D con l’ausilio del modellatore solido CAD. 
  2. Fase di rielaborazione dei modelli tridimensionali e del progetto su carta: studio ed ottimizzazione del progetto tramite il nostro sistema unico ZINCode
  3. Divisione delle figure e loro disposizione nello stampo.
  4. Progettazione dello stampo completo, compresa la scelta del portastampo, posizionamento degli espulsori e dei carrelli se necessari, ingegnerizzazione dei circuiti di raffreddamento, ecc.
  5. Creazione di tutta la documentazione necessaria per le fasi successive, ovvero tavole 2D dei singoli componenti e distinta base necessaria alla pianificazione e monitoraggio delle lavorazioni successive.
  6. Calcolo dei percorsi utensili di fresatura: scelta delle procedure ed utensili da utilizzare, calcolo vero e proprio ed ottimizzazione dello stesso; fase di post-processo.
  7. Fresatura CNC, che consiste nella vera e propria produzione dei componenti che serviranno poi per comporre lo stampo.
  8. Fresatura dei portastampi, che servono per contenere le matrici dello stampo stesso.
  9. Trattamenti termici, necessari per aumentare la durezza del materiale delle parti stampanti, incrementandone la longevità.
  10. Rettifica, che consiste nell’asportazione del materiale in sovrametallo dai pezzi in modo minuzioso. Si tratta, infatti, di un’operazione di finitura con precisione centesimale.
  11. Elettroerosione a filo, utilizzata per creare profili e sagome tanto articolati, permettendo di innalzare di molto la complessità dello stampo.
  12. Fresatura elettrodi. Nella costruzione di uno stampo gran parte delle ore lavoro sono dedicate alla progettazione e fresatura degli elettrodi. Si tratta di utensili che vengono utilizzati nelle successive fasi di incisione con l’elettroerosione a tuffo.
  13. Incisione delle figure: mediante l’elettroerosione a tuffo si ottiene un’incisione al negativo perfettamente fedele all’elettrodo utilizzato. Si viene a creare, quindi, la cavità che poi verrà riempita dal materiale fuso durante la fase di stampaggio.
  14. Assembramento dei componenti ed aggiustaggio: si testano cioè le chiusure, si lucidano le figure, si fanno eventuali aggiustamenti e ritocchi ai componenti e in più si verificano anche tutti gli scorrimenti.
  15. Prova stampo: è la fase in cui lo stampo viene montato in macchina per la prima volta. Comprende un mini-rodaggio, per far assestare i componenti, più la vera e propria prova (circa 50 stampate, da accordare col cliente). 
  16. Collaudo campioni: consiste in una serie di procedure per validare i pezzi. Questi vengono misurati in tutte le loro dimensioni e si verifica che siano conformi al disegno.
  17. Terminati i rilievi si procede con la preparazione e imballaggio dei campioni da consegnare al cliente per l’approvazione. 
  18. Prima di avviare la produzione, se necessarie, saranno fatte le messe a punto ed eventualmente anche una seconda prova stampo.

Costi delle lavorazioni esterne

 

Se vengono coinvolti dei terzisti, per delle lavorazioni extra non eseguibili internamente, bisogna metter in conto anche le fatture rilasciate da questi. 

Costi indiretti

 

Si tratta di tutte quelle spese, che non ti vengono in mente subito ma che alla fine vanno ad influire sull’intero preventivo.
Sono costi indiretti ad esempio l’affitto del locale, le spese di amministrazione, le fatture delle consulenze, la sicurezza, la gestione del sistema qualità, le imposte locali, ecc.

Tutto ciò può farti comprendere solo una cosa: più pezzi produrrai all’anno, meno ti costerà in proporzione.

Da questo si può dedurre che i fattori utili per configurare correttamente lo stampo e, di conseguenza, diminuire il costo del tuo singolo pezzo sono essenzialmente 2:

  1. La produzione totale annua dei componenti
  2. La durata in anni del progetto, ovvero da quando viene immesso sul mercato a quando viene sostituito da quello successivo.

Perché sono proprio questi 2 numeri ad influenzare così tanto la tua produzione?

Più di tutto, servono per dimensionare lo stampo e quindi stabilire quante impronte sono necessarie per avvicinarsi al budget richiesto. E determinano, di conseguenza, anche il tipo di pressa necessaria, con i relativi dati di produzione e costi orari.

Inoltre, a seconda di quanto dovrà durare lo stampo, ci saranno tutta una serie di attenzioni che andranno adottate di conseguenza. 
E che costano.

Uno stampo destinato a durare poco, infatti, può essere anche semplificato, se il budget lo richiede.

Se invece lo si vuol far durare anche un paio di decenni, bisogna scegliere dei materiali più resistenti e longevi, oltre a tutta una serie di accorgimenti costruttivi più raffinati. 

Infatti, dovendo produrre molto, questo stampo necessiterà di una costante manutenzione. E per far si che questa risulti più facile possibile, alcune parti andranno costruite in modo tale da poterle sostituirle con facilità.

Ovviamente manutenzione e ricambi vanno pagati…
e tutto questo influenza l’importo finale.

Facciamo un esempio, per comprendere meglio.

Molti clienti non stimano esattamente il numero di pezzi da produrre, né tanto meno si chiedono a priori, nello specifico, quanto durerà questo loro progetto.

Come Andrea, che l’altro giorno è venuto da me dicendomi:

Alberto, ho per le mani un disegno che è una bomba, così per qualche anno sono a posto.
Fammi un buon preventivo, considerando che ti darò lavoro per i prossimi 10 anni almeno, e preparami uno stampo a 4 impronte”.

La richiesta di uno stampo a più impronte viene fatta con lo scopo di risparmiare sulla manodopera e sulle tempistiche di lavorazione in produzione.

Devi capire, però, che uno stampo del genere è più costoso ed impegnativo da realizzare rispetto ad uno con meno impronte.

Quindi, se pensi che valga la pena investire all’inizio per poi recuperare sulle commissioni successive, si tratta di un’ottima scelta.

Altrimenti il rischio è quello di commettere un grosso errore e di spendere molti più soldi del necessario.

Se vuoi capire meglio di cosa sto parlando leggi anche il mio articolo dedicato agli stampi multi…

10 costi imprevisti che devi conoscere prima di iniziare a stampare in proprio i tuoi componenti in zama

Hai deciso di stampare in proprio i tuoi componenti in zama. 
Hai fatto i tuoi conti, ti sei convinto che sia la scelta migliore dal punto di vista economico e ora sei pronto a partire. 

(Attenzione: se non hai ancora deciso come procedere, ti consiglio di leggere questo post “Stampare da solo i tuoi componenti in zama è davvero la scelta migliore?”).

Ma sei proprio sicuro di aver calcolato tutto?

Produrre da soli i propri componenti non è una passeggiata. 
Certo, puoi ottenere indiscutibili vantaggi, in primis la possibilità di non dipendere da un terzista. 
Ma sul piatto della bilancia i pro devono pesare molto più dei contro, affinché valga la pena avventurarsi in una mole di lavoro così impegnativa.

(Puoi scoprire in dettaglio i pro ed i contro dello stampare presso un terzista qui)

Per questo, se lo fai per un motivo esclusivamente economico, devi essere sicuro al 100% di portare a casa un risparmio importante. 

E, soprattutto, di aver messo in lista tutte le voci di spesa da affrontare. 
Non aver calcolato bene ogni singolo costo può portarti un grosso danno economico. 

Per aiutarti, ti invito a valutare, assieme a me, tutti i costi legati allo stampaggio in proprio.
Te ne parlo come se fossi un mio cliente, durante una consulenza individuale: ti aiuterò ad analizzare a fondo la tua situazione.


TUTTE LE SPESE CHE DEVI AFFRONTARE SE DECIDI DI STAMPARE IN PROPRIO

Costi della non qualità

 

Si presentano come spese extra, nel caso in cui il lotto che hai prodotto non risulti conforme. 
Se ti appoggi ad un fornitore, e costui ti recapita dei pezzi che non vanno bene, allora te li puoi far sostituire in garanzia, senza spendere un euro in più.
Se invece sei stato proprio tu a produrre un lotto non conforme, lo devi rifare da capo. Questo ti porterà a perdere il doppio del tempo e a pagarlo di nuovo per produrlo una seconda volta.

Costi di manutenzione ordinaria degli impianti


Mantenere una pressa
in condizioni funzionali e di efficienza, ha un costo
Ci sono parti che si usurano e che vanno cambiate con una certa frequenza, quali:

  • ugelli;
  • prolunghe;
  • pistoni;
  • fasce elastiche,
  • sifone;
  • resistenze;
  • ecc.

A questi si aggiungono anche i veri e propri “consumabili”, come ad esempio, il fluido dell’impianto idraulico della pressa e il distaccante per lo stampo.

La manutenzione deve essere fatta per forza, non pensare di riuscire a trovare alternative più furbe. 

Se ti rifiuti di sostituire i pezzi necessari a tempo debito, rischi di trovarti a lavorare con una macchina che produce solo articoli non conformi, e questo non farà che aumentare i casi che rientrano nel punto 1.

I pezzi di ricambio, inoltre, li devi avere sempre disponibili a magazzino. Questo perché, nel momento in cui si rompono, vanno sostituiti subito e non puoi permetterti di perdere giorni e giorni in attesa della spedizione, perché nel frattempo la tua produzione sarà ferma. 

I pezzi di ricambio sono perciò un’altra spesa extra da considerare e da affrontare, prima ancora che diventi realmente necessaria.

Per contro, se ti rivolgi ad un fornitore, tutto questo diventa un problema suo. 

Costi di manutenzione straordinaria degli impianti.

 

Con il passare del tempo le macchine invecchiano e cominciano a presentare un problema dietro l’altro. Proprio come un’automobile datata che ha superato i 200.000 km…

Dopo alcuni anni potresti, quindi, ritrovarti ad affrontare tutta una serie di spese extra, che indirettamente vanno a gonfiare i costi di produzione dei pezzi.
E inoltre, queste spese non previste – anziché aiutarti ad ammortizzare l’investimento iniziale – comportano un aumento del costo totale del macchinario: di tua proprietà, certo, ma ormai vecchio, problematico e poco affidabile.

Devi quindi considerare altre voci di spesa legate ai tuoi impianti:

  • Le dispendiose uscite dei tecnici dell’ assistenza, che vengono in azienda da te per risolvere ogni problema.
  • I ricambi particolari, costosi e difficili da reperire, perché si tratta di parti speciali del macchinario. 

Per averli in sostituzione, sei spesso obbligato a rivolgerti alla casa madre, che ti fa aprire il portafoglio senza possibilità di replica o di sconti.  

Se non ti piace questa soluzione hai solo un’alternativa: lasciare il tuo macchinario fermo. Per sempre.

E ricorda: non commettere l’errore di comprare una pressa usata nella speranza di risparmiare. Soprattutto se hai poca esperienza, perché in questo caso difficilmente riuscirai a fare un buon affare. 
È probabile che la differenza di prezzo con un’attrezzatura nuova non resterà molto nelle tue tasche, dal momento che verrà devoluta interamente all’assistenza, per riparare i guasti frequenti. 

Quindi rischi di spendere lo stesso molti soldini e ritrovarti con una macchina vecchia.

Costi delle attrezzature indispensabili


Se hai intenzione di acquistare solo una pressa, sappi che non ti sarà sufficiente per produrre i tuoi pezzi in proprio, ma
hai bisogno di una serie di attrezzature di contorno.

Devi disporre di più macchinari da subito, anche solo per partire con il tuo progetto di stampaggio fai da te.
E ognuno di questi strumenti rappresenta un ulteriore investimento, perciò ne devi tener conto quando fai una previsione iniziale del budget.  

Ecco un elenco delle attrezzature che ti servono per iniziare a stampare:

  • Smaterozzatori.
  • Impianti di refrigerazione.
  • Impianti di aspirazione.
  • Reparto pre-finitura superficiale (sabbiatrici e buratti).
  • Reparto per le lavorazioni meccaniche (filettature, alesature, ecc.). 
  • Reparto per il lavaggio e la manutenzione degli stampi.

Quest’ultimo non è assolutamente trascurabile come potrebbe sembrare.
Se non ti prendi cura del tuo stampo, nel tempo, ti troverai a dover sostenere altri costi aggiuntivi legati alla non conformità e al basso livello qualitativo del prodotto. Oltre a quelli di manutenzione straordinaria degli stampi

Con oltre 40 anni di esperienza e più di 1800 stampi realizzati, siamo un punto di riferimento…