Come distinguere un preventivo professionale da quello “furbetto”

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Il prezzo da pagare per la tua fornitura di componenti in zama è risultato più alto rispetto alla cifra del preventivo: truffa o normalità?

Può essere capitato anche a te – magari più di una volta – di accettare un’offerta per la tua nuova fornitura di componenti in serie, per poi ritrovarti, al momento del ritiro del lotto, a dover pagare una cifra maggiore di quella inizialmente calcolata.

“Come è possibile?”

Ti sarai chiesto.

“Si è trattata di una scorrettezza o è normale che succeda?”.

Purtroppo non sono rare le situazioni nelle quali il committente non ha la più pallida idea di quanto spenderà alla fine. Il rischio di svuotare il portafoglio più del previsto è sempre in agguato.

Il vero problema è che non tutte le aziende possono permettersi di sottovalutare questo aspetto e di andare ad intaccare le proprie casse oltre il previsto. 

Non può esserci leggerezza nella valutazione di un preventivo. 

Soprattutto quando si lavora con forniture ripetute nel tempo. 

Infatti, se sommato negli anni, il sovraprezzo inizialmente non calcolato potrebbe andare a pesare anche di molto. 

Io sono un fornitore, ma anch’io gestisco un’azienda. E capisco l’importanza di ottenere un preventivo quanto più vicino possibile al reale prezzo finale del componente.

So bene che:

  • Se hai un budget limitato e sfori di un bel po’ oltre il valore prefissato, non puoi rischiare di svuotare le casse della tua attività, prelevando denaro destinato ad altre spese/investimenti. Altrimenti la tua azienda si blocca. 
  • Se hai un budget ampio e non hai problemi di spesa, hai comunque diritto di sapere da subito quali sono i giusti investimenti da affrontare, cercando di limitare i costi inutili per destinare le somme rimanenti ad altro. Altrimenti la tua azienda non cresce.

Molti clienti vengono da me lamentandosi di essere stati “imbrogliati” da fornitori con i quali avevano iniziato a lavorare, perché – una volta terminata la produzione di articoli in zama – la cifra richiesta per la consegna del lotto ha superato di molto il budget preventivato inizialmente.

Come tutelarsi allora dal rischio di accettare un’offerta che potrebbe riservare delle brutte sorprese?

Il modo migliore è fornire – e richiedere – una documentazione il più dettagliata possibile, per non lasciare importi da calcolare a lavoro ultimato.

Meglio impostare fin da subito un budget da destinare ad eventuali imprevisti e cercare di calcolare poi ogni altro dettaglio fin dal primo momento.

Ora è probabile che tu ti stia chiedendo:

“Ma i costi extra che compaiono alla fine, sono davvero sempre impossibili da prevedere?

“O sono forse i fornitori che a volte non agiscono in maniera trasparente?”.

Una cosa va detta: 

Il fornitore con il quale scegli di lavorare è molto importante, fin dal preventivo.

Anzi, fondamentale, direi.
Questo perché nel mondo delle leghe di zinco, esistono

4 diverse categorie di fornitori e 4 diversi tipi di preventivi


Andiamo a scoprirli nel dettaglio.

  • I generici.
    Chi richiede un preventivo in molti casi non sa a priori quali dati inviare e spesso la richiesta che viene inoltrata ad un fornitore risulta troppo “generica”.
    Colui che prepara l’offerta dovrebbe allora insistere per ricevere ulteriore documentazione, e riuscire a calcolare ogni importo nella maniera più corretta possibile.
    I fornitori generici di solito saltano questo passaggio e si limitano a calcolare una cifra sommaria sulla base delle informazioni ricevute.
    Perché? I motivi potrebbero essere diversi: per pigrizia; per non voler perdere tempo con una persona che ancora non è cliente; per inesperienza; ecc.
    Il risultato: La valutazione sarà fatta a “spanne”.
    È’ quasi scontato che il preventivo non corrisponderà per niente al prezzo finale che andrai a pagare. Ah, se osi lamentarti a conti fatti, è probabile che ti sentirai rispondere che è colpa tua, perché non hai specificato fin da subito tutte le tue esigenze.
  • I furbetti
    Sono coloro che tengono i preventivi esageratamente bassi, di proposito. Pensano di essere furbi e di aver trovato un modo per non far scappare il committente. E alcuni riescono alla perfezione nel loro intento.
    Bisogna fare poi una distinzione tra i recidivi, che lavorano sempre in questo modo, e quelli che “ci provano” una volta ogni tanto, nei periodi di magra.
    Il risultato: Lavorare con loro equivale ad andare al casinò. Si punta tutto sperando di portare a casa l’affare, ma il rischio di perdere e rimetterci soldi è molto alto. 
  • I distratti
    Loro sono onesti e lavorano con dedizione.
    Ma sono distratti, non ci possono fare niente.
    Di solito in questa categoria rientra chi ha tanto lavoro e non si è ancora riuscito ad organizzare nella maniera corretta.
    Hanno troppe cose in mente, non sanno delegare e fanno fatica a stare dietro a tutto.
    Ed è per questo che, alla fine, dimenticano di inserire qualche voce nella loro offerta.
    Il risultato: Se ti ritrovi a pagare di più a causa del preventivo di un “distratto”, puoi consolarti con il fatto che non si è trattato di un tentativo di fregatura, ma di una vera e propria svista.
    Ti ritrovi a pagare comunque un prezzo in linea con il mercato, anche se inizialmente avevi sperato di poter risparmiare qualcosina.
    Puoi credere al fornitore se ti dice che ha agito in buona fede, cercando di darti comunque il meglio. Anche se sai bene che il meglio sarebbe stato pagare quanto pattuito nel preventivo e non pesare ancora una volta sulle casse della tua azienda.

     

  • I professionisti
    Conoscono il loro lavoro alla perfezione:
    sanno quali voci vanno inserite in un preventivo;
    ti propongono di ottimizzare alcuni aspetti del processo;
    ti aiutano a limare i costi dove è possibile;
    ti forniscono la qualità migliore dove vale la pena investire per risparmiare in futuro.
    Tutti questi aspetti dovrebbero essere racchiusi in un Preventivo Professionale.
    I veri professionisti diventano matti dinanzi a preventivi incompleti. Quando il cliente non fornisce subito tutti i dati, insistono per ottenere le informazioni necessarie e ci rimettono del tempo prezioso rifacendo i calcoli da capo, pur di riuscire ad essere sempre più accurati possibili nelle loro proposte di budget.
    Il risultato: difficilmente andrai a pagare degli extra alla fine.
    E se questo dovesse accadere è a causa di una variabile impossibile da evitare e da prevedere in anticipo.

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Come riconoscere allora un preventivo serio da quello furbetto?


Ora ti darò alcune dritte per tutelarti e capire come affidare la tua produzione in serie di componenti in zama ad una figura competente.

Prima però vorrei tranquillizzarti: non temere di imbatterti in un furbetto o un generalista ogni volta che chiedi un preventivo. 

Anche se i furbetti non sono così rari come avresti sperato, per fortuna di professionisti seri con i quali collaborare ce ne sono molti.

Per riconoscerli subito tieni presente una cosa: lo specialista ha bisogno di tutta una serie di dati, senza i quali è matematico che non si possono fare le valutazioni necessarie.

Se non ti chiedono certi dati, sai già che la cifra che ti proporranno non è valutata sulla base di tutti i dettagli, ma si tratterà di una stima sommaria.
(Se vuoi scoprire altri espedienti che possono metterti all’erta da fornitori poco seri, leggi anche qui)

E ora vediamo alcuni accorgimenti per evitare di pagare più del previsto, a giochi ultimati.

  • Mai essere avventati nella scelta di un preventivo.
    Prima di avere un’offerta in mano, è possibile che ti verrà richiesta un po’ di pazienza per soddisfare tutte le richieste del fornitore.
    Saper prestare importanza anche agli aspetti apparentemente meno significativi può risolverti molti problemi fin dall’inizio, perché ogni singola variabile va ad influire sul prezzo finale.
    Per fare un esempio, quasi nessuno precisa dove assolutamente non vorrebbe avere i segni tipici della pressofusione, come ad esempio l’attacco di colata sul proprio componente.
    Quando non viene specificata alcun vincolo, è lo stampista a decidere dove inserirlo, affidandosi alla propria esperienza ed alla “teoria del miglior riempimento”.
    Non è scontato però che questa scelta soddisfi il cliente: perchè troppo in vista o per qualche motivo più pratico.
    Può capitare, infatti, che il committente specifichi solo in un secondo momento che, proprio sulla zona scelta per posizionare l’attacco di colata, sia necessario mantenere una certa precisione. Magari per permettere l’accoppiamento con un altro pezzo o metterlo in lavorazione assieme ad altre parti.
    In casi come questo, va rivisto lo studio del componente e il preventivo: infatti, quando si spezzano, gli attacchi di colata non lasciano un taglio perfettamente netto e liscio, perciò sono da evitare nelle zone in cui sia richiesta una certa precisione, per motivi estetici o funzionali.
    Un vero professionista sa che questo è un dato importante e se lo richiede è perché ha bisogno di capire nel dettaglio come funzionerà l’intero progetto al fine di proporre un preventivo valido.
    Perciò porta pazienza e cerca di facilitare il più possibile la comprensione del tuo componente e del suo funzionamento.
    E ricordati di prestare attenzione anche ai dettagli apparentemente insignificanti che sono inseriti nelle voci di un preventivo.
  • Scegli un professionista serio
    Questo ti sarà utile per due motivi:
    1. Il preventivo riporterà in chiaro tutte le voci da pagare: un vero professionista conosce il valore del suo lavoro e sa che anche tu fai altrettanto, dal momento che ti sei rivolto proprio a lui.
    Non ha alcun interesse ad occultare i prezzi per illuderti che la sua soluzione sia la più economica (dandoti poi il colpo di grazia nel conto finale).
    Sa che così facendo perderebbe un cliente ed un professionista serio non ha alcun interesse nel fregarti.
    Lui vuole fare bene il suo mestiere, mira alla fiducia reciproca e cerca collaborazioni durature nel tempo.
    2. Dal momento che lo specialista della zama conosce bene il suo mestiere, saprà perfettamente quali sono le lavorazioni che fanno lievitare i costi.
    Può quindi proporti un’alternativa su dove e come potresti intervenire per ridurre il prezzo, senza alterare il risultato finale.  
  • Prepara una check list con tutte le voci importanti per la tua richiesta
    Perché il preventivo sia corretto, è importante che tu faccia da subito presente tutte le esigenze che devono venir soddisfatte dal fornitore per la realizzazione del tuo progetto.
    Per aiutarti ho preparato la “Check list per una richiesta di preventivo perfetta”: stampala e tienila sempre con te sulla scrivania.
    Sarà uno strumento utile per ottenere dei calcoli di budget da destinare, senza accidentali occultamenti o dimenticanze sospette.
    Avrai subito sotto occhio le voci importanti da inserire nella tua richiesta di preventivo, in modo che nessuno possa mai dirti: “eh ma non lo avevi indicato, ora devo aggiungere anche questo costo extra al prezzo finale…”.

Scarica subito GRATUITAMENTE la “Check list per la richiesta di preventivo perfetta”

Io stesso invito sempre i miei clienti a compilare la Check list prima di analizzare una richiesta.

Mi sono capitate troppe situazioni nelle quali i dati necessari per una valutazione corretta e professionale erano mancanti o errati.

Cosa vuol dire questo?

Che mi sono spesso ritrovato ad elaborare lo stesso preventivo più e più volte. Con una gran perdita di tempo per me e per il cliente.
Ma non tutti i fornitori sono disposti a rielaborare l’offerta ogni volta che “salta fuori” una richiesta in più. Si limitano semplicemente ad aggiungere una voce da pagare al momento di riscuotere. Facendo diventare il conto più salato del previsto. 

Non ti resta che giocare d’anticipo: ora che hai scaricato la mia Check list come strumento di controllo, potrai confrontare con serenità il prossimo preventivo e scegliere finalmente la fornitura migliore per la tua azienda e le tue finanze.

Produzione in zama: alta qualità, prezzo basso e consegne veloci, possono coesistere?

Conosci il “paradosso del triangolo equilatero” nella produzione in zama?

 

Io lo chiamo così, ma ciò a cui mi riferisco è il rapporto tra basso prezzo, ottimo risultato e velocità di consegna.

 

Si tratta di un paradosso perché è credenza comune che questi 3 fattori possano amabilmente coesistere, ma in realtà non è affatto così. E ce lo insegna la geometria.

 

Se ti stai chiedendo cosa c’entri la geometria in tutto questo, è più che normale.

Ora te lo spiego subito.

 

Prova a pensare ad un triangolo equilatero, ovvero che abbia tutti e 3 i lati uguali.

Ciascun vertice rappresenta rispettivamente:

 

  1. la qualità,
  2. il basso costo,
  3. la velocità di esecuzione e consegna.

Si tratta cioè dei 3 obiettivi cardine a cui punta qualsiasi azienda che voglia farsi produrre i propri articoli da un fornitore.

 

E, in fondo, sono gli stessi desideri che abbiamo tutti quando vogliamo acquistare qualcosa su misura per noi.

 

In effetti, rivolgersi ad un fornitore per farsi produrre dei componenti in zama è un po’ come andare da un sarto e chiedergli di confezionarti un vestito.

 

Quello che probabilmente vorrai ottenere alla fine della commessa è: spendere il meno possibile (soprattutto se parti già con un budget risicato), ottenere un abito di ottima stoffa e fattura, che tutti ti invidieranno e, ovviamente, non dover aspettare troppo a lungo prima di riceverlo. Anche perché magari ti serve per un evento che si verificherà da lì a pochi giorni.

 

A quel punto hai due possibilità:

 

1 – Ti rivolgi ad una sartoria storica, conosciuta per i suoi abiti di alto livello.

 

In questo caso, già sai che per ottenere un prodotto confezionato dai migliori sarti della città dovrai spendere una cifra medio-alta. Questo perché costano le materie prime, le stoffe, i bottoni e le rifiniture che rendono i dettagli preziosi. E costa l’esperienza e la manodopera che renderà il vestito perfetto per la tua figura.

 

2 – Ti rivolgi ad un sarto economico, di quelli che fanno un po’ di tutto

 

Anche se il rischio è che il servizio può essere un po’ approssimativo, sei sicuro che almeno è a basso prezzo. E magari riesci anche a strappargli la promessa di una consegna espressa. Ma la qualità?

 

I tessuti probabilmente saranno scadenti, perciò destinati a strapparsi al primo movimento brusco e sicuramente diventano logori già dopo pochi lavaggi. Le cuciture verranno realizzate in maniera sbrigativa, magari a macchina, per fare più veloci o da un sarto che ha iniziato a far gavetta da poco.

 

Pensi che un vestito del genere sia un buon investimento nel tempo?

 

Rischi di ritrovarti tra le mani un abito di scarsa qualità (e nella maggior parte dei casi questo si vede), che quindi non ti fa fare bella figura come speravi. Inoltre, è probabile che non duri nemmeno fino alla prossima stagione, costringendoti a ripetere l’investimento dopo solo alcuni mesi.

 

Ecco, la stessa cosa può accadere con i tuoi componenti pressofusi in zama.

 

Ti ho raccontato tutto questo per farti capire che prezzo, qualità e velocità di produzione sono 3 fattori che faticano a combaciare in qualsiasi settore della produzione realizzata “su misura”.

 

Ed il perché ce lo spiega proprio la geometria del triangolo: più ci si vuole avvicinare ad uno dei 3 vertici, più ci si allontana dagli altri 2.

 

Nel caso dei componenti pressofusi in zama poi, il discorso è ancora più sentito, dal momento che l’investimento iniziale è importante e la resa del prodotto dev’essere alta (per un discorso non solo estetico ma anche funzionale).

 

Il paradosso del triangolo nel settore della zama

 

Nell’ambito della lavorazione industriale il problema dei 3 valori cardine che non si toccano mai è molto sentito. Settore della produzione in leghe di zinco compreso.

 

Soprattutto nelle aziende un po’ più grandi, dove ci sono diverse figure da mettere d’accordo e ognuna di esse si interessa solo ad un vertice del triangolo.

 

Tanto per fare un esempio, qualche giorno fa ho preparato un preventivo per un pezzo tempestato di tolleranze molto strette. Questo, ovviamente, richiede la preparazione di uno stampo molto preciso ed un’estrema attenzione durante la fase di produzione. Anche le tempistiche di consegna erano al limite delle possibilità.

 

Mi sono trovato però di fronte ad un paradosso: il target di prezzo era decisamente tirato.

 

In pratica, era come se un’azienda che produce auto al livello di una Super Car volesse creare un nuovo modello da immettere velocemente sul mercato, con il budget sufficiente per produrre una utilitaria.

 

Ti sembra un progetto coerente?

 

Prima di arrivare ad incongruenze di questo genere, che fanno solo perdere tempo a tutti, è importante che l’acquirente riesca a raggiungere la giusta consapevolezza: non si possono ottenere ottimi risultati in breve tempo e con pochi costi.

 

Io anche ci proverei, ma è impossibile: è la geometria del triangolo che me lo impedisce.

Ovviamente questa consapevolezza dev’essere raggiunta tanto dal buyer quando da chi progetta i pezzi, altrimenti si vanno a creare dei contrasti.

 

Infatti, il rischio è di ritrovarsi da una parte un tecnico che vorrebbe un design dalle performance strepitose e dall’altra un ufficio acquisti che non è disposto a spendere più di tanto, a discapito del risultato.

 

Anche perché, a quel punto, le cose si complicano non solo all’interno dell’azienda, ma anche con il fornitore.

 

Questo è il motivo per cui se contatti un fornitore abituato a fare le cose “come si deve”, non accetterà di svolgere un lavoro approssimativo, tanto per compiacerti senza poi in realtà avvicinarsi neanche minimamente al risultato che chiedi.

 

È più probabile che cercherà di spiegarti perché con quel budget o con quelle tempistiche non è possibile ottenere ciò che desideri.

Se stai cercando un fornitore serio che “non accetta compromessi”, fa il possibile per soddisfare le tue richieste ma ti promette solo i risultati concreti, sono la persona che stai cercando
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Chi accetta il compromesso rischia invece di metterti nei guai.

 

Magari all’inizio la collaborazione ti sembra perfetta: lui lavora bene e tu lo paghi poco. Risultato buono, niente da dire. Ma cosa succede a lungo andare?

 

Due sono le possibilità:

 

1 – Scopri che il fornitore che all’inizio ti ha chiesto un importo basso alza i prezzi.

 

Ha cercato di legarti a lui conquistando la tua fiducia con le prime collaborazioni per poi sentirsi libero di caricare gli importi o prolungare i tempi di consegna, come è solito fare.

 

Mi sono stati raccontati episodi in cui il fornitore stesso ci ha rimesso nei primi periodi pur di riuscire ad “accalappiarsi il cliente” e soffiarlo alla concorrenza. Capirai anche tu che una situazione del genere non è sostenibile a lungo termine, perciò è destinata ben presto ad una svolta: o il cliente, ormai “incastrato”, accetta di pagare di più, o decide di andarsene, restando solo e alla ricerca disperata di un nuovo fornitore.

 

2 – Il prezzo basso è sempre rimasto vincolato a dei lavori di per sé facili e veloci da realizzare.

 

Nel momento in cui necessiti di un progetto più complesso, rischi a ritrovarti deluso nei risultati o con un importo da pagare decisamente più alto del previsto.

In entrambi i casi la conclusione è sempre la stessa: si finisce per litigare.

 

Perché quella che pensavi fosse la soluzione al paradosso del triangolo equilatero, si rivela essere soltanto uno specchio per le allodole.

 

Tutto ciò che ti sto raccontando l’ho compreso grazie alla mia esperienza: molto spesso, infatti, sono testimone dei risultati di situazioni come queste. Quando?

 

Quasi ogni volta che sulla mia scrivania compare una nuova richiesta di preventivo.

 

Contatto l’azienda che me l’ha inoltrata e, nella maggior parte dei casi, mi sento dire che sono alla ricerca di un nuovo fornitore perché non sono rimasti soddisfatti del modo di lavorare del precedente o del servizio ricevuto.

 

A quel punto do un’occhiata ai capitolati e ai target di prezzo e…magicamente capisco tutto!

 

Queste aziende si sono rivolti a fornitori che usano il trucchetto del prezzo basso “accalappia cliente” per poi non pensarci due volte a trasformarlo in un acquirente di serie B non appena trovano delle commesse migliori. Giorno dopo giorno, i risultati si fanno sempre più scadenti ed il rapporto va a deteriorarsi nel tempo.

 

Il cliente si ritrova così da solo e deve andare ad elemosinare la produzione da un’altra parte, girando al fornitore di turno le solite pretese e cercando di recuperare le inefficienze interne con gli sconti chiesti ai fornitori.

 

Ma alla lunga anche questa situazione diventa insostenibile.

 

Come comportarsi allora per evitare di restare a piedi con il proprio fornitore?

Come prevenire queste grandi delusioni nel corso del tempo?

 

Sicuramente un primo passo è quello di scegliere l’azienda con la quale si vuole lavorare disponendo di tutti gli strumenti e della giusta consapevolezza.

 

Prezzo basso, buona qualità e velocità di consegna difficilmente coesisteranno.

 

Chi vi dice che non è un problema, mente. È un problema, eccome, e tu devi saperlo.

Poi, si può cercare una soluzione che sia soddisfacente per tutte le parti, ma entrambi devono essere consapevoli di ciò che si sta chiedendo e di quello che si sta dando, se si vuole instaurare un rapporto di lavoro duraturo e solido nel tempo.

 

Un aiuto importante nella scelta del giusto fornitore può dartelo una valutazione accurata delle voci inserite nella proposta iniziale. Infatti, già in questa fase possono balzarti agli occhi i segnali importanti di cui devi tenere conto.

 

A tal proposito, ti invito a leggere il mio articolo “Come distinguere un preventivo professionale da uno “furbetto

Perché il prezzo di uno stampo per la zama varia così tanto?

Ti sarà certamente capitato di richiedere più preventivi per la creazione di uno stampo e di ritrovarti tra le mani offerte che proponevano prezzi molto diversi tra loro.

 

A quel punto, l’atroce dilemma:

Scelgo il preventivo più basso, così magari risparmio…?

…Oppure valuto il prezzo più alto, così mi assicuro un lavoro fatto bene?”.

 

In realtà non c’è una risposta assoluta.

Quello che posso dirti in base alla mia esperienza è: “dipende”.

 

Un costo maggiore è sicuramente sinonimo di qualità e serenità nel tempo, purché sia giustificato e causato da accortezze e servizi che non vengono offerti da coloro che ti promettono un risparmio immediato.

 

Perciò, quello che mi sento di consigliarti è in sostanza:

 

a) Evita preventivi troppo bassi.

 

O almeno assicurati che le voci riportate rispettino tutte le esigenze e gli standard di qualità che vorresti garantire con il tuo prodotto.

 

Ricorda, però, che se il costo è basso, da qualche parte lo stampista dovrà pur tagliare, andando a risparmiare magari su quei dettagli che sono invece importanti, quali:

 

  • La qualità delle materie prime;

  • Lo stipendio orario dei progettisti e degli altri addetti ai lavori. Dando per scontato che si tratti sempre di collaboratori regolarmente retribuiti, solitamente chi accetta salari bassi sono le figure junior meno esperte;

  • L’attenzione ai dettagli;

  • I ricambi costruiti in origine;

  • La mancata analisi delle possibili problematiche che possono sorgere durante la produzione;

  • Ecc.

Vuoi davvero rischiare di buttare via migliaia di euro per risparmiare una piccola percentuale, a confronto?

 

b) Evita i prezzi “gonfiati ad aria”.

 

Io li chiamo così e mi riferisco a quei preventivi che sono costosi, senza però una reale giustificazione degli importi.

 

Pagare tanto non è sempre sinonimo di “sicurezza del risultato”. Dipende da “perché” e “cosa” vai a pagare.

 

Come tutelarti, allora, da stampi scadenti o prodotti con prezzi “gonfiati a vuoto”?

 

Il modo migliore è assicurarti che il lavoro preventivato sia svolto da professionisti, qualificati ed esperti nel mondo della zama.

 

Per questo dovrai porre attenzione a come ti viene proposta:

 

1 – La progettazione dello stampo

 

Qualsiasi stampo, prima o poi, avrà bisogno di manutenzione o di sostituzioni di alcune parti durante la sua vita produttiva.

 

Per cui uno dei compiti dello stampista è cercare di prevedere – sin dalla fase progettuale – quali possono essere i pezzi che necessiteranno di interventi e sostituzioni in futuro.

 

Quindi, per agevolare la manutenzione e le sostituzioni, alcune specifiche parti dello stampo si rendono sin da subito sostituibili.

 

In questo modo, se dovessero rompersi, si potranno cambiare in modo facile e veloce, con un ricambio identico alla parte montata in precedenza.

 

In fase di progettazione e costruzione, questo richiede sicuramente un costo maggiore ed un maggior impegno.

 

Ma nel corso del tempo porta ad un notevole risparmio e riduce i tempi di blocco produttivo, nel caso di sostituzioni improvvise e programmate.

 

Inoltre, la progettazione deve sempre essere eseguita con un occhio al processo di produzione, altrimenti lo stampo potrebbe non funzionare a dovere o il pezzo stampato potrebbe non uscire dallo stampo o, addirittura, deformarsi.

 

Ovviamente non per tutti gli stampisti questo è scontato, poiché alcuni non sono specializzati abbastanza da conoscere a fondo l’intero ciclo produttivo.

 

Noi di Zama Solutions ci occupiamo sia di stampi che di produzione, e questo significa che abbiamo ben chiari tutti i passaggi necessari ad ottenere il prodotto finito.

 

Per questo, il nostro stampo verrà sempre studiato in funzione di quello che sarà il suo funzionamento nell’intero ciclo produttivo durante l’intera vita dello stampo stesso.

 

Ad esempio, sappiamo che è fondamentale posizionare gli estrattori nel punto giusto.

Ma non solo, questi estrattori devono essere anche del tipo corretto.

 

Molti stampisti utilizzano i classici espulsori cilindrici, che possono andare anche bene in molti casi, ma non sanno che in molti altri è meglio utilizzare anche degli espulsori di tipo lamellare o ancora di tipo a cannocchiale. Questi sono decisamente più costosi, però risolvono dei problemi che gli espulsori cilindrici non riescono ad eliminare.

2 – Il trattamento termico dello stampo

 

Lo shock termico causato dall’iniezione del metallo fuso – e dal successivo rapido raffreddamento – tende a deteriorare lo stampo.

 

Essendo, poi, questo sforzo termico ripetuto migliaia di volte al giorno, si può arrivare al suo cedimento precoce.

 

Per questo, è fondamentale progettare lo stampo in modo da evitare il più possibile gli shock termici, oltre a costruire un corretto impianto di raffreddamento. Infatti, l’acciaio, scaldandosi, si dilata.

 

Se teoricamente avessimo una temperatura continua tra interno ed esterno del pezzo, la dilatazione sarebbe costante e quindi le parti di acciaio non farebbero a botte fra di loro.

 

Di solito, invece, la parte esterna passa dal caldo rovente, quando entra il materiale fuso nello stampo, al freddo improvviso, quando si spruzza il distaccante, che serve sia per lubrificare lo stampo sia in parte per termoregolarlo.

 

Mentre la parte esterna ha queste continue oscillazioni di temperatura, la parte interna tende a restare sempre calda e, per questo, va opportunamente raffreddata.

 

Se ciò non viene eseguito nel modo corretto, si verifica la “criccatura” dell’acciaio, ovvero le molecole interne del metallo tendono a spingere verso l’esterno, e lo fanno scoppiare.

 

Quando questo fenomeno ha luogo, la matrice ormai è compromessa e a volte si staccano dei veri e propri pezzi di acciaio, con conseguente fermo dello stampo e costo per la riparazione o il rifacimento della parte compromessa.

 

Quindi, per garantire una maggior durata del tuo stampo, è molto importante eseguire anche un’attenta progettazione del circuito di raffreddamento.

 

Ma non è tutto: il tuo stampista deve anche essere in grado di garantirti un ottimo trattamento termico.

 

Questo trattamento deve essere eseguito davvero bene, in modo che la tempra arrivi fino al cuore del pezzo.

 

Altrimenti, si rischia di avere durezze e strutture metalliche decisamente diverse tra la parte esterna e la parte interna dei pezzi dello stampo.

 

Molti costruttori di stampi affidano a terzisti questo compito.

 

Ciò significa che viene ricaricato il costo del terzista, il trasporto e le spese legate al rifacimento di eventuali semi-lavorati che ogni tanto vengono smarriti.

 

Per garantire un miglior servizio, nella nostra azienda abbiamo deciso di attrezzare un reparto apposito.

 

In questo modo, possiamo ridurre non solo le tempistiche ma anche i costi, offrendo un servizio di livello superiore che viene da noi stessi controllato e monitorato.

 

Questo è uno dei pochi casi in cui pagare di più non significa necessariamente avere il meglio.

 

Ricorda che spendere per dei servizi va bene, ma dipende sempre da cosa vai a pagare.

 

3 – Il design

 

Il design dev’essere curato e realizzato con attenzione.

 

  • È importante, per questo, che avvenga uno scambio di informazioni tra il fonditore e il progettista.

E l’intervento di due professionisti – che si impegnano a collaborare su un unico progetto – ha un costo. Sia per il tempo che investono per l’attività, sia per gli eventuali spostamenti da un’azienda all’altra.

 

Molti generalisti non si preoccupano più di tanto di questa parte e, per accelerare il processo, by-passano la figura del fonditore fin dall’inizio.

 

Questo porta a dei problemi che saltano fuori nella fase successiva, quando il progetto viene messo in pratica e si vede che non rispetta le esigenze tecniche di chi deve utilizzare lo stampo.

 

Nella nostra azienda tutto il processo si svolge internamente e questo è un gran vantaggio perché le due figure professionali comunicano costantemente, senza allungare le tempistiche e richiedere eventuali costi extra.

 

  • Grazie ad un design accurato, si possono apportare fin da subito delle migliorie fondamentali.

In pratica, vengono aggiunti gli sformi, ove necessari, e vengono eliminati dei punti deboli sullo stampo, riportando i pezzi critici (o chiedendo anche delle specifiche modifiche alla geometria, se non si può fare diversamente).

 

Ma non solo: per rispettare i vincoli estetici, a volte si complicano di proposito le giunzioni dello stampo, al fine di mascherarle il più possibile ed ottenere un prodotto migliore.

 

Ricorda comunque che ogni caso è diverso, e va analizzato a fondo.

ZINCode, il nostro metodo di analisi e co-design unico e scientifico, nasce proprio per questo.
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