Come distinguere un preventivo professionale da quello “furbetto”

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Il prezzo da pagare per la tua fornitura di componenti in zama è risultato più alto rispetto alla cifra del preventivo: truffa o normalità?

Può essere capitato anche a te – magari più di una volta – di accettare un’offerta per la tua nuova fornitura di componenti in serie, per poi ritrovarti, al momento del ritiro del lotto, a dover pagare una cifra maggiore di quella inizialmente calcolata.

“Come è possibile?”

Ti sarai chiesto.

“Si è trattata di una scorrettezza o è normale che succeda?”.

Purtroppo non sono rare le situazioni nelle quali il committente non ha la più pallida idea di quanto spenderà alla fine. Il rischio di svuotare il portafoglio più del previsto è sempre in agguato.

Il vero problema è che non tutte le aziende possono permettersi di sottovalutare questo aspetto e di andare ad intaccare le proprie casse oltre il previsto. 

Non può esserci leggerezza nella valutazione di un preventivo. 

Soprattutto quando si lavora con forniture ripetute nel tempo. 

Infatti, se sommato negli anni, il sovraprezzo inizialmente non calcolato potrebbe andare a pesare anche di molto. 

Io sono un fornitore, ma anch’io gestisco un’azienda. E capisco l’importanza di ottenere un preventivo quanto più vicino possibile al reale prezzo finale del componente.

So bene che:

  • Se hai un budget limitato e sfori di un bel po’ oltre il valore prefissato, non puoi rischiare di svuotare le casse della tua attività, prelevando denaro destinato ad altre spese/investimenti. Altrimenti la tua azienda si blocca. 
  • Se hai un budget ampio e non hai problemi di spesa, hai comunque diritto di sapere da subito quali sono i giusti investimenti da affrontare, cercando di limitare i costi inutili per destinare le somme rimanenti ad altro. Altrimenti la tua azienda non cresce.

Molti clienti vengono da me lamentandosi di essere stati “imbrogliati” da fornitori con i quali avevano iniziato a lavorare, perché – una volta terminata la produzione di articoli in zama – la cifra richiesta per la consegna del lotto ha superato di molto il budget preventivato inizialmente.

Come tutelarsi allora dal rischio di accettare un’offerta che potrebbe riservare delle brutte sorprese?

Il modo migliore è fornire – e richiedere – una documentazione il più dettagliata possibile, per non lasciare importi da calcolare a lavoro ultimato.

Meglio impostare fin da subito un budget da destinare ad eventuali imprevisti e cercare di calcolare poi ogni altro dettaglio fin dal primo momento.

Ora è probabile che tu ti stia chiedendo:

“Ma i costi extra che compaiono alla fine, sono davvero sempre impossibili da prevedere?

“O sono forse i fornitori che a volte non agiscono in maniera trasparente?”.

Una cosa va detta: 

Il fornitore con il quale scegli di lavorare è molto importante, fin dal preventivo.

Anzi, fondamentale, direi.
Questo perché nel mondo delle leghe di zinco, esistono

4 diverse categorie di fornitori e 4 diversi tipi di preventivi


Andiamo a scoprirli nel dettaglio.

  • I generici.
    Chi richiede un preventivo in molti casi non sa a priori quali dati inviare e spesso la richiesta che viene inoltrata ad un fornitore risulta troppo “generica”.
    Colui che prepara l’offerta dovrebbe allora insistere per ricevere ulteriore documentazione, e riuscire a calcolare ogni importo nella maniera più corretta possibile.
    I fornitori generici di solito saltano questo passaggio e si limitano a calcolare una cifra sommaria sulla base delle informazioni ricevute.
    Perché? I motivi potrebbero essere diversi: per pigrizia; per non voler perdere tempo con una persona che ancora non è cliente; per inesperienza; ecc.
    Il risultato: La valutazione sarà fatta a “spanne”.
    È’ quasi scontato che il preventivo non corrisponderà per niente al prezzo finale che andrai a pagare. Ah, se osi lamentarti a conti fatti, è probabile che ti sentirai rispondere che è colpa tua, perché non hai specificato fin da subito tutte le tue esigenze.
  • I furbetti
    Sono coloro che tengono i preventivi esageratamente bassi, di proposito. Pensano di essere furbi e di aver trovato un modo per non far scappare il committente. E alcuni riescono alla perfezione nel loro intento.
    Bisogna fare poi una distinzione tra i recidivi, che lavorano sempre in questo modo, e quelli che “ci provano” una volta ogni tanto, nei periodi di magra.
    Il risultato: Lavorare con loro equivale ad andare al casinò. Si punta tutto sperando di portare a casa l’affare, ma il rischio di perdere e rimetterci soldi è molto alto. 
  • I distratti
    Loro sono onesti e lavorano con dedizione.
    Ma sono distratti, non ci possono fare niente.
    Di solito in questa categoria rientra chi ha tanto lavoro e non si è ancora riuscito ad organizzare nella maniera corretta.
    Hanno troppe cose in mente, non sanno delegare e fanno fatica a stare dietro a tutto.
    Ed è per questo che, alla fine, dimenticano di inserire qualche voce nella loro offerta.
    Il risultato: Se ti ritrovi a pagare di più a causa del preventivo di un “distratto”, puoi consolarti con il fatto che non si è trattato di un tentativo di fregatura, ma di una vera e propria svista.
    Ti ritrovi a pagare comunque un prezzo in linea con il mercato, anche se inizialmente avevi sperato di poter risparmiare qualcosina.
    Puoi credere al fornitore se ti dice che ha agito in buona fede, cercando di darti comunque il meglio. Anche se sai bene che il meglio sarebbe stato pagare quanto pattuito nel preventivo e non pesare ancora una volta sulle casse della tua azienda.

     

  • I professionisti
    Conoscono il loro lavoro alla perfezione:
    sanno quali voci vanno inserite in un preventivo;
    ti propongono di ottimizzare alcuni aspetti del processo;
    ti aiutano a limare i costi dove è possibile;
    ti forniscono la qualità migliore dove vale la pena investire per risparmiare in futuro.
    Tutti questi aspetti dovrebbero essere racchiusi in un Preventivo Professionale.
    I veri professionisti diventano matti dinanzi a preventivi incompleti. Quando il cliente non fornisce subito tutti i dati, insistono per ottenere le informazioni necessarie e ci rimettono del tempo prezioso rifacendo i calcoli da capo, pur di riuscire ad essere sempre più accurati possibili nelle loro proposte di budget.
    Il risultato: difficilmente andrai a pagare degli extra alla fine.
    E se questo dovesse accadere è a causa di una variabile impossibile da evitare e da prevedere in anticipo.

Ti serve un preventivo professionale e completo per la tua fornitura di componenti in serie?

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Come riconoscere allora un preventivo serio da quello furbetto?


Ora ti darò alcune dritte per tutelarti e capire come affidare la tua produzione in serie di componenti in zama ad una figura competente.

Prima però vorrei tranquillizzarti: non temere di imbatterti in un furbetto o un generalista ogni volta che chiedi un preventivo. 

Anche se i furbetti non sono così rari come avresti sperato, per fortuna di professionisti seri con i quali collaborare ce ne sono molti.

Per riconoscerli subito tieni presente una cosa: lo specialista ha bisogno di tutta una serie di dati, senza i quali è matematico che non si possono fare le valutazioni necessarie.

Se non ti chiedono certi dati, sai già che la cifra che ti proporranno non è valutata sulla base di tutti i dettagli, ma si tratterà di una stima sommaria.
(Se vuoi scoprire altri espedienti che possono metterti all’erta da fornitori poco seri, leggi anche qui)

E ora vediamo alcuni accorgimenti per evitare di pagare più del previsto, a giochi ultimati.

  • Mai essere avventati nella scelta di un preventivo.
    Prima di avere un’offerta in mano, è possibile che ti verrà richiesta un po’ di pazienza per soddisfare tutte le richieste del fornitore.
    Saper prestare importanza anche agli aspetti apparentemente meno significativi può risolverti molti problemi fin dall’inizio, perché ogni singola variabile va ad influire sul prezzo finale.
    Per fare un esempio, quasi nessuno precisa dove assolutamente non vorrebbe avere i segni tipici della pressofusione, come ad esempio l’attacco di colata sul proprio componente.
    Quando non viene specificata alcun vincolo, è lo stampista a decidere dove inserirlo, affidandosi alla propria esperienza ed alla “teoria del miglior riempimento”.
    Non è scontato però che questa scelta soddisfi il cliente: perchè troppo in vista o per qualche motivo più pratico.
    Può capitare, infatti, che il committente specifichi solo in un secondo momento che, proprio sulla zona scelta per posizionare l’attacco di colata, sia necessario mantenere una certa precisione. Magari per permettere l’accoppiamento con un altro pezzo o metterlo in lavorazione assieme ad altre parti.
    In casi come questo, va rivisto lo studio del componente e il preventivo: infatti, quando si spezzano, gli attacchi di colata non lasciano un taglio perfettamente netto e liscio, perciò sono da evitare nelle zone in cui sia richiesta una certa precisione, per motivi estetici o funzionali.
    Un vero professionista sa che questo è un dato importante e se lo richiede è perché ha bisogno di capire nel dettaglio come funzionerà l’intero progetto al fine di proporre un preventivo valido.
    Perciò porta pazienza e cerca di facilitare il più possibile la comprensione del tuo componente e del suo funzionamento.
    E ricordati di prestare attenzione anche ai dettagli apparentemente insignificanti che sono inseriti nelle voci di un preventivo.
  • Scegli un professionista serio
    Questo ti sarà utile per due motivi:
    1. Il preventivo riporterà in chiaro tutte le voci da pagare: un vero professionista conosce il valore del suo lavoro e sa che anche tu fai altrettanto, dal momento che ti sei rivolto proprio a lui.
    Non ha alcun interesse ad occultare i prezzi per illuderti che la sua soluzione sia la più economica (dandoti poi il colpo di grazia nel conto finale).
    Sa che così facendo perderebbe un cliente ed un professionista serio non ha alcun interesse nel fregarti.
    Lui vuole fare bene il suo mestiere, mira alla fiducia reciproca e cerca collaborazioni durature nel tempo.
    2. Dal momento che lo specialista della zama conosce bene il suo mestiere, saprà perfettamente quali sono le lavorazioni che fanno lievitare i costi.
    Può quindi proporti un’alternativa su dove e come potresti intervenire per ridurre il prezzo, senza alterare il risultato finale.  
  • Prepara una check list con tutte le voci importanti per la tua richiesta
    Perché il preventivo sia corretto, è importante che tu faccia da subito presente tutte le esigenze che devono venir soddisfatte dal fornitore per la realizzazione del tuo progetto.
    Per aiutarti ho preparato la “Check list per una richiesta di preventivo perfetta”: stampala e tienila sempre con te sulla scrivania.
    Sarà uno strumento utile per ottenere dei calcoli di budget da destinare, senza accidentali occultamenti o dimenticanze sospette.
    Avrai subito sotto occhio le voci importanti da inserire nella tua richiesta di preventivo, in modo che nessuno possa mai dirti: “eh ma non lo avevi indicato, ora devo aggiungere anche questo costo extra al prezzo finale…”.

Scarica subito GRATUITAMENTE la “Check list per la richiesta di preventivo perfetta”

Io stesso invito sempre i miei clienti a compilare la Check list prima di analizzare una richiesta.

Mi sono capitate troppe situazioni nelle quali i dati necessari per una valutazione corretta e professionale erano mancanti o errati.

Cosa vuol dire questo?

Che mi sono spesso ritrovato ad elaborare lo stesso preventivo più e più volte. Con una gran perdita di tempo per me e per il cliente.
Ma non tutti i fornitori sono disposti a rielaborare l’offerta ogni volta che “salta fuori” una richiesta in più. Si limitano semplicemente ad aggiungere una voce da pagare al momento di riscuotere. Facendo diventare il conto più salato del previsto. 

Non ti resta che giocare d’anticipo: ora che hai scaricato la mia Check list come strumento di controllo, potrai confrontare con serenità il prossimo preventivo e scegliere finalmente la fornitura migliore per la tua azienda e le tue finanze.

10 buoni motivi per scegliere la zama nella produzione di gioielli

La zama è una lega metallica molto apprezzata nel campo della gioielleria fin dal 1930.

Viene utilizzata per la realizzazione di collane, bracciali, forcine e altri accessori di moda. Si tratta di gioielli molto diffusi, perché poco costosi da produrre ma comunque belli per essere indossati tutti i giorni.

 

La zama, come abbiamo già visto, è una lega metallica composta prevalentemente da Zinco abbinato ad altri elementi, come l’Alluminio e il Rame.


Questa lega è nata con lo scopo di rendere un ottimo materiale, come lo Zinco, 
più duro e resistente, ma al tempo stesso anche più duttile per essere lavorato.

 

Nell’ambito della bigiotteria, il suo successo è collegato proprio a queste caratteristiche.

Infatti, le leghe di zinco sono facili da lavorare, non anneriscono e garantiscono una buona durata nel tempo.

 

Perché la zama è un ottimo materiale per produrre gioielli

 

La zama presenta delle proprietà che offrono molti vantaggi in fase di lavorazione.

Inoltre, possiede delle caratteristiche che soddisfano tutti requisiti richiesti nel campo della bigiotteria:

 
1 – Ha un aspetto attuale e moderno.

Si presta molto bene ad un design contemporaneo e leggero e quindi può essere utilizzata con versatilità per accessori da sfruttare in più occasioni.

 
2 – È economica rispetto a metalli comunemente utilizzati in gioielleria.

Se paragonate all’oro o all’argento, le leghe di zinco costano molto meno in fase di produzione e quindi il prezzo degli accessori sul mercato risulterà inevitabilmente più basso.

 
3 – È dura e resistente, come l’acciaio, ma è più leggera.
 
4 – Non tende a rovinarsi con il tempo.

Può perdere un po’ di lucentezza ma non si deteriora o invecchia con l’uso. Come qualsiasi materiale tende però ad ossidarsi e questo effetto aumenta se lo tocchiamo. Questo perché l’umidità presente sulle mani ha un pH tendenzialmente acido, compreso tra 4,5 – 6.

 

Per ovviare a questo problema, è necessario sovrapporre uno strato di vernice trasparente a quello galvanico o decorativo. Solo così si potrà preservare nel tempo l’aspetto del colore originale.

 

Per la manutenzione dei pezzi già anneriti, si sconsiglia l’utilizzo di materiali abrasivi, in quanto c’è il serio rischio che venga asportato anche lo strato galvanico decorativo assieme alla superficie ossidata.

 

Si può provare a lavare i pezzi con una soluzione di acqua e aceto di mele, tenendo conto di sciacquare abbondantemente alla fine del lavaggio, in modo che non si inneschino effetti corrosivi irreversibili.

 
5 – Esteticamente è molto versatile.
Ha un’eccellente placcatura, per cui si adatta a molte tipologie di realizzazioni. Inoltre, l’aspetto finale può essere vario e piacevole, sia al naturale, sia scegliendo la cromatura o la verniciatura. Si adatta, poi, molto bene alla bigiotteria femminile ma anche a quella maschile.
 
6 – Può essere lavorata con finiture di precisione.

Questo lo rende un materiale particolarmente adatto per la produzione di bigiotteria ricca di dettagli e di ottima manifattura.

 
7 – Ha una facile manutenzione.

Non si sporca come l’argento e non annerisce se protetta con gli opportuni trattamenti superficiali, prolungando quindi la durata del suo bell’aspetto anche con il passare del tempo.

 
8 – Non causa allergie.

È un materiale ipoallergenico e non provoca irritazione sul corpo, neanche se indossato direttamente e per lunghi periodi.

 
9 – Lascia la pelle pulita 

non crea quell’antiestetico alone sulla pelle tipico di altri metalli che si ossidano a contatto con il sudore.

 
10 – È riciclabile e non inquina
quindi aiuta al benessere dell’ambiente.

Come vedi, la zama si presta perfettamente al settore degli accessori di bigiotteria. Essendo un materiale molto versatile, è ottima però anche per molti altri utilizzi.

 

Se vuoi conoscere più a fondo il mondo della zama e le caratteristiche delle leghe di zinco, puoi trovare tutte le informazioni che cerchi nella guida:

 

“Leghe di zinco: scopri perché utilizzarle per produrre i tuoi componenti”.

 

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È meglio la Zama o la Plastica per i tuoi componenti in serie?

La plastica è al terzo posto tra i materiali più prodotti dall’uomo. 
Dal 1950 è stata introdotta nell’industria in larga scala ed è stata per lungo tempo tra i materiali preferiti nelle fabbricazioni in serie degli articoli più svariati.

Ad oggi, molte aziende stanno riconvertendo la loro produzione, abbandonando le sostanze plastiche a favore di altre materie prime più ecosostenibili.

Infatti, uno dei problemi principali legati a questo composto è l’elevato tasso di inquinamento che causa.

Ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica invadono i nostri mari e si stima che negli oceani siano già stati accumulati oltre 150 milioni di tonnellate di questo materiale. 
Se non si limita la produzione di oggetti realizzati con questa sostanza, nel 2050 potremmo ritrovarci con più plastica che pesci in mare (valori calcolati in base peso).

Secondo un rapporto dell’Ocse sul mercato della plastica, solo il 15% di questo materiale viene davvero riciclato. Il 25% viene incenerito, mentre il restante 60% finisce in discarica. Una volta lì o viene bruciato all’aperto – rilasciando sostanze inquinanti- o resta disperso nell’ambiente.

Se stai pensando di avviare una produzione di componenti in plastica, non puoi non tenere conto di questo aspetto, che ha sensibilizzato ormai sempre più aziende.

Tra le alternative dei materiali che potresti valutare c’è la zama: un’alternativa più ecologica e al 100% riciclabile.

(Scopri di più nell’articolo “Sicurezza e rispetto ambientale: perché la zama è meglio della plastica”)

In realtà, la zama non si può considerare come una vera e propria alternativa diretta della plastica. Le caratteristiche dei due materiali sono talmente differenti che il risultato del prodotto finale non è esattamente lo stesso.
A tal proposito ti invito a leggere anche il post di approfondimento: “Scegli la zama, anziché la plastica, per migliorare la qualità dimensionale e percepita dei tuoi componenti” 

Perciò, realizzare un articolo in zama anziché in plastica potrebbe essere percepito come un’evoluzione della qualità del tuo prodotto. 
Sempre che le esigenze del componente siano tali da permettere una sostituzione tra i due materiali.

Se la plastica è una soluzione più leggera ed economica, la zama è un’alternativa più prestigiosa e destinata a durare nel tempo.

Immagina, infatti, di avere davanti a te lo stesso pezzo, ma realizzato in due versioni differenti: la prima interamente in zama, la seconda in plastica.

Ti basterà guardarli per percepire la differenza, ma sarà toccandoli e maneggiandoli che capirai davvero quale dei due pezzi risponde meglio alle tue esigenze.

La zama, infatti, appare subito robusta e più fredda. 
Trasmette anche una sensazione di solidità ed efficacia strutturale
Un prodotto in lega di zinco si presenta, pertanto, come un componente massiccio, sinonimo di resistenza e sicurezza, in termini di qualità.

La plastica, invece, si mostra più leggera, pratica e veloce.
La ritroviamo quotidianamente proposta in prodotti “usa e getta” o comunque destinati a durare non troppo a lungo.

Se dopo aver effettuato una prima analisi superficiale, decidi di studiare le singole caratteristiche del materiale a livello tecnico, allora puoi notare come tali proprietà influenzino non solo la resa del prodotto finale, ma anche il processo di lavorazione (con annessi i tempi di produzione e gli aspetti economici, per niente secondari).

(Se hai sempre pensato che lavorare la plastica fosse conveniente, leggi anche: Lo stampaggio ad iniezione plastica è davvero la tecnologia più economica per i tuoi componenti?)

Faremo ora un confronto dettagliato tra la famiglia delle leghe di zinco e le materie plastiche. 
Lo scopo del mio articolo è quello di renderti più semplice e comprensibile quale materiale sia più indicato alla tua produzione in serie.

Di seguito, ti mostrerò anche dei grafici utili a darti subito un’idea visiva del paragone tra le diverse materie prime. 

Ovviamente, mi sono limitato a prendere in esame – e a rappresentare nei grafici – solo alcuni dei materiali tra quelli più utilizzati.

Solo per le materie plastiche, infatti, potremmo considerare migliaia di composti differenti, tra famiglie ed ulteriori divisioni in sottofamiglie.
Discorso analogo per la zama: non ho preso in esame tutte le leghe esistenti, ma ho voluto limitarmi a quelle più impiegate nelle produzioni di componenti, ovvero la zama 2, 3, 5, 8.

Densità

La zama risulta essere circa 6 volte più densa della plastica.

La densità influenza ovviamente il peso del materiale, e questo può rappresentare uno svantaggio o una qualità ricercata, a seconda del componente da realizzare. 

Se ai tuoi prodotti desideri conferire leggerezza, allora dovrai preferire la plastica. 

Ma se vuoi invece attribuire loro la consistenza e la sensazione di robustezza, unita ad un’alta qualità percepita, allora la zama è la scelta giusta per te.

Allungamento % a rottura 

L’allungamento percentuale a rottura della zama è del 4 – 8 %, inferiore a quello possibile con le materie plastiche in generale.  

Trattandosi di una caratteristica inversamente proporzionale alla durezza, è naturale che materiali morbidi come le plastiche si prestino meglio all’allungamento. 

La zama, pertanto, sarà indicata nelle produzioni in cui si cerca la rigidità, accompagnata da una maggior precisione.

La plastica, in generale, andrà bene per pezzi che dovranno risultare più malleabili.

A questo proposito però va fatta un’osservazione: il valore di allungamento percentuale può variare di molto in base alla tipologia di plastica presa in esame. 
Un esempio lo hai subito osservando il grafico e facendo un confronto tra il poliossimetilene (POM-resina acetalica) e il policarbonato.

Un discorso a parte andrebbe fatto anche per le resine caricate a vetro
In questo caso, maggiore è la quantità di fibra di vetro presente all’interno, minore sarà l’elasticità conferita al componente.

Resistenza allo snervamento 

 

Anche qui notiamo delle differenze importanti. 

Di fatto, un metallo come la zama offre delle caratteristiche migliori per un uso strutturale.
Tra queste caratteristiche c’è proprio la resistenza allo snervamento che risulta di molto superiore a quella delle plastiche.

Di conseguenza, il maggior carico di snervamento rende la zama molto più resistente nel sopportare: 

  • sforzi a taglio;
  • torsioni;
  • piegature;
  • compressioni.
Vorresti confrontare la zama e le sue proprietà…

I vantaggi della zama e dell’ottone a confronto

Ti sei mai chiesto cosa preferire, zama o ottone, per la produzione dei tuoi componenti?
Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto fare una distinzione tra le tipologie di ottone esistenti e le differenti tecniche con le quali vengono lavorate.

Come abbiamo già visto nel post: “È meglio la zama o l’ottone per i tuoi componenti in serie?”, le proprietà dell’ottone pressofuso non sempre coincidono con lo stesso materiale sottoposto alla lavorazione a barra.

Pertanto, anche in termini di “vantaggi”, è necessario fare una distinzione a seconda della tecnologia di produzione adottata.

Vediamo allora in dettaglio quali sono questi vantaggi che potresti ottenere scegliendo la zama o l’ottone.

Velocità di produzione

Confronto tra la zama e l’ottone lavorato…

  • … con la pressofusione:
    la velocità di stampaggio dell’ottone, in questo caso, risulta di molto inferiore a quella della zama, anche perché nella lavorazione della lega di ottone è solitamente coinvolta una grande quantità di materiale che va a rallentare l’intero processo.
    Inoltre, l’ottone ha una temperatura di fusione molto più elevata della zama, quindi richiede tempi di solidificazione più lunghi.
  • …a barra
    il rapporto di velocità tra il processo di pressofusione della zama e la lavorazione dell’ottone è direttamente proporzionale alla complessità geometrica del componente.
    Più è complesso, più conviene la zama.
    Più è semplice, più potrebbe sembrare conveniente l’ottone.
    In realtà, quanto appena affermato è una semplice generalizzazione:
    per capire quale materiale sia più indicato per uno specifico componente, andrebbe fatta un’analisi comparativa, caso per caso.
    Sempre in generale, possiamo dire che la lavorazione dell’ottone a barra è indicata per lotti più piccoli, poiché non necessita di particolari attrezzature.

Risparmio energetico

Confronto tra la zama e l’ottone lavorato… 

  • …con la pressofusione: il consumo di energia richiesto per la lavorazione dell’ottone è molto più alto rispetto alla zama, a causa del suo punto di fusione più elevato. 
  • a barra: in questo caso è l’ottone a consumare di meno rispetto alla zama, in quanto la lavorazione avviene a freddo e quindi non richiede un dispendio energetico.
Vuoi saperne di più sulla zama e conoscere tutte le sue caratteristiche? Ti interessa scoprire i vantaggi…