5 errori da non commettere quando chiedi un preventivo per i tuoi componenti in zama

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Quando sulla tua scrivania arrivano due o tre preventivi per uno stesso componente, è quasi impossibile che le cifre riportate coincidano alla perfezione.

Ognuno applica le proprie tariffe, è vero: per la lavorazione, le materie prime, il trasporto, ecc.

Spesso, però, sono altre le cause che determinano le differenze di costi tra le varie offerte. 

Importante è assicurarsi della completezza del servizio richiesto: il preventivo deve riportare tutte le voci necessarie a realizzare la tua produzione in serie.
(Se vuoi essere sicuro che il prezzo proposto sia corretto, leggi anche “Come ottenere un preventivo serio, completo e risolutivo).

Per questo bisogna prestare molta attenzione alle singole diciture di ciascuna offerta: devi riuscire a capire nel dettaglio cosa puoi davvero ottenere con un certo importo.

Una scelta non accurata potrebbe portarti a sforare il budget destinato ai lavori e questo potrebbe poi inficiare le casse destinate ad altre sfere aziendali.
(A tal proposito, ti conviene leggere anche il post “Come distinguere un preventivo professionale da uno furbetto”)

Vediamo allora come scegliere con consapevolezza la miglior offerta, evitando:

I 5 errori da non commettere quando chiedi un preventivo

Scegliere solo in base al prezzo

Per spiegare meglio questo punto vorrei riportare un semplice esempio.
Mettiamo a confronto 3 preventivi: A, B e C.
A ha un prezzo di 100.
B di 110.
C di 115.
D’impulso chiunque sceglierebbe il preventivo A.
Però, come dicevo prima, è bene prestare attenzione a tutte le voci riportate in esso.
Quindi, cosa fai, vai a leggere nel dettaglio e ti accorgi che in A non è inserito il trasporto.
In effetti l’azienda che te l’ha preparato non ti ha chiesto se volessi includerlo.
Guardi allora il preventivo B: vedi che è inserito, ma ti viene in mente che tu non hai chiesto il trasporto fin nella tua sede e perciò ti rendi conto che si tratta di un valore standard, puramente indicativo.
In C invece il trasporto è compreso fino al tuo magazzino. Perché, in effetti, la segretaria dell’azienda C ti aveva chiesto di specificare dove si trova la sede di consegna.
Chiami l’azienda del preventivo A e scopri che il trasporto fino alla tua ditta viene a costare 20.
Quindi ti ritrovi ad aggiungere 20 ai 100 preventivati, e alla fine scopri che scegliendo A avresti pagato di più che scegliendo gli altri fornitori: 120 contro i 115 di C.
Moltiplica una situazione del genere per tutte le voci di un preventivo e per tutte le esigenze a te necessarie e capirai come basta davvero poco ad alterare la stima dei costi.
Quindi bisogna prestare molta attenzione nella richiesta e valutazione di un preventivo, perché, come abbiamo appena visto, il prezzo di per sé non significa niente.
Prima di guardare l’importo finale a piede della pagina, soffermati a valutare alcuni aspetti.
Le voci riportate sono complete?
Hanno inserito anche le finiture?
I costi di assemblaggio?
Il trasporto per la consegna?
Presta attenzione a tutto quello di cui hai bisogno: a volte, confrontando due preventivi attentamente, ci si può accorgere che in quello che appare più economico mancano una serie di voci necessarie.
E a conti fatti, una volta inserite, queste voci possono far lievitare di molto il prezzo.

Fare una richiesta superficiale senza indicare da subito tutte le esigenze

Questo purtroppo è un problema che vivo in prima persona anche come fornitore.
Molte volte arrivano richieste troppo generiche – del tipo, “fammi il preventivo per questo pezzo”, con allegata solo la foto di un componente. E basta.
Altre volte i clienti danno per scontato aspetti importanti della lavorazione, come alcune finiture di ripresa da fare.
E per i fornitori come me, che lavorano con molte aziende, non è affatto semplice: ogni realtà ha le sue abitudini e centrarle senza una specifica è un terno al lotto.
Un preventivo fatto in maniera “generica” non ha senso. Credetemi.
Sarebbe come dire a spanne quanto può costare un’auto che vedi per la prima volta senza conoscere il motore, la cilindrata, gli optional…tu ci riusciresti ad azzeccare la cifra esatta?
Certo, un fornitore potrebbe buttare lì un prezzo e tirare le somme nel momento del pagamento. “Questo non me lo avevi detto e l’ho inserito ora”; “questo è un lavoro aggiuntivo che andava fatto”; “qui c’è stato un imprevisto”… Ecco delle frasi tipiche che potresti sentirti rispondere di fronte ad un preventivo che non corrisponde all’importo finale da pagare.
Tornando all’esempio dell’auto: preferisci sentirti dire inizialmente una cifra bassa per scoprire, dopo averla acquistata, che devi appena aggiungerci i cerchioni, il volante, l’airbag…e tutti gli optional?
O magari vorresti che siano chiare da subito le tue esigenze e aver tutto compreso nel prezzo che ti propongono, chiavi in mano?
Ricorda che lo scopo di un preventivo è quello di poter stabilire fin da subito un budget da destinare ad un determinato investimento. Pertanto deve risultare il più vicino possibile alla somma che si andrà realmente a pagare, altrimenti non ha senso.
E i preventivi troppo generici, infatti, non hanno motivo di esistere.

Non fornire tutti i dati o fornirli errati


Questo per me è un punto importante, per il quale mi batto da sempre.
Bisogna fornire tutti i dati necessari per riuscire ad ottenere un preventivo il più vicino possibile a quello che sarà il prezzo finale.
Inviare tutta la documentazione necessaria a volte può diventare una seccatura, lo capisco.
Però ne vale la pena: forse impiegherai 5 minuti in più per inoltrare al fornitore tutti i dati di cui ha bisogno, ma andrai a risparmiare tempo – e denaro – in seguito.
Ritengo che questo sia un aspetto così importante, che ho voluto dedicare all’argomento un post intero. ( LINK: Come ottenere un preventivo serio, completo e risolutivo)
Riportando un breve riassunto, la documentazione da inviare al fornitore dovrà essere:
– Completa: è necessario fornire tutte le informazioni richieste, perché ogni singola variabile può comportare dei cambiamenti di prezzo.
Per non rischiare di dimenticare delle parti importanti, ti conviene stilare una check list delle tue esigenze.

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Ricorda: non temere di divulgare troppe informazioni, se ti rivolgi ad un vero professionista il tuo modello è coperto dal segreto industriale.

  • Corretta: consegnare il disegno 2 D di un componente e il modello 3 D di un altro genera confusione e fa perdere tempo.
    Purtroppo mi è capitato più volte di ricevere materiali “alla rinfusa” e sono impazzito per ottenere i documenti corretti.
    Meglio prestare attenzione fin da subito a ciò che si inoltra al fornitore: dedicare un minuto in più al controllo, ti farà risparmiare molto tempo in seguito e ti eviterà di commettere degli errori importanti.

Convincersi di un’idea senza valutare le alternative migliori per le nostre esigenze


Affidarsi ad un professionista serio può darti un enorme vantaggio: lui conosce bene l’intero ciclo di produzione di un componente e nel tuo caso saprà consigliarti dove e come limare eventuali costi, senza intaccare la qualità del prodotto finale.
Se stai lavorando con un vero professionista, allora sei in buone mani: affidati alla sua esperienza e non temere le piccole modifiche che ti vengono proposte per ottimizzare la tua produzione ed il tuo investimento.
Forse ti starai chiedendo perché un fornitore dovrebbe suggerirti come ridurre l’importo del preventivo, contro il suo interesse.
Ecco come la vedo io: è nell’interesse del fornitore stesso farti risparmiare. 
Non c’è guadagno più prezioso di un cliente soddisfatto – e anche la possibilità di spendere qualcosa in meno a parità di lavoro, è un aspetto che aumenta il livello di soddisfazione globale. 
Un fornitore serio ha come obiettivo principale quello di instaurare un rapporto di fiducia con il proprio cliente, perché è questa la base di qualsiasi collaborazione lavorativa. 
O almeno io la vedo così.

Non considerare i costi che si rischia di affrontare scegliendo un lavoro superficiale


Se non si fosse ben consigliati, si potrebbe cadere nella tentazione di abbassare il prezzo totale limando alcune voci che invece risultano importanti per la resa del prodotto finale.
Ci sono alcuni fattori sui quali è meglio non risparmiare, perché potrebbero portare a dei costi nascosti. 
Ovvero, potrebbero causare delle usure/ rotture/ risultati poco soddisfacenti, ai quali dovresti rimediare mettendo mano al portafoglio.
Vediamo allora quali sono i punti fermi sui quali è meglio investire, per ottenere un risparmio a lungo termine. 
Ricorda che se ti propongono di risparmiare su ciascuna di queste voci, è meglio che scappi a gambe levate e cambi fornitore:

  • Qualità della materia prima: la qualità della lega di zinco da te scelta si riflette sulla qualità del tuo componente finale. Sei davvero sicuro di voler preferire un’alternativa più scadente?
  • Qualità degli stampi: un acciaio di seconda scelta per gli stampi, o dei progetti approssimativi per le forme, comportano getti pressofusi poco precisi. E quindi, prodotti finali di bassa qualità.
  • Qualità di produzione: alcune fonderie scelgono di lavorare fuori parametri per garantirti una produzione oraria maggiore e quindi parlare di risparmio.
    Quello che non ti dicono però è che, lavorando fuori parametri, sottopongono il tuo stampo a stress eccessivi, accelerandone l’usura prima del tempo.
    E quando uno stampo si usura in fretta, i costi lievitano.
  • Qualità del progetto: qualcuno si offre di fare dei progetti approssimativi a basso prezzo, per poi correggere le problematiche durante la produzione.
    Questo non fa altro che aumentare le spese impreviste e dilatare i tempi di produzione.
    Non tutti i fornitori sono, infatti, in grado di mantenere elevati i capisaldi della qualità, offrendo dei prezzi concorrenziali.
    Per garantire il massimo dei risultati, dal progetto al prodotto finale, noi abbiamo dedicato anni di studio e di ricerca, con l’obiettivo di affinare il nostro sistema unico ZINCode.
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10 buoni motivi per scegliere la zama nella produzione di gioielli

La zama è una lega metallica molto apprezzata nel campo della gioielleria fin dal 1930.

Viene utilizzata per la realizzazione di collane, bracciali, forcine e altri accessori di moda. Si tratta di gioielli molto diffusi, perché poco costosi da produrre ma comunque belli per essere indossati tutti i giorni.

 

La zama, come abbiamo già visto, è una lega metallica composta prevalentemente da Zinco abbinato ad altri elementi, come l’Alluminio e il Rame.


Questa lega è nata con lo scopo di rendere un ottimo materiale, come lo Zinco, 
più duro e resistente, ma al tempo stesso anche più duttile per essere lavorato.

 

Nell’ambito della bigiotteria, il suo successo è collegato proprio a queste caratteristiche.

Infatti, le leghe di zinco sono facili da lavorare, non anneriscono e garantiscono una buona durata nel tempo.

 

Perché la zama è un ottimo materiale per produrre gioielli

 

La zama presenta delle proprietà che offrono molti vantaggi in fase di lavorazione.

Inoltre, possiede delle caratteristiche che soddisfano tutti requisiti richiesti nel campo della bigiotteria:

 
1 – Ha un aspetto attuale e moderno.

Si presta molto bene ad un design contemporaneo e leggero e quindi può essere utilizzata con versatilità per accessori da sfruttare in più occasioni.

 
2 – È economica rispetto a metalli comunemente utilizzati in gioielleria.

Se paragonate all’oro o all’argento, le leghe di zinco costano molto meno in fase di produzione e quindi il prezzo degli accessori sul mercato risulterà inevitabilmente più basso.

 
3 – È dura e resistente, come l’acciaio, ma è più leggera.
 
4 – Non tende a rovinarsi con il tempo.

Può perdere un po’ di lucentezza ma non si deteriora o invecchia con l’uso. Come qualsiasi materiale tende però ad ossidarsi e questo effetto aumenta se lo tocchiamo. Questo perché l’umidità presente sulle mani ha un pH tendenzialmente acido, compreso tra 4,5 – 6.

 

Per ovviare a questo problema, è necessario sovrapporre uno strato di vernice trasparente a quello galvanico o decorativo. Solo così si potrà preservare nel tempo l’aspetto del colore originale.

 

Per la manutenzione dei pezzi già anneriti, si sconsiglia l’utilizzo di materiali abrasivi, in quanto c’è il serio rischio che venga asportato anche lo strato galvanico decorativo assieme alla superficie ossidata.

 

Si può provare a lavare i pezzi con una soluzione di acqua e aceto di mele, tenendo conto di sciacquare abbondantemente alla fine del lavaggio, in modo che non si inneschino effetti corrosivi irreversibili.

 
5 – Esteticamente è molto versatile.
Ha un’eccellente placcatura, per cui si adatta a molte tipologie di realizzazioni. Inoltre, l’aspetto finale può essere vario e piacevole, sia al naturale, sia scegliendo la cromatura o la verniciatura. Si adatta, poi, molto bene alla bigiotteria femminile ma anche a quella maschile.
 
6 – Può essere lavorata con finiture di precisione.

Questo lo rende un materiale particolarmente adatto per la produzione di bigiotteria ricca di dettagli e di ottima manifattura.

 
7 – Ha una facile manutenzione.

Non si sporca come l’argento e non annerisce se protetta con gli opportuni trattamenti superficiali, prolungando quindi la durata del suo bell’aspetto anche con il passare del tempo.

 
8 – Non causa allergie.

È un materiale ipoallergenico e non provoca irritazione sul corpo, neanche se indossato direttamente e per lunghi periodi.

 
9 – Lascia la pelle pulita 

non crea quell’antiestetico alone sulla pelle tipico di altri metalli che si ossidano a contatto con il sudore.

 
10 – È riciclabile e non inquina
quindi aiuta al benessere dell’ambiente.

Come vedi, la zama si presta perfettamente al settore degli accessori di bigiotteria. Essendo un materiale molto versatile, è ottima però anche per molti altri utilizzi.

 

Se vuoi conoscere più a fondo il mondo della zama e le caratteristiche delle leghe di zinco, puoi trovare tutte le informazioni che cerchi nella guida:

 

“Leghe di zinco: scopri perché utilizzarle per produrre i tuoi componenti”.

 

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È meglio la Zama o l’Ottone per i tuoi componenti in serie?

Oggi vorrei continuare il filone “Zama vs altri materiali” confrontando due leghe che contengono entrambe dello zinco: la zama, ovviamente, e l’ottone.

Tempo fa avevo confrontato la zama con un altro materiale molto utilizzato, l’alluminio. 

Se ti sei perso i miei post sull’argomento e vorresti approfondirlo, li puoi trovare cliccando sui seguenti link:

È meglio la zama o l’alluminio per i tuoi componenti in serie?

Vantaggi che la zama offre rispetto all’alluminio

Zama o Ottone: quando preferire l’uno o l’altro materiale?


L’ottone è una lega formata da rame
– in prevalenza – unito ad una percentuale variabile di zinco e altri componenti . 

Le proprietà che caratterizzano l’ottone sono influenzate non soltanto dalla composizione chimica, ma anche dal metodo di lavorazione impiegato.

Mentre nel caso della zama il materiale viene trattato sempre attraverso la pressofusione a camera calda, l’ottone può essere plasmato sia per pressofusione a camera fredda che mediante lavorazione da barra (come la tornitura o in generale tutte le tecnologie per asportazioni da truciolo).

Tecniche di lavorazione dell’ottone a confronto con la lavorazione della zama.

 

Abbiamo già visto in passato come funziona la pressofusione a camera calda utilizzata per la produzione di componenti in zama

Se non conosci ancora questo processo, puoi approfondirlo leggendo qui: 

La pressofusione a camera calda in 8 semplici step

La lavorazione dell’ottone, invece, sfrutta due tecniche diverse a seconda delle esigenze. Queste sono “la pressofusione a camera fredda” e la lavorazione a barra.

La pressofusione a camera fredda dell’ottone.


La pressofusione a camera fredda
differisce dalla camera calda per il metodo di fusione del metallo da iniettare. 
In questo caso, il metallo viene sciolto in un forno esterno all’impianto di pressofusione e caricato – ciclo per ciclo – all’interno di una camera fredda, che prende banalmente il nome di “contenitore”. Da qui, poi, viene iniettato all’interno dello stampo. 
L’ottone lavorato attraverso questo processo viene definito “pressofuso”.

Questa tecnologia “a camera fredda” viene preferita rispetto a quella a “camera calda” per i materiali con alte temperature di fusione, come appunto nel caso dell’ottone.  

La pressofusione a camera fredda offre la possibilità di ottenere spessori abbastanza ridotti e componenti complessi, con una buona rifinitura della superficie. 

Lo svantaggio principale è che un tale impianto richiede degli investimenti molto elevati, e a questi va aggiunto il costo dello stampo

La lavorazione a barra dell’ottone

 

L’ottone viene trafilato in barre e poi lavorato alle macchine utensili (solitamente torni o transfert). 

È particolarmente adatto per le minuterie in ottone ed, in generale, per tutti quei pezzi molto piccoli, che non sono realizzabili con la fusione a camera fredda. 

La distinzione tra i due metodi di lavorazione è utile per comprendere le differenze attribuibili ad un componente in ottone pressofuso rispetto ad uno lavorato a barra.
Andiamo allora a conoscere nel dettaglio quali sono le caratteristiche della zama in confronto alle caratteristiche dell’ottone

Densità


La zama, si sa, è un materiale con densità abbastanza elevata.
Come abbiamo visto in passato, questo aspetto può conferire maggior qualità percepita del materiale, ma può rappresentare talvolta uno svantaggio, perché appesantisce il componente.
Come si vede anche dal grafico, l’ottone è però un materiale ancora più denso, e quindi pesante, rispetto alla zama.
Questo vuol dire che la zama diventa vantaggiosa rispetto all’ottone se nei requisiti di progetto bisogna prestare attenzione al peso del componente.

Allungamento % a rottura

Se vogliamo analizzare l’allungamento a rottura del materiale ottone, dobbiamo partire da una distinzione effettuata sulla base del tipo di lavorazione utilizzato. Sarà questo ad influenzare la percentuale di resistenza del componente.

I pezzi pressofusi, infatti, presentano valori molto bassi di allungamento, sia nel caso della zama che dell’ ottone. 

Con la tornitura, invece, si ottiene un pezzo di ottone che potrà subire un allungamento percentuale molto elevato (fino al 30% circa) prima di spezzarsi. Questo perché la lega lavorata a barra è più morbida e malleabile rispetto a quella sottoposta a pressofusione.

Resistenza allo snervamento

 

Anche in questo caso, la tecnica di lavorazione dell’ottone ne influenza le proprietà.

La resistenza allo snervamento di un pezzo in zama risulta pertanto:
comparabile a quella dell’ottone estruso;
superiore a quella del pressofuso in lega di ottone.

Sei curioso di confrontare le caratteristiche degli altri…

I vantaggi della zama e dell’ottone a confronto

Ti sei mai chiesto cosa preferire, zama o ottone, per la produzione dei tuoi componenti?
Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto fare una distinzione tra le tipologie di ottone esistenti e le differenti tecniche con le quali vengono lavorate.

Come abbiamo già visto nel post: “È meglio la zama o l’ottone per i tuoi componenti in serie?”, le proprietà dell’ottone pressofuso non sempre coincidono con lo stesso materiale sottoposto alla lavorazione a barra.

Pertanto, anche in termini di “vantaggi”, è necessario fare una distinzione a seconda della tecnologia di produzione adottata.

Vediamo allora in dettaglio quali sono questi vantaggi che potresti ottenere scegliendo la zama o l’ottone.

Velocità di produzione

Confronto tra la zama e l’ottone lavorato…

  • … con la pressofusione:
    la velocità di stampaggio dell’ottone, in questo caso, risulta di molto inferiore a quella della zama, anche perché nella lavorazione della lega di ottone è solitamente coinvolta una grande quantità di materiale che va a rallentare l’intero processo.
    Inoltre, l’ottone ha una temperatura di fusione molto più elevata della zama, quindi richiede tempi di solidificazione più lunghi.
  • …a barra
    il rapporto di velocità tra il processo di pressofusione della zama e la lavorazione dell’ottone è direttamente proporzionale alla complessità geometrica del componente.
    Più è complesso, più conviene la zama.
    Più è semplice, più potrebbe sembrare conveniente l’ottone.
    In realtà, quanto appena affermato è una semplice generalizzazione:
    per capire quale materiale sia più indicato per uno specifico componente, andrebbe fatta un’analisi comparativa, caso per caso.
    Sempre in generale, possiamo dire che la lavorazione dell’ottone a barra è indicata per lotti più piccoli, poiché non necessita di particolari attrezzature.

Risparmio energetico

Confronto tra la zama e l’ottone lavorato… 

  • …con la pressofusione: il consumo di energia richiesto per la lavorazione dell’ottone è molto più alto rispetto alla zama, a causa del suo punto di fusione più elevato. 
  • a barra: in questo caso è l’ottone a consumare di meno rispetto alla zama, in quanto la lavorazione avviene a freddo e quindi non richiede un dispendio energetico.
Vuoi saperne di più sulla zama e conoscere tutte le sue caratteristiche? Ti interessa scoprire i vantaggi…