Conosci i 4 fattori che influenzano le proprietà meccaniche del tuo componente in zama?

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In questo post vorrei parlarvi di 4 fattori che possono modificare le proprietà meccaniche dei tuoi componenti in zama.

Ci sono, infatti, alcuni aspetti che è importante conoscere prima di iniziare a lavorare le leghe di zinco, per evitare di ottenere un risultato differente da quello atteso.

La composizione chimica di un componente in lega di zinco è la principale responsabile delle sue caratteristiche meccaniche. 

Ma non è l’unico fattore determinante: ci sono delle piccole variabili che possono influenzare le proprietà del componente ottenuto con la pressofusione a camera calda. 

Tra queste, ad esempio, le condizioni di fusione, che a loro volta variano il tasso di raffreddamento.

Cosa significa in termini pratici?

Che si ottengono valori più alti di durezza e resistenza in tutte le situazioni in cui avviene un raffreddamento rapido.

Ciò vuol dire che le sezioni a parete più sottile, ad esempio, possono risultare più resistenti di quelle a parete più spessa.

Questa però è solo una delle molteplici sfumature che rischiano di modificare l’attività di un componente pressofuso in zama.

Pertanto, se si vuole realizzare un articolo in lega di zinco, bisogna essere in grado di valutare attentamente l’influenza di tutte le variabili, al fine di progettare un processo ottimizzato al massimo delle sue potenzialità.

Anche in questo caso, consiglio di rivolgersi ad uno specialista delle leghe di zinco, l’unica figura in grado di conoscere nel dettaglio tutte quante le dinamiche che regolano il comportamento dei pressofusi in zama.
(Se vuoi ulteriori informazioni sul perché dovresti scegliere uno specialista della zama clicca qui).

Nel frattempo, ho pensato che possa esserti utile avere un’infarinatura generale su come si vanno a modificare alcune caratteristiche dei pressofusi a camera calda di zama. 

Lo scopo di questo post è, pertanto, quello di offrirti solo uno spunto dal quale partire, affinché tu possa collaborare con consapevolezza nella fase di co-design, affianco al tuo produttore specializzato.

Hai un progetto che vorresti realizzare e sei alla ricerca di un collaboratore che riesca a dar vita alle tue idee senza stravolgerle? Noi siamo gli esperti del co-design!

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Le 4 variabili che influenzano le proprietà meccaniche del tuo componente in zama.

  • Tipo di lega
    Abbiamo già visto che la composizione chimica di ciascun componente della famiglia zama determina un comportamento differente a seconda delle percentuali di metalli in essa presenti (per saperne di più vedi anche: Le caratteristiche chimico fisiche della zama).
    Ecco di seguito un breve schema riassuntivo su come le proprietà meccaniche variano da lega a lega.
  • Tempo di invecchiamento
    I valori meccanici vengono calcolati in un arco temporale che va dalle 5 alle 8 settimane dopo la pressofusione.
    In questo arco di tempo possono subire alcune variazioni, che avverranno più lentamente a temperatura ambiente o in maniera più rapida a temperature elevate.
    Ecco alcuni grafici di esempio, che ben evidenziano visivamente le variazioni meccaniche alle quali vanno incontro i diversi tipi di leghe:

Effetto dell’invecchiamento a Temperature Ambiente sulla Resistenza a Trazione

Condizioni di misurazione:Lo 70 mm; velocità di test 10 mm/min; spessore del provino 1,5 mm.

(Credits: diecasting.zinc.org.)

Effetto dell’invecchiamento a 95 °C sulla Resistenza a Trazione

Condizioni di misurazione:Lo 70 mm; velocità di test 10 mm/min; spessore del provino 1,5 mm.

(Credits: diecasting.zinc.org.)

Da qui si evince che un ruolo importante per la misurazione è dato anche dalle :

  • Condizioni di temperatura
    Anche la temperatura può influenzare le proprietà meccaniche delle leghe di zinco: uno stesso componente presenterà dei valori differenti, se misurati a 80°C o a temperatura ambiente, piuttosto che a -40°C.
    Per fare un esempio, ti riporto una tabella con dei test effettuati ad intervalli compresi tra i -40°C e gli 80°C in termini di resistenza a trazione e resilienza. 

Temperatura °C

ZP3

ZP5

ZP2

ZP8

80

218

232

296

260

60

260

277

338

308

40

293

317

376

356

20

308

331

397

387

0

340

347

431

406

-20

345

365

449

412

-40

360

368

443

422

Resistenza a trazione (MPa) in funzione della temperatura di test (°C).

Le condizioni di misurazione sono: uno spessore di 1,5 mm; invecchiamento di 8 settimane; Lo 70 mm; velocità di test 10 mm/min; provino raffreddato in aria.

(Credits: diecasting.zinc.org.)

Qui di seguito ti riporto la rappresentazione grafica di queste misurazioni:

Resilienza senza intaglio in funzione della temperatura.

Condizioni di misurazione: barra squadrata di 6,35 mm senza intaglio (0,40 cm2)

(Credits: diecasting.zinc.org

Resilienza con intaglio in funzione della temperatura

Condizioni di misurazione: barra squadrata di 6,35 mm con intaglio a V 2 mm 45°

(Credits: diecasting.zinc.org.)

  • Spessori delle pareti.
    Come già detto sopra, le pareti più sottili raffreddano più velocemente e questo ne determina una maggior durezza e resistenza.
    Anche in questo caso riporto alcuni grafici di esempio, per darti subito un’idea di come si comportano le leghe di zinco in funzione dello spessore.

Durezza Vickers delle leghe elencate in funzione del tempo di invecchiamento a 100°C per tre diversi spessori. (Credits: diecasting.zinc.org.)

Tutte le misurazioni che ho riportato in questo post sono da considerarsi su campioni che hanno una porosità compresa tra l’1 e il 5%. 
(credits dei valori misurati negli studi: diecasting.zinc.org)

Si tratta di un valore indicativo che si utilizza per definire un campione “sano”, ovvero privo di cavità troppo grandi da rendere il materiale poco resistente.

Anche questo fattore, relativo alla porosità, è in realtà un aspetto critico che dev’essere attentamente valutato e monitorato dai progettisti e dagli stampatori di articoli pressofusi in zama. 

Un vero professionista saprà distinguere le aree importanti per la resistenza del componente sulle quali intervenire, garantendo la compattezza del pezzo.

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I 5 luoghi comuni che ti hanno (erroneamente) convinto a non tenere delle scorte a magazzino

Nel corso della mia attività come produttore di pezzi in zama ho sentito molti pretesti, da parte degli imprenditori (e anche dei loro collaboratori e manager) per non tenere delle scorte di pezzi a magazzino.

 

Si tratta di ragioni più o meno valide che molto spesso, però, si rivelano infondate, causando addirittura un aumento dei costi ed un calo delle vendite.

 

Diamo allora un’occhiata alle scuse più utilizzate che le persone utilizzano per non tenere abbastanza inventario e che comunque si rivelano puntualmente molto deboli o sbagliate se vengono esaminate più da vicino, nel dettaglio.

 

I 5 luoghi comuni più diffusi per non “fare magazzino”

 

1 – “È più economico”

 

Uno dei più grandi errori che commettono gli imprenditori è pensare che l’inventario rappresenti soltanto una spesa da evitare.

 

Si tratta forse della credenza più difficile da sfatare.

 

Infatti, se monitorate e gestite correttamente, le scorte a magazzino ti danno la possibilità di ridurre i costi ed accelerare il profitto.

 

2 – “Non mi serve perché posso comprarlo direttamente dai fornitori”

 

Questo è vero, ma tieni conto che i fornitori vendono direttamente dalla fabbrica e proprio per questo possono venirti incontro con una riduzione del prezzo, in caso di ordini superiori.

 

Maggiore sarà la quantità di pezzi acquistata, più ampio sarà il loro margine di manovra, perché andranno ad ammortizzare i costi di set up e tutte le spese fisse che contribuiscono a determinare l’importo finale.

 

3 – “Rischio di avere uno stock fermo per un lungo periodo”

 

Se si tratta di pezzi che ti serviranno prima o poi, averli parcheggiati in magazzino anche per periodi più lunghi del previsto non rappresenta un grosso problema.

 

È da preoccuparsi solo nel caso – piuttosto raro – in cui il tuo cliente decida di cambiare il progetto in fase di produzione avanzata, il che li renderebbe praticamente inutilizzabili.

 

4 – “Non ho posto per immagazzinarlo”

 

Questa è una scusa piuttosto debole.

 

Innanzitutto, perché non devi tenere dei quantitativi di scorte esagerate, che possono invece venir proporzionate in base allo spazio disponibile.

 

E poi, se scegli un fornitore ben organizzato puoi accordarti con lui per conservare i pezzi extra che ti produce nel suo stesso magazzino.

 

Noi di Zama Solutions ci siamo attrezzati con soluzioni tecnologiche specifiche al fine di poter gestire delle scorte concordate, facendo ruotare il magazzino in base alle esigenze dei nostri clienti.

 

Lo abbiamo reso possibile grazie alla recente installazione del magazzino verticale di generose dimensioni: si tratta di una macchina nella quale i contenitori vengono caricati in cassetti, riposti poi, in modo automatico, su dei ripiani all’ interno della struttura della macchina stessa.

Se stai cercando un fornitore specializzato in componenti in zama che ti aiuti a gestire le scorte, contattaci!

 

Grazie alle soluzioni che abbiamo adottato, nel nostro magazzino c’è spazio anche per i tuoi prodotti!
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5 – “Sto vendendo su richiesta, quindi ho bisogno solo di pochi pezzi per volta”

 

Perché non provare a ragionare al contrario? Ovvero iniziare ad aumentare il numero di pezzi prodotti, per essere sempre pronti a soddisfare eventuali richieste extra dei clienti? È così che si incrementa il proprio giro di affari…

 

A questo punto, dopo aver valutato da vicino tutti i luoghi comuni, viene spontaneo domandarsi:

 

Conviene o no produrre delle scorte da tenere a magazzino?

 

In linea di massima conviene. Subentrano però così tante variabili, in questo discorso, che ogni situazione e a sé.

 

L’unico modo per capire se davvero nel tuo caso non convenga fare magazzino è di valutare i pro e contro di questa soluzione, che adesso andremo a vedere.

 

E poi, come consiglio sempre, discutere le tue esigenze con un fornitore professionista, che saprà senz’altro aiutarti grazie alla sua esperienza e alle sue competenze.

 

I vantaggi di non avere scorte a magazzino

 

  • Diminuzione dello spazio occupato

Meno scorte equivale a più spazio.  Come abbiamo già visto, il problema sussiste se effettivamente lo spazio a disposizione è davvero minimo e non c’è allora altro da fare. Ma a volte potrebbero essere sufficienti anche solo delle scaffalature ben studiate per ottimizzare gli spazi.

 

Ricorda, inoltre, che puoi sempre trovare un fornitore capace di custodire i tuoi pezzi nel suo stesso magazzino.

 

Questo ovviamente comporta un piccolo aumento dei costi – giusto per contribuire a pagare le spese dello spazio occupato – ma ti offre il grande vantaggio di avere i tuoi componenti sempre pronti e disponibili in pochissimo tempo.

 

  • Diminuzione del capitale immobilizzato

Anche se gli inventari sono di solito considerati un bene, averne uno troppo grande può risultare dannoso per l’azienda. Questo perché vincola il capitale e occupa spazio che potrebbe essere usato per altri scopi.

 

  • Diminuzione del rischio di obsolescenza

In effetti, abbassare le scorte può ridurre la possibilità che un articolo diventi vecchio e superato prima ancora di essere venduto.

 

Gli svantaggi di NON avere un magazzino

 

Mentre la riduzione dell’inventario può sembrare una soluzione facile e veloce per non spendere subito dei soldi, al tempo stesso potrebbe rivelarsi una mossa azzardata. Bisogna stare attenti a non esaurire le scorte e a non ritrovarsi con ordini non evasi, altrimenti si potrebbe finire per perdere alcuni clienti non soddisfatti del tuo servizio.

 

Infatti, non avere delle scorte in magazzino porta inevitabilmente a degli svantaggi:

 

  • Acquisto a prezzi più alti

Spesso l’ufficio acquisti si fa carico di più pezzi per riuscire a pagarli ad un costo inferiore.

 

Per un’azienda, in realtà, è importante determinare il così detto “lotto economico”, ovvero il quantitativo conveniente da produrre.

 

(Leggi anche “Perché è importante calcolare il lotto economico d’acquisto?” 🡪 LINK Art. 56)

 

Il lotto economico permette di bilanciare i costi di magazzino con quelli di emissione degli ordini: è dato, in pratica, dalla quantità di pezzi che conviene farsi produrre in un singolo ordine, per riuscire a minimizzare i costi complessivi di commissione e di gestione delle scorte di quello specifico componente.

 

  • Si vive sempre nell’ urgenza

Se i pezzi che si tengono in magazzino sono definiti “Scorta di sicurezza” è per un motivo ben preciso: ordinando solo lo stretto necessario, si rischia di non poter soddisfare eventuali richieste improvvise, perdendo la sicurezza di evadere l’ordine del cliente nei tempi e modi stabiliti.

 

  • Si perde tempo (e quindi soldi)

La mancanza di un pezzo determina un vero e proprio blocco delle attività e ogni minuto di produzione persa si traduce in una riduzione del fatturato.

 

  • Si rischia un danno d’immagine

Dire di no ad un cliente o consegnare in ritardo i prodotti non è mai positivo.

Eppure, è proprio ciò che potrebbe accadere se, per qualche motivo, i pezzi a disposizione non fossero sufficienti restando in pratica a zero.

 

Come evitare questi disastri?

 

Per evitare le problematiche che abbiamo appena visto, nel caso in cui si decidesse di non fare magazzino è bene tenere conto del “Punto di Riordino”

 

Si tratta del livello di scorte che, una volta raggiunto, indica la necessità di emettere immediatamente un nuovo ordine di acquisto, pari al lotto economico.

 

Il Punto di Riordino è molto importante per prevenire l’esaurimento delle scorte a magazzino, evitando tutte le conseguenze negative che potrebbero derivare, come la paralisi della produzione ed il blocco delle vendite.

 

Quando puoi, cerca di fare sempre un po’ di magazzino: se calcoli correttamente il tuo lotto economico puoi capire subito se si tratta della soluzione più conveniente e legata ad un maggior risparmio.

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