Tranciatura o pressofusione a camera calda di zama? Scopri quale tecnologia preferire per la tua produzione in serie

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Per continuare il discorso affrontato nell’articolo precedente (Imbutitura e pressofusione a camera calda: due tecnologie produttive a confronto), vorrei parlarti oggi di una tecnica complementare all’imbutitura: la cosiddetta “Tranciatura”.

Spesso le due tecnologie vengono utilizzate assieme, anche sullo stesso stampo, per realizzare un unico componente. 

La differenza principale tra i due metodi produttivi è la seguente:

  • nell’imbutitura il materiale viene plasmato mediante una deformazione plastica ed uno stiramento, per fargli prendere la forma;
  • nella tranciatura, il materiale viene modificato tramite la semplice piegatura (anche in più fasi, con gli stampi a passo) e viene tagliato.

La tranciatura dei metalli, come l’imbutitura, è un processo produttivo a freddo e viene eseguito con uno stampo.

In questo caso, si parte da un foglio o nastro di lamiera, per poi delineare una figura geometrica piana.

Praticamente, il punzone va a penetrare nella matrice tagliando la lamiera, secondo una figura che corrisponde alla forma definita sia dal punzone stesso che dalla matrice.

Come accennato, la tranciatura dei metalli si accompagna spesso ad una o più fasi di piegatura: la lamiera, cioè, viene prima deformata, e solo dopo tagliata, mediante dei punzoni di tranciatura.

In questo caso non si parla di semplice “taglio”, ma di “formatura”.

Ma qual è la differenza in termini produttivi e di risultato tra questa tecnologia e la nostra lavorazione mediante pressofusione a camera calda?

Andiamo a scoprirli insieme…

Pressofusione a camera calda e tranciatura a confronto


Velocità di produzione
Come già abbiamo visto per l’imbutitura, anche nel caso della tranciatura di una lamiera la cadenza produttiva risulta essere elevata.
Eppure, al momento stesso, sussistono dei tempi di set up che vanno a rallentare di molto l’intero processo, soprattutto nel caso di un guasto improvviso allo stampo.

Risparmio energetico
In questo caso possiamo fare delle considerazioni simili a quelle già affrontate per l’imbutitura. 
Tieni presente, infatti, che tranciatura e imbutitura sono equivalenti e spesso complementari, tanto da coesistere nello stesso processo produttivo. 

Un confronto diretto con il consumo energetico richiesto dalla zama non è semplice, perché molto dipende dalle dimensioni del pezzo che si vuole produrre. 

La tranciatura delle lamiere può farti ottenere sia componenti decisamente piccoli (es. i contatti elettrici) sia articoli molto più grandi. 

E ovviamente i costi energetici richiesti sono proporzionali alle dimensioni dei macchinari coinvolti.

Pezzi con forma definitiva
I pezzi realizzati tramite tranciatura possono essere considerati finiti all’uscita dallo stampo, ma solo se questo viene costruito con opportuni accorgimenti che lo rendono molto più complesso e costoso.

Tutte le operazioni di ripresa fattibili sulla zama, come le maschiature, possono venir integrate direttamente sugli stampi della tranciatura, ma a livello economico non sempre si tratta della soluzione più conveniente.

Conosci tutti vantaggi della zama? Se vuoi saperne di più, leggi la mia Guida: “Leghe di Zinco: scopri perché utilizzarle per produrre i tuoi componenti”

Sicurezza
Come avevamo visto per l’imbutitura, anche nel caso della tranciatura dei metalli, le norme vigenti in materia di sicurezza del lavoro rendo ormai tutti i processi produttivi attentamente controllati.
La tranciatura, però, presenta lo stesso problema dell’impatto acustico causato anche dall’imbutitura: un rumore eccessivo provocato dal lavoro delle macchine che impattano sulla lamiera, mentre la plasmano e la tagliano.
Per contro, la zama è caratterizzata da un processo di lavorazione molto più silenzioso, dal momento che le presse utilizzate con la fusione hanno un impatto acustico lieve.

Elevata ripetibilità e qualità di produzione 
Per ottenere un prodotto di buon livello ed avere lo stesso risultato nel tempo, mediante le operazioni di tranciatura, molto dipende da come è fatto lo stampo e dal suo corretto funzionamento. 
Ma non solo: al fine di tenere sotto controllo la precisione, è importante eseguire un’accurata manutenzione dello stampo.
E bisogna anche affinare periodicamente i punzoni (o coltelli).
Questo ovviamente comporta una duplice spesa extra, causata dai costi vivi di manutenzione, ma anche dai costi indiretti, dovuti ai fermi macchina.

Un altro aspetto da prendere in considerazione per ottenere una buona qualità e garantire la ripetibilità del processo è la corretta gestione dei parametri coinvolti: devono essere esatti e ben settati.

Infatti, si potrebbero verificare fratture importanti se il gioco tra punzone e matrice risultasse troppo basso.

Se invece dovesse essere troppo alto, potrebbero presentarsi delle bave, arrotondamenti od inclinazioni della superficie di frattura.

Tutti difetti che vanno a rovinare i pezzi lavorati.

In ogni caso, le tolleranze della tranciatura risultano essere più grandi rispetto a quelle ottenibili con la zama. 

Solo le tolleranze della tranciatura fine (esempio i contatti elettrici o altri pezzi decisamente minuscoli) si avvicinano leggermente a quelle delle leghe di zinco.

Complessità del progetto
La zama offre una libertà di progettazione decisamente maggiore: non solo ti permette di realizzare pezzi più complessi, ma non ti vincola a dover mantenere degli spessori vicini a quelli della lamiera di partenza.

Con la tranciatura puoi lavorare anche su delle geometrie un po’ più elaborate, tenendo conto del fatto che dovrai quasi sicuramente abbinarla all’imbutitura ed utilizzare degli stampi più costosi. 

Compatibilità ambientale
Sia la pressofusione a camera calda, sia la tranciatura utilizzano i metalli, che non inquinano e sono altamente riciclabili.

Costi 
In termini di costi da affrontare, è complicato confrontare le due tecnologie in modo diretto, dal momento che i pezzi ottenibili non sono quasi mai paragonabili.
Inoltre subentrano tutta una serie di fattori.

  1. Molto dipende dalla complessità del progetto:
    –  Se la figura è semplice, è probabile che la soluzione migliore sia realizzare un pezzo tranciato. Questo, considerando, soprattutto, l’alta velocità di lavorazione.
    – Se il disegno si complica, ad esempio aggiungendo anche solo un perno, il costo della tranciatura aumenta a causa delle lavorazioni aggiuntive richieste.
    Questo articolo dotato di perno risulterà allora più semplice da realizzare attraverso la pressofusione, poiché lo puoi ottenere già pronto di stampo.
  1. Rilevante è il materiale utilizzato.
    Il materiale scelto dipende anche dalle proprietà che si vogliono esaltare nel proprio progetto.
    Comunque ogni materia prima ha il suo costo, che andrebbe già di per sé calcolato.
    Inoltre, anche le sue caratteristiche chimico fisiche possono influire sulla spesa finale, in particolare la durezza e lo spessore del materiale trattato.

    (se vuoi sapere più in dettaglio quali sono le caratteristiche chimico-fisiche della zama, leggi qui).
    Metalli più duri e spessi (come nella tranciatura dell’acciaio) richiedono sforzi di taglio e piegatura maggiori, aumentando, di conseguenza, il consumo e la probabilità di rottura delle attrezzature.

  1. Costi legati al consumo energetico.
    Ti ho già accennato al fatto che la tranciatura, essendo una lavorazione a freddo, potrebbe sembrare più conveniente, in un primo momento.
    Però, ricorda che questa tecnologia si serve di una pressa piuttosto grande che sarà comunque energivora a causa della movimentazione idraulica richiesta.
  1. Costi delle attrezzature.
    Matrici e punzoni tendono ad usurarsi velocemente a causa degli sforzi di taglio che devono sopportare: la conseguenza è che nella tranciatura i fermi macchina risultano essere più frequenti, ed i costi di manutenzione sono sicuramente più elevati.
    Già di partenza, poi, gli stampi richiesti per le operazioni di tranciatura sono decisamente più costosi di quelli per la pressofusione.
    Soprattutto se si tratta di stampi a passo: quegli stampi cioè impiegati con un nastro che va avanti ad intermittenza e si arresta a delle stazioni predefinite.
    Ad ogni fermata il pezzo subisce una lavorazione fino ad arrivare alla definitiva separazione del componente ottenuto dal nastro, che a quel punto diventa sfrido.
  1. Altre spese
    Anche scegliere il corretto lubrificante è fondamentale per preservare gli strumenti.
    È importante quindi investire in un buon lubrificante ed utilizzarlo quando necessario, piuttosto che ritrovarsi con degli stampi usurati precocemente dall’eccessivo attrito tra le parti.

In conclusione possiamo dire che la tranciatura può essere utilizzata soprattutto per produzioni di grandi serie, al fine di ottenere dei manufatti a basso costo. 

A patto che la limitazione geometrica non rappresenti un problema.
Se infatti dovesse servirti una certa complessità di progetto o anche semplicemente uno spessore diverso da quello ottenibile con una lamiera di partenza, allora la zama è la tecnologia più vantaggiosa per te.

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I 5 luoghi comuni che ti hanno (erroneamente) convinto a non tenere delle scorte a magazzino

Nel corso della mia attività come produttore di pezzi in zama ho sentito molti pretesti, da parte degli imprenditori (e anche dei loro collaboratori e manager) per non tenere delle scorte di pezzi a magazzino.

 

Si tratta di ragioni più o meno valide che molto spesso, però, si rivelano infondate, causando addirittura un aumento dei costi ed un calo delle vendite.

 

Diamo allora un’occhiata alle scuse più utilizzate che le persone utilizzano per non tenere abbastanza inventario e che comunque si rivelano puntualmente molto deboli o sbagliate se vengono esaminate più da vicino, nel dettaglio.

 

I 5 luoghi comuni più diffusi per non “fare magazzino”

 

1 – “È più economico”

 

Uno dei più grandi errori che commettono gli imprenditori è pensare che l’inventario rappresenti soltanto una spesa da evitare.

 

Si tratta forse della credenza più difficile da sfatare.

 

Infatti, se monitorate e gestite correttamente, le scorte a magazzino ti danno la possibilità di ridurre i costi ed accelerare il profitto.

 

2 – “Non mi serve perché posso comprarlo direttamente dai fornitori”

 

Questo è vero, ma tieni conto che i fornitori vendono direttamente dalla fabbrica e proprio per questo possono venirti incontro con una riduzione del prezzo, in caso di ordini superiori.

 

Maggiore sarà la quantità di pezzi acquistata, più ampio sarà il loro margine di manovra, perché andranno ad ammortizzare i costi di set up e tutte le spese fisse che contribuiscono a determinare l’importo finale.

 

3 – “Rischio di avere uno stock fermo per un lungo periodo”

 

Se si tratta di pezzi che ti serviranno prima o poi, averli parcheggiati in magazzino anche per periodi più lunghi del previsto non rappresenta un grosso problema.

 

È da preoccuparsi solo nel caso – piuttosto raro – in cui il tuo cliente decida di cambiare il progetto in fase di produzione avanzata, il che li renderebbe praticamente inutilizzabili.

 

4 – “Non ho posto per immagazzinarlo”

 

Questa è una scusa piuttosto debole.

 

Innanzitutto, perché non devi tenere dei quantitativi di scorte esagerate, che possono invece venir proporzionate in base allo spazio disponibile.

 

E poi, se scegli un fornitore ben organizzato puoi accordarti con lui per conservare i pezzi extra che ti produce nel suo stesso magazzino.

 

Noi di Zama Solutions ci siamo attrezzati con soluzioni tecnologiche specifiche al fine di poter gestire delle scorte concordate, facendo ruotare il magazzino in base alle esigenze dei nostri clienti.

 

Lo abbiamo reso possibile grazie alla recente installazione del magazzino verticale di generose dimensioni: si tratta di una macchina nella quale i contenitori vengono caricati in cassetti, riposti poi, in modo automatico, su dei ripiani all’ interno della struttura della macchina stessa.

Se stai cercando un fornitore specializzato in componenti in zama che ti aiuti a gestire le scorte, contattaci!

 

Grazie alle soluzioni che abbiamo adottato, nel nostro magazzino c’è spazio anche per i tuoi prodotti!
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5 – “Sto vendendo su richiesta, quindi ho bisogno solo di pochi pezzi per volta”

 

Perché non provare a ragionare al contrario? Ovvero iniziare ad aumentare il numero di pezzi prodotti, per essere sempre pronti a soddisfare eventuali richieste extra dei clienti? È così che si incrementa il proprio giro di affari…

 

A questo punto, dopo aver valutato da vicino tutti i luoghi comuni, viene spontaneo domandarsi:

 

Conviene o no produrre delle scorte da tenere a magazzino?

 

In linea di massima conviene. Subentrano però così tante variabili, in questo discorso, che ogni situazione e a sé.

 

L’unico modo per capire se davvero nel tuo caso non convenga fare magazzino è di valutare i pro e contro di questa soluzione, che adesso andremo a vedere.

 

E poi, come consiglio sempre, discutere le tue esigenze con un fornitore professionista, che saprà senz’altro aiutarti grazie alla sua esperienza e alle sue competenze.

 

I vantaggi di non avere scorte a magazzino

 

  • Diminuzione dello spazio occupato

Meno scorte equivale a più spazio.  Come abbiamo già visto, il problema sussiste se effettivamente lo spazio a disposizione è davvero minimo e non c’è allora altro da fare. Ma a volte potrebbero essere sufficienti anche solo delle scaffalature ben studiate per ottimizzare gli spazi.

 

Ricorda, inoltre, che puoi sempre trovare un fornitore capace di custodire i tuoi pezzi nel suo stesso magazzino.

 

Questo ovviamente comporta un piccolo aumento dei costi – giusto per contribuire a pagare le spese dello spazio occupato – ma ti offre il grande vantaggio di avere i tuoi componenti sempre pronti e disponibili in pochissimo tempo.

 

  • Diminuzione del capitale immobilizzato

Anche se gli inventari sono di solito considerati un bene, averne uno troppo grande può risultare dannoso per l’azienda. Questo perché vincola il capitale e occupa spazio che potrebbe essere usato per altri scopi.

 

  • Diminuzione del rischio di obsolescenza

In effetti, abbassare le scorte può ridurre la possibilità che un articolo diventi vecchio e superato prima ancora di essere venduto.

 

Gli svantaggi di NON avere un magazzino

 

Mentre la riduzione dell’inventario può sembrare una soluzione facile e veloce per non spendere subito dei soldi, al tempo stesso potrebbe rivelarsi una mossa azzardata. Bisogna stare attenti a non esaurire le scorte e a non ritrovarsi con ordini non evasi, altrimenti si potrebbe finire per perdere alcuni clienti non soddisfatti del tuo servizio.

 

Infatti, non avere delle scorte in magazzino porta inevitabilmente a degli svantaggi:

 

  • Acquisto a prezzi più alti

Spesso l’ufficio acquisti si fa carico di più pezzi per riuscire a pagarli ad un costo inferiore.

 

Per un’azienda, in realtà, è importante determinare il così detto “lotto economico”, ovvero il quantitativo conveniente da produrre.

 

(Leggi anche “Perché è importante calcolare il lotto economico d’acquisto?” 🡪 LINK Art. 56)

 

Il lotto economico permette di bilanciare i costi di magazzino con quelli di emissione degli ordini: è dato, in pratica, dalla quantità di pezzi che conviene farsi produrre in un singolo ordine, per riuscire a minimizzare i costi complessivi di commissione e di gestione delle scorte di quello specifico componente.

 

  • Si vive sempre nell’ urgenza

Se i pezzi che si tengono in magazzino sono definiti “Scorta di sicurezza” è per un motivo ben preciso: ordinando solo lo stretto necessario, si rischia di non poter soddisfare eventuali richieste improvvise, perdendo la sicurezza di evadere l’ordine del cliente nei tempi e modi stabiliti.

 

  • Si perde tempo (e quindi soldi)

La mancanza di un pezzo determina un vero e proprio blocco delle attività e ogni minuto di produzione persa si traduce in una riduzione del fatturato.

 

  • Si rischia un danno d’immagine

Dire di no ad un cliente o consegnare in ritardo i prodotti non è mai positivo.

Eppure, è proprio ciò che potrebbe accadere se, per qualche motivo, i pezzi a disposizione non fossero sufficienti restando in pratica a zero.

 

Come evitare questi disastri?

 

Per evitare le problematiche che abbiamo appena visto, nel caso in cui si decidesse di non fare magazzino è bene tenere conto del “Punto di Riordino”

 

Si tratta del livello di scorte che, una volta raggiunto, indica la necessità di emettere immediatamente un nuovo ordine di acquisto, pari al lotto economico.

 

Il Punto di Riordino è molto importante per prevenire l’esaurimento delle scorte a magazzino, evitando tutte le conseguenze negative che potrebbero derivare, come la paralisi della produzione ed il blocco delle vendite.

 

Quando puoi, cerca di fare sempre un po’ di magazzino: se calcoli correttamente il tuo lotto economico puoi capire subito se si tratta della soluzione più conveniente e legata ad un maggior risparmio.

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