Stampare da solo i tuoi componenti in zama è davvero la scelta migliore?

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Magari stai già impostando la struttura per lo stampaggio “fai da te”o stai iniziando semplicemente ad informarti su come procedere per metterti in proprio. 

In ogni caso, se sei stato attirato dal titolo di questo post, è perché almeno una volta il tuo pensiero potrebbe essere stato: 

“Mi compro una pressa, mi faccio costruire uno stampo e mi metto a produrre da solo i miei componenti”.

“Tanto che ci vorrà mai? Le conoscenze le ho, i materiali me li procuro grazie ai miei contatti…una volta fatto lo stampo – che è il grosso del lavoro – al resto ci posso pensare io. 
Così risparmio e mi gestisco come mi pare. 
Tu Alberto cosa ne dici, mi conviene?”

Anche se il tuo pensiero non è stato identico in ogni parola, sappi che alcune conversazioni con i miei clienti si svolgono proprio così.
Se ti stai chiedendo perché vengo spesso interpellato sull’argomento, la spiegazione è semplice: perché sono un professionista. E sono specializzato. 

Respiro polvere di zama da quando ero bambino, sono perciò la persona indicata per aiutarti ad analizzare la tua situazione ed offrirti una consulenza a 360° sul mondo delle leghe di zinco. E questo i miei clienti lo sanno. 

Perciò, di fronte ad ogni minimo dubbio o perplessità, alzano il telefono o passano da me in azienda, e mi domandano: “Alberto: che ne pensi se…”.

“…Che ne pensi se iniziassi a stampare in proprio?”

Sapete come rispondo io quando me lo domandano? 

Ascolto le motivazioni di chi ho di fronte, lo faccio sedere a tavolino con me e lo invito a ragionare. 

Cerco di non essere mai di parte: io gestisco una fonderia, ma anche un’azienda che si occupa esclusivamente di produrre stampi, quindi una volta che lo costruisco e lo consegno al proprietario, il mio ruolo si conclude e lui può farne ciò che vuole.

Però, ecco…se mi viene richiesto un parere professionale, allora mi metto nei panni del cliente e cerco di trovare la soluzione migliore per lui.

E spesso, lo ammetto, arriviamo alla conclusione che mettersi a stampare in proprio non è sempre una buona idea.

Vuoi iniziare a stampare da solo i tuoi componenti? 

Ragioniamo insieme sui vantaggi che questa soluzione offre per TE


Ammettiamo che tu stia pensando di commissionarmi uno stampo, fatto su misura per realizzare il componente che ti occorre. 
Ci confrontiamo e mi spieghi che hai intenzione di portarlo nella tua azienda e utilizzarlo per conto tuo. 
Hai destinato un budget limitato al tuo progetto e questa ti sembra una soluzione geniale per scavalcare i costi della fonderia e ridurre le spese di produzione.

Certo, anche per me sarebbe l’alternativa più facile e comoda: ti costruisco lo stampo dei tuoi desideri, me lo paghi e poi…hai detto che ti arrangi da solo e quindi te lo lascio fare.

Poi, in pratica, questo non accade mai.

La mia etica professionale e morale mi impedisce di stare zitto.  

Se sono coinvolto in un progetto e vedo che il mio cliente sta per commettere un grosso errore, mi sento in dovere di metterlo in guardia.

Non potrei mai prometterti di realizzare per te lo stampo più preciso che tu abbia mai visto, per poi dirti che, una volta a casa – proprio grazie al mio stampo- otterrai la perfetta produzione fai da te e risparmierai felice e contento.
Questa è una favola, ma la realtà è ben diversa. E lo dico, nonostante sia convinto dell’altissima qualità e precisione dei miei stampi, sia chiaro. 

Questo perché durante il processo di produzione ci sono mille variabili che bisogna considerare e se viene a mancare l’esperienza e la strumentazione corretta, il “fai da te” può trasformarsi in una soluzione molto pericolosa.

(Se vuoi scoprire in dettaglio a cosa potresti andare incontro in termini di vantaggi e svantaggi, leggi qui).

Per questo mi siedo a tavolino con te e ti aiuto a ragionare.

Come? 

Analizzando i reali vantaggi che otterresti con lo stampaggio in proprio.
Li valutiamo attentamente uno per uno e poi prendiamo assieme la decisione finale.

Se vuoi lo possiamo fare insieme anche adesso. Come se fossimo a tu per tu!

Vuoi provare?

Iniziamo!

Vantaggio numero 1 : la Riservatezza.

 

Questa motivazione allo stampaggio in proprio è piuttosto ambivalente: può essere la più importante per te, e di scarso interesse per altri.
Se credi nel tuo progetto ma non vuoi vivere con l’ansia che qualcuno te lo rubi – anche perché sei consapevole che esiste il segreto industriale che lo protegge – puoi saltare a leggere direttamente la motivazione successiva.
Se invece sei convinto di stringere tra le mani l’idea “che tutti vorrebbero copiare” e fai di tutto per mantenerla top secret, allora questo potrebbe rivelarsi davvero un plus per te.
Finalmente puoi allontanare gli occhi indiscreti dalle tue produzioni!
Nessuno le vedrebbe prima dell’immissione in commercio e tutto resterebbe “tra le tue mura”!
Ma…c’è un ma.
In realtà è un po’ come se volessi blindare la porta di casa tua, senza preoccuparti di chiudere le finestre.
Mi spiego meglio: se non internalizzi tutto il processo – dalla progettazione del componente alla galvanica, passando per la costruzione dello stampo e la pressofusione – a qualche fornitore dovrai pur far vedere il progetto. 
A quel punto, addio “segreto” comunque…

Vuoi proteggere i tuoi progetti da occhi indiscreti? Noi ti garantiamo privacy assoluta, dal disegno iniziale al prodotto finito! E te lo mettiamo per iscritto: i tuoi progetti sono interamente coperti dal segreto industriale e da un PATTO DI RISERVATEZZA FIRMATO nero su bianco.

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Vantaggio numero 2: Flessibilità produttiva


Questo diventa un vantaggio interessante solo se hai la necessità di disporre repentini e frequenti cambi di priorità all’interno delle tue produzioni. 

È la soluzione che fa per te se sei stufo di affrontare discussioni con il tuo fornitore esterno, durante le quali ti senti ripetere che ha stretto accordi anche con altri clienti e non ti può accontentare.

 Non ti può o non ti vuole accontentare?

Questo è difficile da stabilire.

Ricorda che un fornitore lavora “per te” e quindi cerca di fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per soddisfare il suo cliente, ovvero tu. 

Ovviamente devi scegliere di collaborare con una persona che possieda le capacità e le competenze necessarie a gestire gli imprevisti e a venirti incontro. 

La buona volontà del fornitore non basta se non sa come metterla in pratica!

E poi, ovviamente, deve essere una persona disponibile, che voglia cioè aiutare davvero il cliente. 

Perché, per un fornitore ogni singolo cambio di programma rappresenta un problema non da poco: per lui si tratta di una vera e propria “perdita” economica. 
Infatti, un cambio continuo delle priorità porta a frequenti fermi macchina. E questo, per un terzista, si traduce in una riduzione del fatturato. 
Io personalmente sono avvezzo a favori di questo genere nei confronti dei miei clienti storici. Perché so che aiutandoli, e venendo loro incontro, si rafforza il rapporto di fiducia che abbiamo costruito.

Se il tuo fornitore non ti conosce o la pensa diversamente da me, prova un trucchetto “infallibile” per convincerlo ad aiutarti e a sopportare meglio i fermi macchina: proponigli un piccolo contributo per sostenere le perdite causate dalla tua richiesta! 

Questo potrebbe incentivarlo a venirti incontro. 

Così puoi evitarti la scocciatura dello stampaggio in proprio che, in fin dei conti, ti farebbe  spendere molto più tempo e denaro del necessario, se l’unica motivazione è la ricerca di flessibilità.

Vantaggio numero 3: Gestione delle scorte


Se senti il bisogno di possedere una piccola “scorta di componenti” per sentirti al sicuro e riuscire a far fronte agli imprevisti, allora la produzione per conto tuo potrebbe essere una buona idea.

Sempre che tu riesca a trovare il tempo per riuscire a produrre anche le quantità extra che vorresti.

Ad ogni modo, tu sei il proprietario dei tuoi prodotti e tu ne determini il destino. 
Possiedi le informazioni giuste e una visione completa, a differenza di un terzista. Perciò, se decidi che le scorte potrebbero esserti utili, sei libero di realizzarle quando vuoi, perché ti sarà sufficiente stampare dei pezzi in eccesso. 

Per te, sotto questo aspetto, gli unici veri costi da sostenere sono quelli variabili. 

Ricorda, però, che devi essere sicuro che gli articoli extra ti servano prima o poi. Se non utilizzati, andrebbero sprecati e, con essi, tutte le risorse che hai investito.
I terzisti, per questo, non fanno mai scorte di componenti. 
E sai perché?
Perché spesso gli arrivano richieste di modifiche da fare sul pezzo in produzione, da un momento all’altro.

Quindi fai attenzione: se anche tu hai un cliente finale con il quale collabori e questo volesse improvvisamente apportare delle variazioni importanti sul pezzo che gli fornisci, rischieresti di riempire il magazzino con avanzi pronti da buttare. 

Vantaggio numero 4: Risparmio


Questa è di solito la motivazione principale che porta i produttori a scegliere la strada dello stampaggio in proprio, piuttosto che in fonderia.

“Me lo faccio da solo così risparmio! Non dovrò pagare il terzista ed il noleggio delle sue attrezzature. Inizio con un piccolo investimento e poi non ci penso più. E, con il passare del tempo, ammortizzo i costi…”

Niente di più sbagliato! 

È proprio questo il punto cruciale sul quale ti invito a ragionare, prima di tirare le somme e fare tutte le considerazioni. 
Altrimenti il rischio è quello di rimetterci un bel po’ di soldini.

Se sei tra i pochi fortunati che hanno tanto utile, puoi pensare che destinare un certo budget a un po’ di attrezzatura ti permetta di risparmiare subito sulle tasse. 

Ma ricorda: nel lungo termine le stesse attrezzature diventeranno una fonte di costi inesauribile.

E non solo…c’è tutta una serie di spese da affrontare che solitamente non vengono tenute in considerazione a priori, e che offrono una brutta sorpresa nel momento esatto in cui la produzione in proprio è già stata avviata. 

Se vuoi conoscere in dettaglio quali sono questi costi extra di cui sto parlando, leggi il post: “10 costi imprevisti che devi conoscere prima di metterti a stampare in proprio i tuoi componenti in zama”.

In ogni caso, ti invito a fare bene i tuoi conti e capire qual è la soluzione migliore per te. 
Se non hai abbastanza esperienza nello stampaggio, chiedi un parere ad un professionista.
Saprà aiutarti a valutare la tua situazione in maniera obiettiva e ti consiglierà la via più conveniente da intraprendere.

Da oltre 20 anni mi occupo di stampaggio e produzione stampi. Conosco alla perfezione i macchinari e le attrezzature necessarie, oltre ai passaggi utili per ottimizzare al meglio il processo. Se hai bisogno di un parere esperto e qualificato, non esitare a contattarmi, sono la persona giusta per darti una mano!

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La zama si rovina con il tempo?

Mi viene spesso domandato se la zama si rovina con il passare degli anni.

 

Abbiamo tutti presente l’effetto dell’argento o del rame, che anneriscono con il tempo e che spesso causano segni antiestetici sul corpo se indossati come gioielli.

 

Ebbene, la zama non si rovina al pari di questi metalli. Se viene protetta con opportuni trattamenti superficiali non annerisce e non macchia nemmeno la pelle a contatto con il sudore.

 

Anche per questo trova largo impiego nella produzione di gioielli e altri accessori di bigiotteria. Inoltre, le leghe di zinco sono particolarmente resistenti.

 

Sappiamo bene che la zama è una lega metallica composta prevalentemente da Zinco abbinato ad altri elementi, come l’Alluminio e il Rame.

 

Questa lega è nata con lo scopo di rendere un ottimo materiale, come lo Zinco, più duro e robusto, ma al tempo stesso anche più duttile per essere lavorato.

 

Quindi nel caso delle leghe di zinco si può parlare di una maggior resistenza:

  • agli urti, 
  • all’usura e 
  • alla corrosione.

Gli articoli prodotti in zama pressofusa durano di più, quindi, rispetto a quelli prodotti con altre leghe o con la plastica, proprio grazie alla durezza del materiale con cui vengono realizzati (paragonabile a quella della ghisa o dell’ottone).

 

Come migliorare la resistenza alla corrosione della zama

 

La zama ha una buona resistenza alla corrosione, sia in condizioni atmosferiche normali, sia a diretto contatto con prodotti petroliferi.

 

La zama può essere tranquillamente utilizzata anche senza alcun trattamento superficiale in certi ambienti chiusi, ma per aumentare maggiormente la sua durata nel tempo, soprattutto in condizioni estreme, è sufficiente aggiungere un processo di finitura galvanica.

 

A seconda dei casi, questo passaggio potrà privilegiare l’aspetto tecnico o quello estetico.

 

Quando scegliere allora una finitura più tecnica o una estetica per proteggere la zama dalla corrosione?

 

Lo vediamo subito.

 

  • Trattamenti tecnici:

Il loro unico scopo è quello di migliorare le proprietà anticorrosive del materiale e di difenderlo ancora di più dagli agenti aggressivi.

 

Esistono dei trattamenti che possono arrivare a garantire una protezione alla corrosione vicina alle 1000 ore in nebbia salina.

 

Questo è un aspetto molto interessante in quanto, da una parte la longevità di un componente pressofuso in zama può aumentare notevolmente nel tempo, dall’ altra questi trattamenti possono estendere il campo di utilizzo della lega stessa ad ambienti particolarmente aggressivi dal punto di vista corrosivo.

 

I trattamenti galvanici tecnici sono ottimi per elevare le capacità anticorrosive della zama. Essi però non sono adatti per aumentare la bellezza superficiale dei pezzi prodotti.

 

Per questo trovano largo impiego specialmente nella componentistica nascosta, dove l’aspetto estetico è decisamente secondario.

 

  • Trattamenti estetici:

I trattamenti estetici più diffusi e comunemente utilizzati sono:

– cromatura,

– nichelatura,

– ramatura,

– ottonatura,

– stagnatura,

– doratura,

– argentatura,

– ecc.

 

Ognuno di questi può essere declinato in una serie di varianti, come ad esempio finitura lucida, finitura opaca, finitura satinata, effetti di invecchiamento, passivazioni chiare o scure, ecc.

 

Il loro scopo è quello di valorizzare l’aspetto dei tuoi componenti, preservandone anche la funzione anticorrosiva, seppur in maniera limitata rispetto alle finiture di tipo tecnico.

 

Se vuoi conoscere meglio i trattamenti dei componenti in zama e come avviene la loro lavorazione, puoi trovare le informazioni più dettagliate nella mia guida:

 

“Leghe di Zinco: scopri perché utilizzarle per produrre i tuoi componenti”

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Dove viene usato lo Zinco e sue proprietà

Lo Zinco puro è un metallo non ferroso caratterizzato da una struttura cristallina.
Lo zinco come materiale è molto diffuso, tanto da essere in quarta posizione nella classifica della produzione globale dei metalli, dopo ferro, alluminio e rame.
Ma lo zinco dove si trova? 
Non esiste libero in natura, bensì viene estratto dai suoi minerali, caratterizzati da nomi particolari, quali:

  • blenda, 
  • calamina, 
  • smithsonite, 
  • franklinite, 
  • willemite, 
  • zincite.

Più che produzione dello zinco si deve parlare perciò di “estrazione”, che può avvenire in due modi differenti, a seconda delle reazioni utilizzate:

  • Per via termica;
  • Per via elettrolitica.

Lo zinco metallico e le sue leghe nella storia

Lo zinco metallico si è sempre rivelato una risorsa fondamentale per l’uomo.
Il suo utilizzo risale sin dall’antichità: pensa che sono stati rinvenuti oggetti a base di zinco puro all’87%, riconducibili addirittura all’età preistorica.

Ancora oggi ne siamo circondati in tutta la nostra quotidianità, dal momento che si impiega lo zinco per la produzione di articoli dei più svariati settori industriali. 

Lo zinco puro viene spesso aggiunto come componente fondamentale per realizzare leghe molto conosciute.

Tra queste le più antiche sono gli ottoni che, in percentuali variabili, contengono sia zinco che rame al loro interno.
Addirittura gli antichi Romani, nel 30 d.C., erano soliti lavorare l’ottone. 
Riscaldavano la calamina (uno dei minerali dello zinco), assieme al rame, in un apposito contenitore. Si veniva così a formare la lega di rame-zinco, che veniva versata liquida in un apposito stampo e da lì poi lavorata.

A cosa serve lo zinco: proprietà per l’uomo

Lo zinco è anche indispensabile per il corretto funzionamento del nostro organismo, poiché fa parte di moltissimi processi cellulari.

Proprio per le proprietà che ha lo zinco, viene coinvolto in diverse attività di tutto il corpo, in particolare:

  • potenziamento del sistema immunitario; 
  • funzionamento dell’apparato ormonale; 
  • lavoro muscolare; 
  • capacità visiva; 
  • crescita dei capelli; 
  • guarigione delle ferite;
  • e altri.

Lo zinco è anche fondamentale per l’attività dell’alcol deidrogenasi, un enzima utilissimo nello smaltimento delle bevande alcoliche. 
Senza zinco, anche un semplice bicchiere di vino ti potrebbe intossicare!

Il problema è che non viene prodotto dal nostro organismo, ma dev’essere assimilato attraverso il cibo.

Per questo è importante avere una dieta bilanciata e consumare alimenti che contengano zinco, come:

  • carne; 
  • pesce; 
  • uova; 
  • latticini;
  • semi;
  • legumi; 
  • cereali integrali;
  • soia; 
  • alghe:
  • e molti altri.

Dato il suo coinvolgimento chiave in più funzioni metaboliche, una carenza di zinco può essere pericolosa per l’organismo.
Anche per questo motivo, viene quasi sempre inserito negli integratori in commercio.

A cosa serve lo zinco: utilizzo nella produzione a livello industriale

In metallurgia, lo zinco – come materiale – è protagonista di applicazioni molto interessanti, dal momento che:

  • È uno dei principali componenti nelle leghe della famiglia degli ottoni, come abbiamo già visto.
  • È impiegato per ricoprire galvanicamente altri materiali – come il ferro e la zama – grazie alla sua azione anticorrosiva.

Tra le proprietà dello zinco metallico c’è, infatti, la capacità di ricoprirsi con uno strato ossido, che lo protegge dagli agenti atmosferici.

  • Il colore dello zinco è tale che viene utilizzato, sotto forma di ossido di zinco, come pigmento per i colori chiari nelle vernici ad acqua.
  • Trova impiego nella costruzione di batterie in forma di fogli di zinco arrotolato.
  • Lo zinco metallico è anche il componente principale di una famiglia di leghe chiamata “ZAMA”.

Nate attorno al 1930, le leghe dal nome “Zama” sono formate da zinco di elevata purezza unito a piccole percentuali di rame, ma anche magnesio e alluminio.

L’aggiunta di questi elementi, ha permesso di trasformare un metallo fragile e poco resistente, come lo zinco, in un materiale caratterizzato proprio da elevata durezza e resistenza.

Queste proprietà hanno reso la zama una materia prima molto utilizzata tutt’oggi, anche per il fatto che all’elevata robustezza si uniscono un’ottima duttilità ed una colabilità eccellente, una volta fusa.

Proprio per questo, il metodo di lavorazione utilizzato per tali leghe prevede un processo di riscaldamento del metallo e poi una fase di stampaggio, e prende il nome di “PRESSOFUSIONE A CAMERA CALDA”.

Essendo la lega zama molto versatile, trova centinaia di applicazioni in tantissimi settori industriali.

Questo perché offre tutta una serie di vantaggi legati alla progettazione, lavorazione e resa finale, che permettono al produttore di risparmiare tempo e denaro rispetto all’utilizzo di altre materie prime, ottenendo al contempo un prodotto di alta qualità e durata nel tempo.

Se vuoi approfondire le tue conoscenze sulle le proprietà e gli utilizzi della zama, ti invito a…

Caratteristiche chimico-fisiche della zama

Se ti stai chiedendo come riconoscere la zama, dove si trova e quando è più conveniente utilizzarla, ti sarà tutto più chiaro una volta comprese a fondo le sue caratteristiche chimico-fisiche e anche quelle meccaniche.

Viene infatti utilizzata in tutte quelle situazioni in cui sono richieste le sue proprietà come: durezza, resistenza, peso specifico, limitata corrosione ne tempo, facilità di lavorazione, ecc.

Essendo una lega chimica, le sue proprietà sono influenzate sicuramente dallo zinco, responsabile delle caratteristiche principali, poiché determina soprattutto la densità della zama ma anche il peso specifico della zama, e molto altro.

Trattandosi di una lega di zinco e non del materiale puro, ci sono però anche altri componenti che partecipano alla formulazione e ne influenzano le proprietà. 
Se il peso specifico dello zinco è più o meno sempre mantenuto, i metalli che vengono aggiunti possono andare ad influenzarne la resistenza, la durezza, ecc.

In effetti, quando si parla di zama, sarebbe più corretto classificarla come una “famiglia di leghe”, dal momento che esistono più tipologie. 
Gli appartenenti a questa famiglia si differenziano tra loro per le concentrazioni percentuali di ciascun elemento legato allo zinco. Si può avere infatti, una lega di rame e zinco, una lega di zinco e alluminio, ecc.

Abbiamo così le leghe stampabili a camera calda  la Zama 2 (ZP2), la Zama 3 (ZP3), la Zama 5 (ZP5) e la Zama 8 (ZP8).

Esistono poi anche la Zama 12 (con il 12% di alluminio) e la Zama 27 (con il 27% di alluminio). Queste due leghe sono stampabili solo a camera fredda, perché le alte percentuali di alluminio in esse contenute innalzano la temperatura di fusione a tal punto da non rendere possibile il processo a camera calda. 
Il punto di fusione dell’alluminio è infatti molto più alto rispetto a quello dello zinco o del punto di fusione del rame, ecc. Quindi leghe con alte concentrazioni di questo metallo andranno lavorate con un processo diverso.

Quando scegliere una lega di zama piuttosto che l’altra?

Dipende tutto dalle esigenze di progettazione e dal risultato finale che si vuole ottenere.

  • La ZP3 e la ZP5 sono quelle più utilizzate. Entrambe hanno un’elevata stabilità dimensionale, ma la ZP3 ha una miglior resistenza alla corrosione, mentre la ZP5 è da preferire se si vuole ottenere una resistenza all’impatto davvero alta.
  • La ZP2 è quella con caratteristiche meccaniche migliori, ma tende ad invecchiare più facilmente delle altre.

     

  • La ZP8, invece, offre una resistenza e una durezza del componente davvero elevate, ma di fatto non ha molto mercato a causa del costo elevato richiesto, per il materiale stesso e per la sua lavorazione. 

Lavorare con una lega – anziché un metallo puro – offre diversi vantaggi.

Il sistema zinco-alluminio, al quale vengono poi abbinate piccole percentuali di altri elementi, permette di esaltare una caratteristica piuttosto che l’altra, a seconda delle esigenze. 

La zama risulta così un materiale versatile e vantaggioso in termini economici, produttivi e di progettazione.

Facciamo un esempio: se aggiungiamo allo zinco l’alluminio – fino al 4,5%, altrimenti otteniamo l’effetto contrario – possiamo abbassare il punto di fusione.
Cosa vuol dire questo? 
Che utilizzando la zama – anziché lo zinco puro – puoi risparmiare. Questo perché la quantità di calore richiesta per rendere la zama liquida, e quindi lavorabile, risulta inferiore a quella necessaria per fondere il metallo puro. 
E il tutto si traduce in un bel vantaggio economico.

Oppure, sempre aggiungendo l’alluminio – e ancora meglio se ci abbini una piccola percentuale di rame – potresti aumentare la resistenza e la durezza dei tuoi componenti qualora il progetto lo richiedesse.

E così via.

Grazie alla conoscenza di come influisce ciascun elemento chimico su ognuna delle caratteristiche della lega, possiamo scegliere le percentuali più adatte per ottimizzare la lavorazione di un prodotto e modellare le sue qualità secondo le nostre esigenze.

Riassumo in uno schema le composizioni principali delle leghe di zinco:

 

ZP3 (ZnAl4)

ZP5 (ZnAlCu3)

ZP2 (ZnAl4Cu3)

ZP8 (ZnAl4Cu1)

     

Alluminio %

3.7 – 4.3

3.7 – 4.3

3.7 – 4.3

8.0 – 8.8

Rame %

0.1

0.7 – 1.2

2.7 – 3.3

0.8 – 1.3

Magnesio %

0.025 – 0.05

0.025 – 0.05

0.025 – 0.05

0.015 – 0.03

Zinco%

resto

resto

resto

resto

Per comprendere meglio questo schema e capire nel dettaglio come ogni singola aggiunta possa modificare le caratteristiche della lega, bisogna studiare l’influenza determinata dai fattori chimici presenti.

Ti vorrei ricordare che quanto riportato nel mio blog fa sempre riferimento alla normativa attualmente in vigore. In particolare per questo argomento vorrei citare come fonte le Norme UNI EN 1774.

Vuoi conoscere tutte le caratteristiche della zama e scoprire i singoli vantaggi che può offrire ai tuoi…