Come distinguere un preventivo professionale da quello “furbetto”

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Il prezzo da pagare per la tua fornitura di componenti in zama è risultato più alto rispetto alla cifra del preventivo: truffa o normalità?

Può essere capitato anche a te – magari più di una volta – di accettare un’offerta per la tua nuova fornitura di componenti in serie, per poi ritrovarti, al momento del ritiro del lotto, a dover pagare una cifra maggiore di quella inizialmente calcolata.

“Come è possibile?”

Ti sarai chiesto.

“Si è trattata di una scorrettezza o è normale che succeda?”.

Purtroppo non sono rare le situazioni nelle quali il committente non ha la più pallida idea di quanto spenderà alla fine. Il rischio di svuotare il portafoglio più del previsto è sempre in agguato.

Il vero problema è che non tutte le aziende possono permettersi di sottovalutare questo aspetto e di andare ad intaccare le proprie casse oltre il previsto. 

Non può esserci leggerezza nella valutazione di un preventivo. 

Soprattutto quando si lavora con forniture ripetute nel tempo. 

Infatti, se sommato negli anni, il sovraprezzo inizialmente non calcolato potrebbe andare a pesare anche di molto. 

Io sono un fornitore, ma anch’io gestisco un’azienda. E capisco l’importanza di ottenere un preventivo quanto più vicino possibile al reale prezzo finale del componente.

So bene che:

  • Se hai un budget limitato e sfori di un bel po’ oltre il valore prefissato, non puoi rischiare di svuotare le casse della tua attività, prelevando denaro destinato ad altre spese/investimenti. Altrimenti la tua azienda si blocca. 
  • Se hai un budget ampio e non hai problemi di spesa, hai comunque diritto di sapere da subito quali sono i giusti investimenti da affrontare, cercando di limitare i costi inutili per destinare le somme rimanenti ad altro. Altrimenti la tua azienda non cresce.

Molti clienti vengono da me lamentandosi di essere stati “imbrogliati” da fornitori con i quali avevano iniziato a lavorare, perché – una volta terminata la produzione di articoli in zama – la cifra richiesta per la consegna del lotto ha superato di molto il budget preventivato inizialmente.

Come tutelarsi allora dal rischio di accettare un’offerta che potrebbe riservare delle brutte sorprese?

Il modo migliore è fornire – e richiedere – una documentazione il più dettagliata possibile, per non lasciare importi da calcolare a lavoro ultimato.

Meglio impostare fin da subito un budget da destinare ad eventuali imprevisti e cercare di calcolare poi ogni altro dettaglio fin dal primo momento.

Ora è probabile che tu ti stia chiedendo:

“Ma i costi extra che compaiono alla fine, sono davvero sempre impossibili da prevedere?

“O sono forse i fornitori che a volte non agiscono in maniera trasparente?”.

Una cosa va detta: 

Il fornitore con il quale scegli di lavorare è molto importante, fin dal preventivo.

Anzi, fondamentale, direi.
Questo perché nel mondo delle leghe di zinco, esistono

4 diverse categorie di fornitori e 4 diversi tipi di preventivi


Andiamo a scoprirli nel dettaglio.

  • I generici.
    Chi richiede un preventivo in molti casi non sa a priori quali dati inviare e spesso la richiesta che viene inoltrata ad un fornitore risulta troppo “generica”.
    Colui che prepara l’offerta dovrebbe allora insistere per ricevere ulteriore documentazione, e riuscire a calcolare ogni importo nella maniera più corretta possibile.
    I fornitori generici di solito saltano questo passaggio e si limitano a calcolare una cifra sommaria sulla base delle informazioni ricevute.
    Perché? I motivi potrebbero essere diversi: per pigrizia; per non voler perdere tempo con una persona che ancora non è cliente; per inesperienza; ecc.
    Il risultato: La valutazione sarà fatta a “spanne”.
    È’ quasi scontato che il preventivo non corrisponderà per niente al prezzo finale che andrai a pagare. Ah, se osi lamentarti a conti fatti, è probabile che ti sentirai rispondere che è colpa tua, perché non hai specificato fin da subito tutte le tue esigenze.
  • I furbetti
    Sono coloro che tengono i preventivi esageratamente bassi, di proposito. Pensano di essere furbi e di aver trovato un modo per non far scappare il committente. E alcuni riescono alla perfezione nel loro intento.
    Bisogna fare poi una distinzione tra i recidivi, che lavorano sempre in questo modo, e quelli che “ci provano” una volta ogni tanto, nei periodi di magra.
    Il risultato: Lavorare con loro equivale ad andare al casinò. Si punta tutto sperando di portare a casa l’affare, ma il rischio di perdere e rimetterci soldi è molto alto. 
  • I distratti
    Loro sono onesti e lavorano con dedizione.
    Ma sono distratti, non ci possono fare niente.
    Di solito in questa categoria rientra chi ha tanto lavoro e non si è ancora riuscito ad organizzare nella maniera corretta.
    Hanno troppe cose in mente, non sanno delegare e fanno fatica a stare dietro a tutto.
    Ed è per questo che, alla fine, dimenticano di inserire qualche voce nella loro offerta.
    Il risultato: Se ti ritrovi a pagare di più a causa del preventivo di un “distratto”, puoi consolarti con il fatto che non si è trattato di un tentativo di fregatura, ma di una vera e propria svista.
    Ti ritrovi a pagare comunque un prezzo in linea con il mercato, anche se inizialmente avevi sperato di poter risparmiare qualcosina.
    Puoi credere al fornitore se ti dice che ha agito in buona fede, cercando di darti comunque il meglio. Anche se sai bene che il meglio sarebbe stato pagare quanto pattuito nel preventivo e non pesare ancora una volta sulle casse della tua azienda.

     

  • I professionisti
    Conoscono il loro lavoro alla perfezione:
    sanno quali voci vanno inserite in un preventivo;
    ti propongono di ottimizzare alcuni aspetti del processo;
    ti aiutano a limare i costi dove è possibile;
    ti forniscono la qualità migliore dove vale la pena investire per risparmiare in futuro.
    Tutti questi aspetti dovrebbero essere racchiusi in un Preventivo Professionale.
    I veri professionisti diventano matti dinanzi a preventivi incompleti. Quando il cliente non fornisce subito tutti i dati, insistono per ottenere le informazioni necessarie e ci rimettono del tempo prezioso rifacendo i calcoli da capo, pur di riuscire ad essere sempre più accurati possibili nelle loro proposte di budget.
    Il risultato: difficilmente andrai a pagare degli extra alla fine.
    E se questo dovesse accadere è a causa di una variabile impossibile da evitare e da prevedere in anticipo.

Ti serve un preventivo professionale e completo per la tua fornitura di componenti in serie?

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Come riconoscere allora un preventivo serio da quello furbetto?


Ora ti darò alcune dritte per tutelarti e capire come affidare la tua produzione in serie di componenti in zama ad una figura competente.

Prima però vorrei tranquillizzarti: non temere di imbatterti in un furbetto o un generalista ogni volta che chiedi un preventivo. 

Anche se i furbetti non sono così rari come avresti sperato, per fortuna di professionisti seri con i quali collaborare ce ne sono molti.

Per riconoscerli subito tieni presente una cosa: lo specialista ha bisogno di tutta una serie di dati, senza i quali è matematico che non si possono fare le valutazioni necessarie.

Se non ti chiedono certi dati, sai già che la cifra che ti proporranno non è valutata sulla base di tutti i dettagli, ma si tratterà di una stima sommaria.
(Se vuoi scoprire altri espedienti che possono metterti all’erta da fornitori poco seri, leggi anche qui)

E ora vediamo alcuni accorgimenti per evitare di pagare più del previsto, a giochi ultimati.

  • Mai essere avventati nella scelta di un preventivo.
    Prima di avere un’offerta in mano, è possibile che ti verrà richiesta un po’ di pazienza per soddisfare tutte le richieste del fornitore.
    Saper prestare importanza anche agli aspetti apparentemente meno significativi può risolverti molti problemi fin dall’inizio, perché ogni singola variabile va ad influire sul prezzo finale.
    Per fare un esempio, quasi nessuno precisa dove assolutamente non vorrebbe avere i segni tipici della pressofusione, come ad esempio l’attacco di colata sul proprio componente.
    Quando non viene specificata alcun vincolo, è lo stampista a decidere dove inserirlo, affidandosi alla propria esperienza ed alla “teoria del miglior riempimento”.
    Non è scontato però che questa scelta soddisfi il cliente: perchè troppo in vista o per qualche motivo più pratico.
    Può capitare, infatti, che il committente specifichi solo in un secondo momento che, proprio sulla zona scelta per posizionare l’attacco di colata, sia necessario mantenere una certa precisione. Magari per permettere l’accoppiamento con un altro pezzo o metterlo in lavorazione assieme ad altre parti.
    In casi come questo, va rivisto lo studio del componente e il preventivo: infatti, quando si spezzano, gli attacchi di colata non lasciano un taglio perfettamente netto e liscio, perciò sono da evitare nelle zone in cui sia richiesta una certa precisione, per motivi estetici o funzionali.
    Un vero professionista sa che questo è un dato importante e se lo richiede è perché ha bisogno di capire nel dettaglio come funzionerà l’intero progetto al fine di proporre un preventivo valido.
    Perciò porta pazienza e cerca di facilitare il più possibile la comprensione del tuo componente e del suo funzionamento.
    E ricordati di prestare attenzione anche ai dettagli apparentemente insignificanti che sono inseriti nelle voci di un preventivo.
  • Scegli un professionista serio
    Questo ti sarà utile per due motivi:
    1. Il preventivo riporterà in chiaro tutte le voci da pagare: un vero professionista conosce il valore del suo lavoro e sa che anche tu fai altrettanto, dal momento che ti sei rivolto proprio a lui.
    Non ha alcun interesse ad occultare i prezzi per illuderti che la sua soluzione sia la più economica (dandoti poi il colpo di grazia nel conto finale).
    Sa che così facendo perderebbe un cliente ed un professionista serio non ha alcun interesse nel fregarti.
    Lui vuole fare bene il suo mestiere, mira alla fiducia reciproca e cerca collaborazioni durature nel tempo.
    2. Dal momento che lo specialista della zama conosce bene il suo mestiere, saprà perfettamente quali sono le lavorazioni che fanno lievitare i costi.
    Può quindi proporti un’alternativa su dove e come potresti intervenire per ridurre il prezzo, senza alterare il risultato finale.  
  • Prepara una check list con tutte le voci importanti per la tua richiesta
    Perché il preventivo sia corretto, è importante che tu faccia da subito presente tutte le esigenze che devono venir soddisfatte dal fornitore per la realizzazione del tuo progetto.
    Per aiutarti ho preparato la “Check list per una richiesta di preventivo perfetta”: stampala e tienila sempre con te sulla scrivania.
    Sarà uno strumento utile per ottenere dei calcoli di budget da destinare, senza accidentali occultamenti o dimenticanze sospette.
    Avrai subito sotto occhio le voci importanti da inserire nella tua richiesta di preventivo, in modo che nessuno possa mai dirti: “eh ma non lo avevi indicato, ora devo aggiungere anche questo costo extra al prezzo finale…”.

Scarica subito GRATUITAMENTE la “Check list per la richiesta di preventivo perfetta”

Io stesso invito sempre i miei clienti a compilare la Check list prima di analizzare una richiesta.

Mi sono capitate troppe situazioni nelle quali i dati necessari per una valutazione corretta e professionale erano mancanti o errati.

Cosa vuol dire questo?

Che mi sono spesso ritrovato ad elaborare lo stesso preventivo più e più volte. Con una gran perdita di tempo per me e per il cliente.
Ma non tutti i fornitori sono disposti a rielaborare l’offerta ogni volta che “salta fuori” una richiesta in più. Si limitano semplicemente ad aggiungere una voce da pagare al momento di riscuotere. Facendo diventare il conto più salato del previsto. 

Non ti resta che giocare d’anticipo: ora che hai scaricato la mia Check list come strumento di controllo, potrai confrontare con serenità il prossimo preventivo e scegliere finalmente la fornitura migliore per la tua azienda e le tue finanze.

Se stai per avviare una nuova produzione ecco 2 numeri che ti faranno risparmiare a lungo termine

Stai per avviare una nuova produzione e, come sempre, sai di dover partire dallo step più ostico ma importante: la definizione del budget.
Hai già un disegno bello pronto…e quindi cosa fai?
Per prima cosa, lo presenti al tuo fornitore di fiducia e gli domandi un preventivo, è ovvio.
Essendo una commessa su richiesta, sai già, probabilmente, che le spese di cui dovrai tener conto comprendono:

i costi in fase di preventivo;
i costi di attività: progettazione e lavorazione;
i costi di acquisto: materiali e lavorazioni esterne.

Tra tutte queste voci, quella che forse ti preoccupa di più è proprio la produzione di uno stampo.
In effetti, si tratta dell’importo più elevato, che fa spaventare la maggior parte dei committenti.

Perché produrre uno stampo è tanto costoso?

Quando si va a creare un nuovo stampo, subentrano tutta una serie di fattori che influenzano la realizzazione.

(Ti consiglio di leggere a proposito anche “Come evitare le insidie nascoste dietro alla creazione di uno stampo per i tuoi componenti di zama”)

Sto parlando in particolare di:

Costi di progettazione

 

Sono i costi legati al lavoro del personale dell’ufficio tecnico e dell’ufficio commerciale.

Di solito, si calcolano moltiplicando le ore dedicate alla commessa per la tariffa oraria delle persone che seguono il progetto.

Costi di ammortamento dei macchinari e delle strumentazioni


Si tratta delle spese legate all’utilizzo e all’usura della strumentazione necessaria per l’intera produzione.
Oltre ai costi di manutenzione delle macchine stesse.

Costi dei materiali di consumo diretto

È l’importo destinato all’acquisto di tutti i materiali necessari per quella particolare commessa (ad esempio: acciaio per produrre lo stampo) ed i materiali consumabili (utensileria, lubrificanti, ecc.).

Costi di lavorazione

 

In questo caso si devono calcolare le ore impiegate dal personale per la creazione dello stampo. 
Tieni presente che i professionisti coinvolti nel processo sono diversi, poiché le fasi di lavorazione di uno stampo possono essere molte e, in alcuni casi, complesse.
Eccole riassunte in modo schematico:

  1. Progettazione in 3 D con l’ausilio del modellatore solido CAD. 
  2. Fase di rielaborazione dei modelli tridimensionali e del progetto su carta: studio ed ottimizzazione del progetto tramite il nostro sistema unico ZINCode
  3. Divisione delle figure e loro disposizione nello stampo.
  4. Progettazione dello stampo completo, compresa la scelta del portastampo, posizionamento degli espulsori e dei carrelli se necessari, ingegnerizzazione dei circuiti di raffreddamento, ecc.
  5. Creazione di tutta la documentazione necessaria per le fasi successive, ovvero tavole 2D dei singoli componenti e distinta base necessaria alla pianificazione e monitoraggio delle lavorazioni successive.
  6. Calcolo dei percorsi utensili di fresatura: scelta delle procedure ed utensili da utilizzare, calcolo vero e proprio ed ottimizzazione dello stesso; fase di post-processo.
  7. Fresatura CNC, che consiste nella vera e propria produzione dei componenti che serviranno poi per comporre lo stampo.
  8. Fresatura dei portastampi, che servono per contenere le matrici dello stampo stesso.
  9. Trattamenti termici, necessari per aumentare la durezza del materiale delle parti stampanti, incrementandone la longevità.
  10. Rettifica, che consiste nell’asportazione del materiale in sovrametallo dai pezzi in modo minuzioso. Si tratta, infatti, di un’operazione di finitura con precisione centesimale.
  11. Elettroerosione a filo, utilizzata per creare profili e sagome tanto articolati, permettendo di innalzare di molto la complessità dello stampo.
  12. Fresatura elettrodi. Nella costruzione di uno stampo gran parte delle ore lavoro sono dedicate alla progettazione e fresatura degli elettrodi. Si tratta di utensili che vengono utilizzati nelle successive fasi di incisione con l’elettroerosione a tuffo.
  13. Incisione delle figure: mediante l’elettroerosione a tuffo si ottiene un’incisione al negativo perfettamente fedele all’elettrodo utilizzato. Si viene a creare, quindi, la cavità che poi verrà riempita dal materiale fuso durante la fase di stampaggio.
  14. Assembramento dei componenti ed aggiustaggio: si testano cioè le chiusure, si lucidano le figure, si fanno eventuali aggiustamenti e ritocchi ai componenti e in più si verificano anche tutti gli scorrimenti.
  15. Prova stampo: è la fase in cui lo stampo viene montato in macchina per la prima volta. Comprende un mini-rodaggio, per far assestare i componenti, più la vera e propria prova (circa 50 stampate, da accordare col cliente). 
  16. Collaudo campioni: consiste in una serie di procedure per validare i pezzi. Questi vengono misurati in tutte le loro dimensioni e si verifica che siano conformi al disegno.
  17. Terminati i rilievi si procede con la preparazione e imballaggio dei campioni da consegnare al cliente per l’approvazione. 
  18. Prima di avviare la produzione, se necessarie, saranno fatte le messe a punto ed eventualmente anche una seconda prova stampo.

Costi delle lavorazioni esterne

 

Se vengono coinvolti dei terzisti, per delle lavorazioni extra non eseguibili internamente, bisogna metter in conto anche le fatture rilasciate da questi. 

Costi indiretti

 

Si tratta di tutte quelle spese, che non ti vengono in mente subito ma che alla fine vanno ad influire sull’intero preventivo.
Sono costi indiretti ad esempio l’affitto del locale, le spese di amministrazione, le fatture delle consulenze, la sicurezza, la gestione del sistema qualità, le imposte locali, ecc.

Tutto ciò può farti comprendere solo una cosa: più pezzi produrrai all’anno, meno ti costerà in proporzione.

Da questo si può dedurre che i fattori utili per configurare correttamente lo stampo e, di conseguenza, diminuire il costo del tuo singolo pezzo sono essenzialmente 2:

  1. La produzione totale annua dei componenti
  2. La durata in anni del progetto, ovvero da quando viene immesso sul mercato a quando viene sostituito da quello successivo.

Perché sono proprio questi 2 numeri ad influenzare così tanto la tua produzione?

Più di tutto, servono per dimensionare lo stampo e quindi stabilire quante impronte sono necessarie per avvicinarsi al budget richiesto. E determinano, di conseguenza, anche il tipo di pressa necessaria, con i relativi dati di produzione e costi orari.

Inoltre, a seconda di quanto dovrà durare lo stampo, ci saranno tutta una serie di attenzioni che andranno adottate di conseguenza. 
E che costano.

Uno stampo destinato a durare poco, infatti, può essere anche semplificato, se il budget lo richiede.

Se invece lo si vuol far durare anche un paio di decenni, bisogna scegliere dei materiali più resistenti e longevi, oltre a tutta una serie di accorgimenti costruttivi più raffinati. 

Infatti, dovendo produrre molto, questo stampo necessiterà di una costante manutenzione. E per far si che questa risulti più facile possibile, alcune parti andranno costruite in modo tale da poterle sostituirle con facilità.

Ovviamente manutenzione e ricambi vanno pagati…
e tutto questo influenza l’importo finale.

Facciamo un esempio, per comprendere meglio.

Molti clienti non stimano esattamente il numero di pezzi da produrre, né tanto meno si chiedono a priori, nello specifico, quanto durerà questo loro progetto.

Come Andrea, che l’altro giorno è venuto da me dicendomi:

Alberto, ho per le mani un disegno che è una bomba, così per qualche anno sono a posto.
Fammi un buon preventivo, considerando che ti darò lavoro per i prossimi 10 anni almeno, e preparami uno stampo a 4 impronte”.

La richiesta di uno stampo a più impronte viene fatta con lo scopo di risparmiare sulla manodopera e sulle tempistiche di lavorazione in produzione.

Devi capire, però, che uno stampo del genere è più costoso ed impegnativo da realizzare rispetto ad uno con meno impronte.

Quindi, se pensi che valga la pena investire all’inizio per poi recuperare sulle commissioni successive, si tratta di un’ottima scelta.

Altrimenti il rischio è quello di commettere un grosso errore e di spendere molti più soldi del necessario.

Se vuoi capire meglio di cosa sto parlando leggi anche il mio articolo dedicato agli stampi multi…

10 costi imprevisti che devi conoscere prima di iniziare a stampare in proprio i tuoi componenti in zama

Hai deciso di stampare in proprio i tuoi componenti in zama. 
Hai fatto i tuoi conti, ti sei convinto che sia la scelta migliore dal punto di vista economico e ora sei pronto a partire. 

(Attenzione: se non hai ancora deciso come procedere, ti consiglio di leggere questo post “Stampare da solo i tuoi componenti in zama è davvero la scelta migliore?”).

Ma sei proprio sicuro di aver calcolato tutto?

Produrre da soli i propri componenti non è una passeggiata. 
Certo, puoi ottenere indiscutibili vantaggi, in primis la possibilità di non dipendere da un terzista. 
Ma sul piatto della bilancia i pro devono pesare molto più dei contro, affinché valga la pena avventurarsi in una mole di lavoro così impegnativa.

(Puoi scoprire in dettaglio i pro ed i contro dello stampare presso un terzista qui)

Per questo, se lo fai per un motivo esclusivamente economico, devi essere sicuro al 100% di portare a casa un risparmio importante. 

E, soprattutto, di aver messo in lista tutte le voci di spesa da affrontare. 
Non aver calcolato bene ogni singolo costo può portarti un grosso danno economico. 

Per aiutarti, ti invito a valutare, assieme a me, tutti i costi legati allo stampaggio in proprio.
Te ne parlo come se fossi un mio cliente, durante una consulenza individuale: ti aiuterò ad analizzare a fondo la tua situazione.


TUTTE LE SPESE CHE DEVI AFFRONTARE SE DECIDI DI STAMPARE IN PROPRIO

Costi della non qualità

 

Si presentano come spese extra, nel caso in cui il lotto che hai prodotto non risulti conforme. 
Se ti appoggi ad un fornitore, e costui ti recapita dei pezzi che non vanno bene, allora te li puoi far sostituire in garanzia, senza spendere un euro in più.
Se invece sei stato proprio tu a produrre un lotto non conforme, lo devi rifare da capo. Questo ti porterà a perdere il doppio del tempo e a pagarlo di nuovo per produrlo una seconda volta.

Costi di manutenzione ordinaria degli impianti


Mantenere una pressa
in condizioni funzionali e di efficienza, ha un costo
Ci sono parti che si usurano e che vanno cambiate con una certa frequenza, quali:

  • ugelli;
  • prolunghe;
  • pistoni;
  • fasce elastiche,
  • sifone;
  • resistenze;
  • ecc.

A questi si aggiungono anche i veri e propri “consumabili”, come ad esempio, il fluido dell’impianto idraulico della pressa e il distaccante per lo stampo.

La manutenzione deve essere fatta per forza, non pensare di riuscire a trovare alternative più furbe. 

Se ti rifiuti di sostituire i pezzi necessari a tempo debito, rischi di trovarti a lavorare con una macchina che produce solo articoli non conformi, e questo non farà che aumentare i casi che rientrano nel punto 1.

I pezzi di ricambio, inoltre, li devi avere sempre disponibili a magazzino. Questo perché, nel momento in cui si rompono, vanno sostituiti subito e non puoi permetterti di perdere giorni e giorni in attesa della spedizione, perché nel frattempo la tua produzione sarà ferma. 

I pezzi di ricambio sono perciò un’altra spesa extra da considerare e da affrontare, prima ancora che diventi realmente necessaria.

Per contro, se ti rivolgi ad un fornitore, tutto questo diventa un problema suo. 

Costi di manutenzione straordinaria degli impianti.

 

Con il passare del tempo le macchine invecchiano e cominciano a presentare un problema dietro l’altro. Proprio come un’automobile datata che ha superato i 200.000 km…

Dopo alcuni anni potresti, quindi, ritrovarti ad affrontare tutta una serie di spese extra, che indirettamente vanno a gonfiare i costi di produzione dei pezzi.
E inoltre, queste spese non previste – anziché aiutarti ad ammortizzare l’investimento iniziale – comportano un aumento del costo totale del macchinario: di tua proprietà, certo, ma ormai vecchio, problematico e poco affidabile.

Devi quindi considerare altre voci di spesa legate ai tuoi impianti:

  • Le dispendiose uscite dei tecnici dell’ assistenza, che vengono in azienda da te per risolvere ogni problema.
  • I ricambi particolari, costosi e difficili da reperire, perché si tratta di parti speciali del macchinario. 

Per averli in sostituzione, sei spesso obbligato a rivolgerti alla casa madre, che ti fa aprire il portafoglio senza possibilità di replica o di sconti.  

Se non ti piace questa soluzione hai solo un’alternativa: lasciare il tuo macchinario fermo. Per sempre.

E ricorda: non commettere l’errore di comprare una pressa usata nella speranza di risparmiare. Soprattutto se hai poca esperienza, perché in questo caso difficilmente riuscirai a fare un buon affare. 
È probabile che la differenza di prezzo con un’attrezzatura nuova non resterà molto nelle tue tasche, dal momento che verrà devoluta interamente all’assistenza, per riparare i guasti frequenti. 

Quindi rischi di spendere lo stesso molti soldini e ritrovarti con una macchina vecchia.

Costi delle attrezzature indispensabili


Se hai intenzione di acquistare solo una pressa, sappi che non ti sarà sufficiente per produrre i tuoi pezzi in proprio, ma
hai bisogno di una serie di attrezzature di contorno.

Devi disporre di più macchinari da subito, anche solo per partire con il tuo progetto di stampaggio fai da te.
E ognuno di questi strumenti rappresenta un ulteriore investimento, perciò ne devi tener conto quando fai una previsione iniziale del budget.  

Ecco un elenco delle attrezzature che ti servono per iniziare a stampare:

  • Smaterozzatori.
  • Impianti di refrigerazione.
  • Impianti di aspirazione.
  • Reparto pre-finitura superficiale (sabbiatrici e buratti).
  • Reparto per le lavorazioni meccaniche (filettature, alesature, ecc.). 
  • Reparto per il lavaggio e la manutenzione degli stampi.

Quest’ultimo non è assolutamente trascurabile come potrebbe sembrare.
Se non ti prendi cura del tuo stampo, nel tempo, ti troverai a dover sostenere altri costi aggiuntivi legati alla non conformità e al basso livello qualitativo del prodotto. Oltre a quelli di manutenzione straordinaria degli stampi

Con oltre 40 anni di esperienza e più di 1800 stampi realizzati, siamo un punto di riferimento…