Come ottenere un preventivo serio, completo e risolutivo

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Un preventivo corretto deve essere serio, comprensivo di tutte le richieste e definitivo.

Ottenerlo non è impossibile, ma bisogna prestare attenzione ad alcuni aspetti:

  1. Imparare ad evitare le offerte che vengono ritoccate durante la consegna del materiale, riservando delle spiacevoli sorprese alla resa dei conti.
    Se non sai ancora come fare per scappare dai preventivi ingannevoli, leggi il mio post Come distinguere un preventivo professionale da quello furbetto.

     

  2. Essere parte attiva e propositiva nella compilazione di un’offerta. Puoi aiutare il tuo fornitore a prevenire eventuali errori di calcolo, preparando in maniera corretta la documentazione da inviare.
    Offri da subito un quadro completo e chiaro di quelle che sono le tue esigenze, in modo che nessuno possa più gonfiare il conto finale dicendoti “ eh ma questo non me l’avevi specificato, perciò l’ho dovuto inserire adesso”.

     

  3. Evitare di commettere degli errori per primi.
    Altrimenti si rifletteranno sulla stima finale di quanto andrai a pagare.
    A tal proposito ti invito a leggere anche “5 errori da non commettere quando si chiede un preventivo.

Quali potrebbero essere questi sbagli da non commettere? Vediamo i principali.

Errori da evitare quando si chiede un preventivo


Qui di seguito la lista degli errori presenti nelle richieste di offerta che compilano coloro che mi scrivono per la prima volta.

I miei clienti ormai mi conoscono ed ho fornito loro gli strumenti necessari per una domanda corretta e completa, che ci fa risparmiare un sacco di tempo. 

Nel frattempo ho deciso di riportare nero su bianco le dimenticanze più frequenti, per aiutare tutti gli altri ad evitare il ripetersi di problematiche che implicano una grossa perdita di energie e risorse.  

  1. Documentazione incongruente:
    Disegno 2D e modello 3D che non corrispondono.
    In questo caso, il fornitore non può sapere quale dei due rappresenta il componente che si vuole realizzare.
    Invio di formati proprietari e non standard, leggibili solo da alcuni software.
    Attenzione. Se il file non è leggibile…beh, è impossibile vedere il contenuto, quindi è come se tu non avessi inviato alcun documento.
  2. Documentazione incompleta.
    Invio di foto e basta.
    È impossibile capire i dettagli tecnici da una foto, non si riescono a dedurre neanche le dimensioni del pezzo.
  3. Informazioni a rate.
    Qui il rischio è di fare decine di preventivi, perdendo un’infinità di tempo prezioso. Per tutti.
  4. Mancanza di informazioni.
    Ci sono voci che vanno specificate con attenzione perché incidono pesantemente sul prezzo.
    Ad esempio: il luogo di consegna della merce. Deve essere indicato, altrimenti è impossibile calcolare le spese di trasporto.
  5. Occultamento di informazioni.
    Ci tengo a precisare che non dare delle informazioni per tutelare e proteggere i propri progetti, non ha senso se ciò che si chiede è un preventivo.
    È un po’ come andare dal dottore e non volergli mostrare la ferita da curare, ma limitarsi a descriverla a grandi linee.
    Come può il medico consigliare la terapia migliore? Mica vorrai che proceda per tentativi?
    Quello che invece ha senso è affidarsi ad un professionista serio, che rispetti il segreto industriale.

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  • Inviando, ad esempio, il solo disegno 2D – che non risulta molto chiaro se valutato da solo – si rischia di ottenere un preventivo gonfiato. Questo perché, se il fornitore non ha ben in mente tutti i passaggi necessari per l’esecuzione, può soltanto fare una stima di alcune voci. In questo caso preferirà tenersi più alto con il prezzo – per poi ridurlo in un secondo momento- piuttosto che rischiare di rimetterci.

Lo stesso vale se si decide di spedire solo il modello 3D. Viene a mancare il disegno 2D su cui solitamente sono indicate delle preziose annotazioni, utili per la lavorazione del pezzo.

Questo caso e il precedente sono i due lati della stessa medaglia. 
È come se una volta decidessimo di coprire l’occhio destro e un’altra volta l’occhio sinistro. 
Cosa vedremmo? Poco e confuso. 
Noi siamo fatti per vedere con 2 occhi, che assieme creano una sola immagine…

Tutte le informazioni da allegare alla richiesta di preventivo per produrre i tuoi componenti in zama


A questo punto, se non vuoi più commettere errori che ti portano a ricevere preventivi molto lontani dalle tue esigenze, puoi facilitarti la vita seguendo anche un altro elenco:
la mia lista di tutti i dati tecnici necessari per redigere un’offerta completa.

 

  • Modello 3D in formato neutro IGES e/o STEP
    Meglio entrambi perché a volte le incompatibilità tra i vari software generano dei modelli corrotti che necessitano di riparazione. Avendoli entrambi è meno probabile che accada.
  • Disegno 2D
    Su di esso andranno riportate tutte le specifiche costruttive, quali:
    – Le tolleranze
    – le finiture da fare sul pezzo
    – eventuali annotazioni da riportare sul pezzo; 
    – se sono presenti zone in vista o con requisiti di funzionamento particolari
    – in caso di fori filettati, va specificato se e dove vengono utilizzate delle viti autofilettanti e di quale tipo. 
    Gli ultimi due punti sono molto importanti, altrimenti si rischia di creare uno stampo che lascia segni di giunzione, colate o estrattori proprio dove non sono desiderate. 
  • La previsione di produzione annua minima e quella massima
    Questo serve per poter proporre dei lotti economici, anche in funzione del numero di impronte dello stampo.
  • Il lotto minimo che si è disposti a ritirare in una sola volta.
  • Dove va consegnata la merce
    Questo è un dato la cui importanza viene molte volte sottovalutata. Eppure non è detto che la sede del richiedente coincida con la sede di destinazione e saperlo è indispensabile per calcolare le spese corrette di trasporto.
  • Come deve essere consegnata la merce.
    Ad esempio: Servono degli imballaggi particolari? C’è la necessità di ottenere delle specifiche o dei capitolati?
    Ci sono infatti aziende che hanno dei magazzini altamente automatizzati che gestiscono solo certi tipi di contenitori e, se ricevessero la merce con contenitori non compatibili, potrebbero avere dei problemi.
    Inoltre, in presenza di pezzi delicati, è necessario trovare il modo di proteggerli da urti accidentali, perché a volte anche il trasporto errato può essere fonte di “non qualità”.
    È inoltre fondamentale avere delle specifiche, perché i costi di imballaggio potrebbero superare anche quelli del componente stesso.
  • Come deve essere consegnato il pezzo.
    Ad esempio: completamente finito; con aggiunta di un eventuale trattamento galvanico (grezzo burattato, grezzo sabbiato, zincatura, nichelatura, cromatura); ecc.
  • Quali post lavorazioni devono essere fatte sul pezzo dal fornitore.
    Alcune aziende sono attrezzate per realizzare le finiture internamente o presso altri terzisti.
    Per esempio, mi è capitato recentemente di calcolare il costo di una ripresa di filettatura che in realtà non andava fatta perché era una lavorazione di cui se ne occupava internamente il cliente.
  • Il numero di figure da realizzare sullo stampo
    Questo dato è in realtà derivabile dai numeri di lotto minimo e di produzione annua.
    È sempre bene specificarlo, però, perché le soluzioni potrebbero essere anche più di una.
    Questo significa che, se il cliente chiedesse due preventivi a due aziende diverse e ognuno scegliesse una strada differente dall’altra, ecco che risulterebbe difficile confrontare le due offerte.
  • Indicare se ci sono dei capitolati di fornitura e condizioni di acquisto, sia per i pezzi che per gli stampi. 
    Ovviamente, più vincoli ci sono, più il prezzo sale. Non conviene però ometterli perché si rischia di trovarli nel conto finale, anche se nel preventivo erano stati “dimenticati”.
    Questi sono i dati che è sempre bene allegare alla tua richiesta di preventivo, per essere sicuro di ottenere una cifra reale e non una stima improvvisata (che di fatto, non ti serve a nulla).

Per non rischiare di dimenticare neanche uno, stampa la mia Check list per una richiesta di preventivo perfetta e tienila sempre sulla tua scrivania, o salvala sul desktop del tuo computer.

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Sarai sicuro che non ti sfuggirà nulla durante la valutazione del tuo prossimo preventivo!

I 5 luoghi comuni che ti hanno (erroneamente) convinto a non tenere delle scorte a magazzino

Nel corso della mia attività come produttore di pezzi in zama ho sentito molti pretesti, da parte degli imprenditori (e anche dei loro collaboratori e manager) per non tenere delle scorte di pezzi a magazzino.

 

Si tratta di ragioni più o meno valide che molto spesso, però, si rivelano infondate, causando addirittura un aumento dei costi ed un calo delle vendite.

 

Diamo allora un’occhiata alle scuse più utilizzate che le persone utilizzano per non tenere abbastanza inventario e che comunque si rivelano puntualmente molto deboli o sbagliate se vengono esaminate più da vicino, nel dettaglio.

 

I 5 luoghi comuni più diffusi per non “fare magazzino”

 

1 – “È più economico”

 

Uno dei più grandi errori che commettono gli imprenditori è pensare che l’inventario rappresenti soltanto una spesa da evitare.

 

Si tratta forse della credenza più difficile da sfatare.

 

Infatti, se monitorate e gestite correttamente, le scorte a magazzino ti danno la possibilità di ridurre i costi ed accelerare il profitto.

 

2 – “Non mi serve perché posso comprarlo direttamente dai fornitori”

 

Questo è vero, ma tieni conto che i fornitori vendono direttamente dalla fabbrica e proprio per questo possono venirti incontro con una riduzione del prezzo, in caso di ordini superiori.

 

Maggiore sarà la quantità di pezzi acquistata, più ampio sarà il loro margine di manovra, perché andranno ad ammortizzare i costi di set up e tutte le spese fisse che contribuiscono a determinare l’importo finale.

 

3 – “Rischio di avere uno stock fermo per un lungo periodo”

 

Se si tratta di pezzi che ti serviranno prima o poi, averli parcheggiati in magazzino anche per periodi più lunghi del previsto non rappresenta un grosso problema.

 

È da preoccuparsi solo nel caso – piuttosto raro – in cui il tuo cliente decida di cambiare il progetto in fase di produzione avanzata, il che li renderebbe praticamente inutilizzabili.

 

4 – “Non ho posto per immagazzinarlo”

 

Questa è una scusa piuttosto debole.

 

Innanzitutto, perché non devi tenere dei quantitativi di scorte esagerate, che possono invece venir proporzionate in base allo spazio disponibile.

 

E poi, se scegli un fornitore ben organizzato puoi accordarti con lui per conservare i pezzi extra che ti produce nel suo stesso magazzino.

 

Noi di Zama Solutions ci siamo attrezzati con soluzioni tecnologiche specifiche al fine di poter gestire delle scorte concordate, facendo ruotare il magazzino in base alle esigenze dei nostri clienti.

 

Lo abbiamo reso possibile grazie alla recente installazione del magazzino verticale di generose dimensioni: si tratta di una macchina nella quale i contenitori vengono caricati in cassetti, riposti poi, in modo automatico, su dei ripiani all’ interno della struttura della macchina stessa.

Se stai cercando un fornitore specializzato in componenti in zama che ti aiuti a gestire le scorte, contattaci!

 

Grazie alle soluzioni che abbiamo adottato, nel nostro magazzino c’è spazio anche per i tuoi prodotti!
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5 – “Sto vendendo su richiesta, quindi ho bisogno solo di pochi pezzi per volta”

 

Perché non provare a ragionare al contrario? Ovvero iniziare ad aumentare il numero di pezzi prodotti, per essere sempre pronti a soddisfare eventuali richieste extra dei clienti? È così che si incrementa il proprio giro di affari…

 

A questo punto, dopo aver valutato da vicino tutti i luoghi comuni, viene spontaneo domandarsi:

 

Conviene o no produrre delle scorte da tenere a magazzino?

 

In linea di massima conviene. Subentrano però così tante variabili, in questo discorso, che ogni situazione e a sé.

 

L’unico modo per capire se davvero nel tuo caso non convenga fare magazzino è di valutare i pro e contro di questa soluzione, che adesso andremo a vedere.

 

E poi, come consiglio sempre, discutere le tue esigenze con un fornitore professionista, che saprà senz’altro aiutarti grazie alla sua esperienza e alle sue competenze.

 

I vantaggi di non avere scorte a magazzino

 

  • Diminuzione dello spazio occupato

Meno scorte equivale a più spazio.  Come abbiamo già visto, il problema sussiste se effettivamente lo spazio a disposizione è davvero minimo e non c’è allora altro da fare. Ma a volte potrebbero essere sufficienti anche solo delle scaffalature ben studiate per ottimizzare gli spazi.

 

Ricorda, inoltre, che puoi sempre trovare un fornitore capace di custodire i tuoi pezzi nel suo stesso magazzino.

 

Questo ovviamente comporta un piccolo aumento dei costi – giusto per contribuire a pagare le spese dello spazio occupato – ma ti offre il grande vantaggio di avere i tuoi componenti sempre pronti e disponibili in pochissimo tempo.

 

  • Diminuzione del capitale immobilizzato

Anche se gli inventari sono di solito considerati un bene, averne uno troppo grande può risultare dannoso per l’azienda. Questo perché vincola il capitale e occupa spazio che potrebbe essere usato per altri scopi.

 

  • Diminuzione del rischio di obsolescenza

In effetti, abbassare le scorte può ridurre la possibilità che un articolo diventi vecchio e superato prima ancora di essere venduto.

 

Gli svantaggi di NON avere un magazzino

 

Mentre la riduzione dell’inventario può sembrare una soluzione facile e veloce per non spendere subito dei soldi, al tempo stesso potrebbe rivelarsi una mossa azzardata. Bisogna stare attenti a non esaurire le scorte e a non ritrovarsi con ordini non evasi, altrimenti si potrebbe finire per perdere alcuni clienti non soddisfatti del tuo servizio.

 

Infatti, non avere delle scorte in magazzino porta inevitabilmente a degli svantaggi:

 

  • Acquisto a prezzi più alti

Spesso l’ufficio acquisti si fa carico di più pezzi per riuscire a pagarli ad un costo inferiore.

 

Per un’azienda, in realtà, è importante determinare il così detto “lotto economico”, ovvero il quantitativo conveniente da produrre.

 

(Leggi anche “Perché è importante calcolare il lotto economico d’acquisto?” 🡪 LINK Art. 56)

 

Il lotto economico permette di bilanciare i costi di magazzino con quelli di emissione degli ordini: è dato, in pratica, dalla quantità di pezzi che conviene farsi produrre in un singolo ordine, per riuscire a minimizzare i costi complessivi di commissione e di gestione delle scorte di quello specifico componente.

 

  • Si vive sempre nell’ urgenza

Se i pezzi che si tengono in magazzino sono definiti “Scorta di sicurezza” è per un motivo ben preciso: ordinando solo lo stretto necessario, si rischia di non poter soddisfare eventuali richieste improvvise, perdendo la sicurezza di evadere l’ordine del cliente nei tempi e modi stabiliti.

 

  • Si perde tempo (e quindi soldi)

La mancanza di un pezzo determina un vero e proprio blocco delle attività e ogni minuto di produzione persa si traduce in una riduzione del fatturato.

 

  • Si rischia un danno d’immagine

Dire di no ad un cliente o consegnare in ritardo i prodotti non è mai positivo.

Eppure, è proprio ciò che potrebbe accadere se, per qualche motivo, i pezzi a disposizione non fossero sufficienti restando in pratica a zero.

 

Come evitare questi disastri?

 

Per evitare le problematiche che abbiamo appena visto, nel caso in cui si decidesse di non fare magazzino è bene tenere conto del “Punto di Riordino”

 

Si tratta del livello di scorte che, una volta raggiunto, indica la necessità di emettere immediatamente un nuovo ordine di acquisto, pari al lotto economico.

 

Il Punto di Riordino è molto importante per prevenire l’esaurimento delle scorte a magazzino, evitando tutte le conseguenze negative che potrebbero derivare, come la paralisi della produzione ed il blocco delle vendite.

 

Quando puoi, cerca di fare sempre un po’ di magazzino: se calcoli correttamente il tuo lotto economico puoi capire subito se si tratta della soluzione più conveniente e legata ad un maggior risparmio.

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Ti hanno sempre detto che Tailor made e Industrializzazione non possono andare d’accordo? Mentivano. E i tuoi componenti in serie lo dimostreranno.

Hai mai sentito parlare di “tailor made”

Significa “fatto su misura” ed è un’espressione ormai diventata internazionale, che fa riferimento all’immagine del sarto, capace di cucire i vestiti su misura dei propri clienti.

Oggi, se pensi, viviamo nell’era dell’industrializzazione e siamo sempre più rassegnati all’uniformità.

Ci vestiamo nelle grandi catene di negozi, acquistiamo cosmetici dei marchi più conosciuti e compriamo cibi preconfezionati e pubblicizzati in televisione.

Tanto che il tailor made è ormai considerato un vero e proprio “lusso”. 
Lusso inteso come “valore di alto livello”. 
E in effetti, l’unicità di un prodotto acquista grande valore per chi lo possiede, perché essendo costruito su misura, soddisfa tutte le esigenze di colui che lo commissiona.
Negli ultimi anni, si sta verificando una curiosa inversione di tendenza: per contrastare la mancanza di personalizzazione che caratterizza la società di oggi, ecco farsi prepotente la ricerca sempre più diffusa del “fatto su misura”. 
Possiamo definirlo una sorta di “ritorno alle origini”, quando i viaggi, i vestiti e le pietanze rappresentavano il perfetto connubio tra la bravura di colui che li creava ed i desideri di chi li acquistava. 

E così il tailor made inizia a diffondersi nei settori più scontati – abbigliamento, estetica, arredamento- fino ad invadere anche le aree di mercato “inusuali”. 
Nascono pertanto i viaggi tailor made, i trattamenti di bellezza tailor made, le camere di albergo tailor made.

E nel mezzo di questa lotta tra futuro e passato –mirata a soddisfare le esigenze del cliente- ci siamo noi, che, pur rimanendo sempre all’avanguardia con i tempi, nel tailor made ci abbiamo sempre creduto.

Da 40 anni.

Forse potrà sembrarti una follia sentir parlare di tailor made a proposito di una fonderia… ma in realtà questo è uno degli aspetti principali che ha sempre caratterizzato la mia azienda.
A volte, per spiegare il mio lavoro in parole semplici, mi paragono proprio ad un sarto: “cucio” su misura il progetto e realizzo lo stampo secondo i desideri del mio cliente, per ottenere alla fine un componente personalizzato e dal modello unico. 
In Zama pressofusioni realizziamo progetti su misura, creiamo stampi su misura e produciamo componenti su misura.
Proprio per questo i pezzi pressofusi di un cliente non saranno mai perfettamente identici a quelli di un altro. Saranno identici tra di loro solo se apparterranno tutti ad un unico proprietario.

Questo per tre motivi molto importanti:

  1. Siamo dei professionisti, quindi ci teniamo a mantenere l’esclusività dei lavori che seguiamo per ciascun cliente.
  2. Siamo specializzati, perciò sappiamo benissimo dove poter attuare modifiche e migliorie per ottenere una produzione di componenti che rispecchia le esigenze dell’acquirente.
  3. Facciamo del tailor made una filosofia aziendale: non lavoriamo quindi con stampi preconfezionati o parametri di processo pre-stabiliti. Tutto viene studiato a tavolino con il cliente, fin dalle primissime fasi di co-progettazione.
Vuoi una mano per dare vita al tuo progetto su misura? Contattami subito e lo realizzeremo insieme!…

Stampare i tuoi componenti in zama presso un terzista: pro e contro

“Conviene farsi stampare i componenti in zama da un terzista?”Non è la prima volta che sento qualche cliente porre questa…